relatività delle regole

 

 

 “L’arte e la parte insieme mi autorizzano ad affermare che votare scheda bianca è una manifestazione di cecità altrettanto distruttiva dell’altra, O di lucidità, disse il ministro della giustizia, Che cosa, domandò il ministro dell’interno, ritenendo di aver udito male, Ho detto che votare scheda bianca si potrebbe considerare come una manifestazione di lucidità da parte di chi l’ha fatto, Come osa, in pieno consiglio del governo, pronunciare una simile barbarità antidemocratica, dovrebbe vergognarsi, non sembra neanche un ministro della giustizia, sbottò quello della difesa.”

 Saggio sulla lucidità,  José Saramago

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Superfluo dire quanto sia intensa e profonda la scrittura, di questo ‘pezzo da novanta’  premio Nobel della letteratura.

Mi ha sorpresa l’attualità (sapientemente voluta, ovvio)  della figura dei  “biancosi” che sconvolgono il sistema politico di una nazione,  perchè in larghissima parte scelgono di depositare una scheda bianca nell’urna, a conclusione di una tormentata tornata elettorale.

Saramago lucidamente – senza se e senza ma – ci ‘racconta’  come una popolazione scoraggiata e disillusa possa arrivare con un invisibile  passaparola a questa scelta tanto estrema quanto legale.

 

“Un’analisi impietosa, dura, caustica e pessimista del sistema delle democrazie occidentali, una denuncia critica e tristemente ironica delle armi che la democrazia usa per difendere sé stessa, una teorizzazione della possibile autonomia ‘anarchica’ di una città che non porta affatto allo sfacelo.”

 

Imperdibile, come sempre. Una ragione di più (e non ne servono molte) per esercitare il nostro dovere di cittadini proprio quando i nostri diritti vengono

spudoratamente  disattesi anche sovvertendo le regole.

 

Carne da macello (sempre al femminile)

 

 

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Sarebbero una trentina le donne che Gianpa­olo Tarantini avrebbe portato alle feste del premier Silvio Berlusconi.

Alcune hanno ri­cevuto un compenso di 1.000 euro

«per prestazioni sessua­li »

 altre

«soltanto un rimbor­so delle spese».

 

“…Voglio infine precisare che il ricorso alle prostitute ed alla cocaina si in­serisce in un mio progetto te­so a realizzare una rete di con­nivenze nel settore della Pub­blica amministrazione perché ho pensato in questi anni che le ragazze e la cocaina fossero una chiave di accesso per il successo nella società».

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Sono, mi ritengo una donna di larghe vedute, ho vissuto e vivo la mia vita senza “pruderie” .

Mi  guardo mentre sto cercando di scrivere qualcosa, qui,  sulla banalità oscena delle ammissioni di questo tal Tarantini  e la sua consequenziale ricetta per il successo.

  

Provo a orchestrare un pensiero compiuto, tento un’analisi senza riuscirci,  e davanti agli occhi si materializza mia nonna – donna coraggiosa che diciottenne  nei primi del  Novecento, seguì mio nonno a Parigi, aderirono al movimento futurista,  vissero  la bohème,  (con)vissero more uxorio ben oltre la nascita della mia mamma – eppure si arrivò a un punto  che mia nonna cominciò a inorridire e a ritirarsi sempre più nel suo guscio perché “Questo mondo non mi appartiene più”. Ed io, ragazzina,  pensavo che fosse diventata vecchia, fuori tempo.

 

Oggi,  svoltato il nuovo millennio,  io sono un’estranea al mondo  come mia nonna:

quando (ultima della serie) vedo che alla mostra di Venezia la ribalta è tutta per una escort=puttana, certo non da quattro soldi ma da mille + mille euro a notte,  ‘regalata’  al nostro presidente del consiglio  per ingraziarsi i suoi favori,  questo è,  io divento irrimediabilmente  insofferente,  fuori da questo tempo,  e vorrei parlarne con voi  e scoprire se  la minoranza silenziosa, quella che si indigna pur chinando la testa,  non sia maggioranza.

 

Ottime

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TUTTI al MARE!

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(…) Paul Virilio (architetto e sociologo) che conosce per mestiere l’infinita sequenza dei disastri, sostiene che l’incidente è ciò che accade a noi tutti, propriamente l’incidente sarebbe il tempo stesso che passa, un tempo sempre più veloce, sempre più incalzante: il tempo è l’incidente degli incidenti.(…)

 

(…) La velocità ha trasformato radicalmente la vita umana, così che ci muoviamo di incidente in incidente.

In tutto questo la catastrofe divoratrice di vite umane di Viareggio, con le sue fiamme alte sopra i palazzi e case, si presenta come forma di un evento quassi inevitabile.

L’esplosione delle cisterne di gas è la rivelazione della potenzialità stessa dei nostri combustibili, così come le inondazioni evidenziano le potenzialità distruttive dell’acqua e i terremoti (L’Aquila è l’ultimo esempio di ‘ca(o)sa’ nostra, aggiungo di mio) la forza del movimento della terra.

Una prospettiva che rovescia la visione consueta delle cose  per cui l’incidente non è più l’eccezione e il controllo del mondo la norma, bensì l’incidente la sua (nuova) regola.”

La Stampa, 1.07.09,’La nostra Cernobyl quotidiana’ art. di Marco Belpoliti

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C’è una soluzione possibile? Possiamo pensare di rovesciare l’incidente imponendogli di tornare ad essere una possibilità remota e non la normalità?

Mi guardo intorno con sgomento e vi ho riportato le parole di un bell’ articolo di Marco Belpoliti “ perché io, nel mio pessimismo conclamato verso questo Governo, non vedo possibilità di soluzione se ai proclami enfatici del “tutto va alla grande” non opponiamo e mettiamo in conto la possibilità di guardare il disastro e rimboccarci le maniche anziché calarci le braghe dreaming la California nostrana del Billionaire e La Certosa, ma sempre da poveracci e cioè dal buco della serratura delle (sue) televisioni e della (sempre sua) editoria.

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Il grande sonno

 

 

Summit Pechino, 24 ottobre 2008.

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NO.

 Purtroppo non si tratta del bellissimo romanzo di Raymond Chandler e del suo Detective Marlow –   solitario difensore di umiliati e offesi, risoluto investigatore in perenne conflitto con l’ordine costituito – capostipite di una serie di investigatori rudi ed essenziali

NO.

Non si tratta neppure dell’altrettanto bellissimo film di Howard Hawks con Humphrey Bogart al quale io ho sempre preferito il viso squadrato e ‘rude’ di Robert Mitchum. 

NO.

Volo alto per tornare al "grande sonno" di un manipolo di politici, sì, quelli che definiscono le sorti del mondo, che ricchi, vecchi e stanchi, al Summit di Pechino – prima l’uno, poi l’altro (o viceversa) si sono fatti sorprendere – appunto – dal sonno.

"Datemi una leva e vi (ri)solleverò il mondo" asseriva Archimede ma…costoro di cosa avrebbero bisogno?

 

 

Omnia vincit AAAmor

 

 

Conditio sine qua non.(nomen omen?)

 

VIAGRA

LEVITRA

CIALIS.

Due testimonianze da fronti opposti ma speculari.

Aston Kutcher (azz solo la pronuncia fa rabbrividire):

Attore 29enne, marito di Demi Moore, dice:

"Ho usato il Viagra con mio moglie, ero come un razzo sulla rampa di lancio".

Jack Nicholson.

Il grande attore ormai settantenne ammette di fare uso della pillola ‘blu’  "SOLO quando sono con più di una donna".

Mitico Jack! A mio gusto meglio essere  una delle sue tante che l’unica del  tenero virgulto ri-piegato del giovane  Ashton.

nudomaschile

 

Ma insomma l’ "aiutino" serve o no? Davvero questo delirio di onnipotenza rende piu’ sicuri e soddisfa noi donne?

Fra l’altro l’effetto del CIALIS (altrimenti detto la pillola del week end) dura 36 ore. E se negli intermezzi si decidesse di andare in spiaggia a farsi un bagno o a prendere un gelato??? Imbarazzante!