Ricette d’amore

Una ricetta ‘al bacio’ 

Ponete nella terrina del cuore un pizzico qb di follia, aggiungete a piacere qualche parola appena sussurrata, come farina attraverso il colino,  amalgamate con 2 al massimo 3 carezze tra i capelli, indugiate con una leggera pressione dietro la nuca, controllate che gli ingredienti si fondano pur mantenendo la loro fragranza,  ponete cura a che il tremore interno non vi renda goffi,  sorridete con gli occhi dell’anima, attraverso il ventaglio delle ciglia. Adesso il più è fatto e allora cominciate a gustarne lentamente il sapore, con un intimo guizzo di fiamma, non lasciate assolutamente riposare .

Il bacio, dice la qui presente,  l’Artusina  dell’amore,  è fragranza appetitosa sulle  nostre labbra. Leggero e delicato amche solo di sfuggita  non dovrebbe  mancare mai. Il bacio notoriamente non ingrassa, tuttaltro!,  è terapeutico, ridona energia e aiuta il ‘sogno’ tranuillo.

 Sapore di bacio. Che buon sapore.

Bon Appétit!

locandina

 Bon Appétit è anche un film grazioso di David Pinillos definito ‘una commedia romantica tra amori e dissapori’  che ho visto in un giorno piovoso di qualche anno fa e che mi fece sorriredere. Racconta l’educazione sentimentale di Daniel, un giovane basco che trova la prima importante esperienza di lavoro in un ristorante d’alto rango di Zurigo, con cuochi di ogni nazione e una sommelier, Hanna,  tedesca innamorata del titolare. Le scelte nella vita sono sempre difficili e dal risultato incerto. Anche per Daniel, ma imparerà a scegliere.

Ma voi perchè mi leggete?

Qualche giorni fa trionfalmente WP mi ha comunicato che ho superato i 200 followers (niente per quasi tutti voi! ) ed io ho sbarellato, detto alla romana, intendendo quel senso di ottundimento che prende a una notizia al di là delle nostre aspettative e neppure messa in conto.

C’è anche l’imperativo maligno posto in essere da WP di conquistare una parte di ‘visibilità nel numero dei Mi piace in modo che stimoli lo spirito della competizione con te stessa e con gli altri blogger. In questo Splinder era più ‘umano’.
Cerco di ribellarmi; premere quel tastino per me è un controsenso: se sto leggendo vuol dire che mi piace e se mi permetto in allegria o seriamente di concorrere a dire il mio pensiero è proprio perché Mi piace. Tant’è! è una regola e rispettiamola.

Leggo voi perche, questo è semplice: perché realmente mi piace il modo di scrivere di rapportarsi a me di ognuno di voi.
Trovo nei vostri scritti tenerezze inaspettate, lucidità utilissima ,spesso cinica, fragilità che emergono timidamente, rabbia e confessioni tanto profonde che entro ed esco in punta di piedi, laddove scrivere diventa terapeutico, trovo ricette abbellite di pensieri quotidiani un po’ alla Artusi.
Poi ci sono tutti quei maestri che senza arroganza scrivono in modo superlativo e che regalano a tutti noi veri e propri racconti o poesie o romanzi completi, immagini che diversamente non arriverebbero.
Per.so.ne che girando per Roma non avrei l’opportunità di avvicinare e che neppure viaggiando altrove ho avvicinato con quella semplicità di un’ amicizia un po’ complice che nasce solo in questo ambito magico e pericoloso insieme che si nutre di pezzettini di noi. Un coloratissimo caleidoscopio, Gravatar.

Leggo voi perché mi fate sentire bene quando magari mi sto massaggiando il collo del piede, quello che una volta rotta la caviglia mi dà ciclicamente dolore e non è solo perché segna il cambiamento del tempo.

Leggo voi perche vi siete presi l’onere di ricevere una e-mail di preavviso ogni qual volta, inopinatamente mi metto a ticchettare su un pensiero che si fa strada e chissà come finiscerà e – mai come ora – mi chiedo cosa di me Mi (vi) piace di quel che scrivo.

Leggo voi perché:
“Gli scrittori nascono con un’eccezionale capacità di osservazione: guardano le persone, le cose, la vita, se stessi in modo incessante e piano piano cominciano a interpretare certi tratti, certe scene che non sono ovvie, che non sono in superficie.”
E’ un pensiero della grande scrittrice sudafricana Nadine Gordimer, assai poco conosciuto prima che nel 1991 le fosse assegnato il Premio Nobel per a letteratura e ancora nel 2007 il Premio Grinzane Cavour per la Lettura. Una donna forte, una bella figura di donna,  moderna e lucida,  dell’inizio del secolo scorso.

Ma la mia domanda resta tra il faceto e il serio, timida e sfrontata:

“Ma voi perché leggete me?”

 

(Who wants to live forever?)
David Garrett reinterpreta i Queen

Freddy Mercury è sempre lui inimitabile

Polpettine gustose (scende la pioggia)

Non siamo, a casa nostra, dei grandi mangiatori di carne, dei carnivori.
La bistecca al sangue, la fiorentina con il grande osso non fanno per noi. Disdegnamo anche il prelibato filetto per quanto…le filet ou poivre noir…
La carne che noi mangiamo, quando la mangiamo, è sapientemente (e gustosamente) mascherata.
Al primo posto le cotolette panate che contrariamente alla tradizione culinaria noi facciamo con le fettine di prosciutto di maiale o tacchino. Arrivano puntualmente,tante!, almeno un paio di volte al mese: solo quelle e un’insalatona per ‘pulirci la bocca’.
Spezzatini con ortaggi di stagione, e la mia specialità il pollo (ovvero qualche petto di pollo intero tagliato a pezzetti) al curry che accompagnato da riso bianco costituisce un ottimo piatto unico quando ci sono amici a cena.

Tutto questo per darvi una ricetta, la ricetta di certe ‘mie’ polpettine, che farò stasera accompagnate anche loro dal riso saltato in padella.

Polpette con mele al curry (4 persone)
300gr macinato (io mescolo manzo e maiale)
1 mela rossa o 2 piccole
2 tuorli d’uovo
1/2 bicchiere di vino bianco o aceto balsamico allungato, pangrattato (o farina 00)

Preparazione
Sbucciare la mela e tritarla finemente in una terrina unendo la carne, i tuorli, un cucchiaio di curry, un pizzico di sale e se l’impasto vi sembra un po’ lento anche un cucchiaio di pangrattato.
Formate delle piccole polpette rotonde infarinatele, mettetele  in una padella antiaderente con un filo d’olio. Quando saranno dorate bagnatele con il vino o il ½ bicchiere di aceto balsamico (meglio a mio avviso), coprite e fare cuocere a fuoco molto basso x almeno 15 minuti.

Servite le polpettine ben calde con il loro sughetto sopra un lettuccio di riso oppure, tiè, una bella pureina!

Le ricette inventate (la mia prende spunto dagli ingredienti del pollo al curry) spesso sono semplici e gustose. Mio nonno sembra dicesse “Due uova al tegamino, le butti, e vai al ristorante!”
Oggi mala tempora currunt!
C’è chi si cimenta con la finanza creativa e chi sperimenta le polpettine.

Voi, voi cosa avete da suggerirmi di buono?

Oltre le nuvole, sapore di bacio

 

Seduta più o meno al solito posto ‘finestrino’  guardo la coltre ovattata e azzurrina delle nuvole che ci racchiudono mentre isolata nei miei pensieri mi ritrovo a inseguire il sapore di quel bacio.

 

Il cricetino nella mia mente comincia a scandagliare veloce tutte le possibili varianti. L’ha cercato nelle pagine dei libri, tra le poesie, tra i miei sonetti preferiti, ha controllato che non fosse caduto in mare, sepolto dal disordine di altri baci, ovunque. Eppure nessuno, proprio nessuno, era lui.

Ha ripassato – il cricetino – a memoria le canzoni, leit-motif di altri baci. Scandagliato velocissimo altri grandi baci cinematografici.

No! Del mio bacio, di quello che vado vagheggiando, nessuna traccia.

 

Il forte vento ha fatto sussultare l’aereo e il mio stomaco fa un salto mortale all’indietro. Montagne russe. Stringo forte le labbra, le bagno con la punta della lingua e improvvisamente ritrovo il suo sapore.

 

“Sapore di bacio”

 

“Ponete nella terrina del cuore un pizzico (quanto basta) di follia, aggiungete a piacere qualche parola appena sussurrata, amalgamate con 2 al massimo 3 carezze tra i capelli o… controllate che gli ingredienti si fondano pur mantenendo la loro fragranza, ponete cura a che il tremore interno non vi renda goffi, sorridete con gli occhi dell’anima, frullate il tutto e cominciate a gustarne lentamente il sapore, con un ultimo pizzico di dolcezza ma senza lasciare riposare.”

 

Il bacio, dice l’Artusi dell’amore, è la fragranza appetitosa sulle  nostre labbra. Leggero e delicato non deve mancare mai.

 

Sapore di bacio. Che buon sapore.