Forever young

“Avete mai avuto la fortuna di incontrare qualcuno che in una notte d’estate vi ha detto:
“ricordati che dentro di me ci sarà sempre la persona che sono stasera.”?

Siamo di nuovo ai nastri di partenza. L’estate ricca o povera di aspettative, impastata di sogni, sole, luna, tempi morti che ci dedichiamo, lontano dalle scadenze monotone o frenetiche di ogni giorno, dagli assilli che portano padri e madri amorevoli a dimenticarsi il figliolino nell’auto che si arroventa.
Troviamo nel sole il coraggio di dare un calcio allo scoramento lasciandoci prendere dall’ allegria dei colori e tornano a fare capolino i desideri riposti e si sprigionano nel traffico come alfabeto morse piccoli brividi sorretti dal profumo acre del caldo che evapora in goccioline di sudore e deodorante alla vaniglia.

“Ricordati che dentro di me…”

Luceombra

E’ stato proprio così in una estate romana, in una notte stellata, nel per sempre di un amore poi scaduto e quietamente accantonato.
Ma quello che affiora in quelle parole è la consapevolezza  di riconoscere non la sua (che ne è – oggi – di lui? ) ma la mia immutata capacità di essere ancora io, per me sola, la “persona che sono stasera” capace di ritrovare nel profondo, senza pregiudizi, il significato vitale di quelle parole.
Si può essere amati e amare in mille modi con intensità che ogni volta ci sembrano irripetibili, provare sempre un nuovo dolore lacerante che potrebbe non  rimarginarsi mai… ma credo che avere fiducia in sé stessi, nelle proprie capacità di essere ‘la persona che sono stasera’.restituisca alla vita un senso anche nelle notti d’inverno. L’inverno della vita

E dunque che Estate sia.



Forever young.

(foto sherazade)

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vis-a-vis

Perchè mai insisti nel dirmi che
“è destino”
se ci incontriamo un giorno sì e l’altro pure?
Semplicemente
“percorriamo la stessa strada” anche adesso che di fatto si sono separate.

profilo

“Quando si guarda la verità solo di profilo o di tre quarti la si vede sempre male.
Sono pochi quelli che sanno guardarla in faccia.”
Gustave Flaubert

Cose di un altro mondo

 
 
 

 

Una bella persona di quelle che lasciano il segno, non a caso una donna.  Una donna da un grande fascino e di una bellezza leggendaria che ancora oggi stupisce quando la incontri alta e orgogliosa, sempre di corsa, presa tra impegno politico con l’Arci, il suo ruolo di militante mai dimesso a braccetto con il suo essere una nonna amorosa e presente. Una donna che ha percorso tutto il  secolo scorso.

La sua autobiografia scorre veloce anche su quel momento di spensieratezza che volge al dramma quando deve interrompere improvvisamente una partita a tennis  con la figlia del Duce, Anna Maria, sua compagna di classe, ché deve scappare.
Una ragazzina di 14 anni, che il 26 luglio del 1943, all’indomani dell’arresto di Mussolini decise di tenere  un diario per raccontare e  raccontarsi.

 
“Non volevo più guardare il mio ombelico, non volevo sentirmi inutile di fronte alle ingiustizie. La politica mi ha fatto scoprire la passione più bella: quella di cercare di cambiare il mondo.”
 
Quella donna è Luciana Castellina di cui ho appena finito di leggere l’ autobiografia incentrata su 10 quadernetti scritti tra i 14 e i 18 anni, nei quali ci consegna i racconti della guerra, l’iscrizione al Partito comunista, i primi amori e le battaglie di una adolescente della borghesia romana.
Episodi che si susseguono anche con una sottile vena di frivolezza quasi a sminuire il suo stesso coraggio, quasi a dire
Se ce l’ho fatta io…”
 

Luciana che ha scoperto l’Europa quando di Europa ancora non si parlava. I primi viaggi a Praga e nella Parigi del dopoguerra, il suo primo lavoro:  la costruzione di una ferrovia insieme a tanti altri giovani nella Jugoslavia di Tito.
Luciana movimentista dei no o new global , l’attenzione puntata sui giovani protagonisti da Seattle a Porto Alegre (porto Alegre lo ricordo con grande amore perché è  fortemente legato anche a mia madre)
 
Lucrezia Reichlin, sua figlia, chiude la prefazione con una frase amara, amarissima e più che mai vera guardando alla politica e alle speranze dell’oggi:
 

“ Noi siamo stati più fortunati, ma meno felici”.

Che dire? Io è proprio così che mi sento: meno felice.  A distanza di quasi sett’anni, nonostante la forza dell'impegno di Luciana e tanti altri  (grandi) uomini e donne che con lei hanno condiviso e lottato negli anni bui del fascismo, e che nella sofferenza del dopo guerra hanno dato il meglio di sè per la rinascita del nostro Paese  purtroppo, anche senza il fascismo e aggiungerei per motivazione più umilianti,  io, oggi  25 febbraio 2011,  potrei iniziare la mia biografia, se solo ne fossi in grado,  come se tutto fosse passato sulle nostre teste invano, vanificate le lotte e le passioni.
 

“Non volevo più guardare il mio ombelico, non volevo sentirmi inutile di fronte alle ingiustizie…”
 

Questo è: meno felice e inutile senza sapere/capire da dove cominciare.

Per i romani la presentazione del libro sarà
mercoledì 2 marzo ore 18
Teatro Tordinona
via degli Acquasparta 16 – Roma