Con tigo

Con tigo la vida

es

un festìn

pulpa de coco

y anbrosìa…

Al mare rinasco, ogni estate è come la prima volta, quando lo vidi e chiesi a mia madre, vocina esile che saliva dal basso:
‘Dove finisce?’
Il mare è il mio elemento, mi place, mi mette allegria, mi aiuta a stemperare la tragicità di certi miei atteggiamenti.
Ieri e oggi le prime due giornate godute pienamente.
Un tuffo e poi stesi al sole, silenzio intorno. Solo Cesaria per regalarci le melodie del suo Paese Capo Verde

Per tutti era praticamente la prima uscita dunque alle due quando il sole era più alto noi stavamo nella veranda di un noto ‘pesciarolo’ di Sperlonga vecchia

a gustare tra tante lecornie un profumatissimo :

Tortino di sardine
Ingredienti per 4 pp
700gr di sardine (fresche!) – 1 patata grandicella – 150gr di pachino – 50gr di pangrattata – 1 cucchiaio di pecorino, 1 di origano, 1 spicchio di aglio, olio di oliva.

Lavate le sardine accuratamente deliscate e private della testa e ponetele ad asciugare.
Mescolate in una ciotola il formaggio con il pangrattato, l’origano, lo spicchio di aglio tritato e un po’ di pepe.
Tagliate a fettine sottili come ostie la patata e i pomodorini.
Versate sul fondo di una teglia rotonda 3 cucchiai di olio.
Sistematevi, a strati prima le fettine di patate poi i pomodorini e infine le sardine cospargendo questo primo strato con parte del composto di pangrattato.
Seguite lo stesso metodo per un secondo strato.
Irrorate con un filo d’olio e ponete in formo a 180° circa per una mezz’ora.

Due bottiglie fredde di Lentisco di Terra delle Ginestre a ‘staccare’ da un sapore all’altro.

Un piatto semplicissimo, di pesce azzurro un po’ la Cenerentola tra pesci più rinomati, ma che mangiato sotto le fresche frasche in ciabattine, lo scintillio del mare di fronte prende tutto el sabor de l’alegria. Un’allegria che mi piace condividere con voi con le spalle che scottano e il naso rosso come quello di un clown.

Domani 2 Giugno. Alzerò lo sguardo al cielo all’arrivo delle frecce tricolori e ancora una volta i ricordi della mia prima infanzia verranno ripescati all’amo. Ma questa è un’altra storia.

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Estate

Al mare sono legati tutti i miei ricordi piu’ belli.

Quando ero bambina io, non si andava in vacanza tout-court. Noi bambini della buona borghesia piemontese alla fine delle scuole venivamo spediti in campagna o in montagna nel paese delle nostre domestiche venute a servizio in città da ragazzine. Io e mio fratello venivamo parcheggiati nella cascina della Mariusccia in un paesino minuscolo in alta montagna della Valle d’Aosta: Ussell. Oggi un ammasso di pietre.

Ho toccato il mare per la prima volta che avevo sei anni e mia madre nelle nostre passeggiate sulla spiaggia spesso mi raccontava della mia faccetta attonita quando le chiesi “Dove finisce questo mare?”.

Poi i miei nonni comprarono una villetta a Rapallo, io ero un’adolescente che si affacciava al mondo e li ho vissuto i primi amori incantati sul lungomare al tramonto, semi nascosta a ‘pomiciare’ nell’erba alta delle colline con le rondini – quante rondini! – oppure accucciata sul fondo di una barca a remi ancorata o, ancora, dietro una cabina bianca e azzurra proprio come in certi film d’epoca.

Il mio più grande problema a quei tempi era ‘imparare’ a baciare, baciare bene e sopratutto supera quel primo impatto di intimità delle due lingue l’una nella bocca dell’altro. Non fu difficile e via via arrivò la scoperta del corpo dei suoi languori quando le mani come polipi strappavano i costumi e le bocche percorrendolo lasciavano una scia viscida di saliva. Un tuffo calmava i bollenti spiriti ed io tornava la ragazzetta perbenino di sempre, almeno credevo.

Il mare mi era entrato nell’anima e su quella barca che sembrava cullarmi ebbi il mio primo vero rapporto. Solo il mare ancora oggi riesce a placare ogni mia ansia come sapeva fare la carezza di mia madre.

Il mare. Il mare vero delle nostre isole. Delle piccole selvagge e assolate isole italiane non quelle modaiole ma Alicudi o addirittura Filicudi dove vent’anni fa mancava la luce e l’acqua era portata due volte a settimana dalla nave cisterna.

Il mare dei lunghi desideri, alla scoperta di lidi lontani e ancora in parte inesplorati: le isole greche e le sbronze di Uzu, Maldive, Sea Shells, Isole Vergini, Capo Verde e la scoperta della grande musica di Cesaria Evora. Sempre tanto mare e tante isole. Niente vita mondana niente movida.
Mare e tanto sesso perchè il mare è un potente afrodisiaco, i corpi sono già nudi e bruciano e il sudore li rende luminosi, ora sgusciano via ora si avvinghiano

Sabato sono stata in una spiaggia di un mare non mare alle porte di Roma ma io lo amo molto perchè è legato alla prima infanzia di mio figlio che naturalmente da anni mi ha abbandonata al mio destino. La sera c’è stata l’inaugurazione dello stabilimento. Giocolieri si cimentavano con aste di fuoco. Ballerini sui trampoli. Il teatro era la spiaggia che le luci rendevano argentata, il mare cupo, non una stella. Buona musica, gente colorata, un’oasi rubata alla quotidianità.

Bisognerebbe tentare di essere felici, non fosse altro per dare l’esempio! JacquesPrévert.

Un alito di vento, un sussurro indecifrabile, cingendomi le spalle mi hai detto qualcosa.

E’ cominciata un’altra estate.

In una notte di mezza estate

 

 

 

l'Italia non è un paese multietnico.ancorchè molti di noi siano, chi più chi meno' coloured' in questa stagione, i nostri politci soprattutto, lo avete notato? eppure Tutto il mondo è paese nel linguaggio dei sentimenti)

Cesaria Evora,, grande cantante capoverdiana, ma  quanti tra noi conosco sia il suo altissimo livello artistico sia il suo grande impegno a favore della sua terra?

Senza casse di risonanza (come molti suoi colleghi), gira il mondo la "diva dai piedi scalzi", leggera, non più  fanciulla, con la sua voce e il suo sguardo che ti squagliano il cuore, porta avanti il suo impegno di ambasciatrice Onu contro la fame nel mondo.

Due canzoni, per chi non la conoscesse, la prima che racchiude i suoni della sua isola e la seconda…ohoh un ”Besame mucho” da brividi.

Profumo d’estate, sentimenti che evaporando si spandono.

 

 

Vade retro..

28

 

 

l’Italia NON è un paese multietnico.

(che peccato! Avremmo così tanto ancora da imparare.)

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Cesaria Evora, grande cantante capoverdiana, eppure quanti tra noi conosco sia il suo altissimo livello artistico sia il suo grande impegno a favore della sua terra?

Niente clamori, gira il mondo la "diva dai piedi scalzi", leggera, non più  fanciulla, con la sua voce e il suo sguardo che ti squagliano il cuore, porta avanti il suo impegno di ambasciatrice Onu contro la fame nel mondo.

C’est tout.

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