solo un saluto en passant

 

 

Sarei immodesta se dicessi di non esservi mancata. Vero?

Ho ripreso ieri sera con 38° (36 perceciti) possesso del patrio suolo. Adesso l’aria entra a folate da forno dalla finestra con le persiane abbassate. I pomodori del mio orto-giardino sono in piena maturazione.

Tante cose da raccontare. Le foto da scaricare tutte imbrigliate nel cellulare supersonico che ha fatto tilt nell’invio degli MMS.

Torno con un bagaglio di sofferenza e di dolore che supera, chiudendo gli occhi, le bellezze dei luoghi. Pietre, pietre ovunque, pietre antiche e macerie di ieri. Non è la stessa cosa che stare davanti alla tv all’ora di cena. La guerra ha un suo odore forte e si si sente ovunque.

Eppure i bambini giocano  (quelli israeliani con maggiore ‘tranquillità’ apparente)  le ragazze si innamorano e si sposano, fanno altri bambini, “come se”…e invece è su questa allocuzione “come se” che bisognerebbe porre una grande perchè è un errore madornale che toglie la sufficienza al grande tema della vita.

(E noi qui – (s)fortunati a leggere a puntate le ‘nefandezze’ di un figuro  senza pudore

Gaza: APPELLO richiesta Fondi

APPELLO URGENTE PER LA PALESTINA

Raccolta straordinaria di fondi per l’emergenza sanitaria nella Striscia di Gaza

 A 11 giorni dall’avvio dell’offensiva militare israeliana sulla striscia di Gaza il bilancio è di oltre 600 vittime, tra cui  195 bambini, e di  più di 2700 feriti. 250 persone hanno bisogno di cure urgenti per sfuggire alla morte  perchè gravemente ferite. Mancano però i principali strumenti medici per affrontare la crisi. E’ un bilancio di morte che purtroppo si ingrossa minuto per minuto e che rende sempre più urgente una sospensione delle operazioni militari e sempre più necessari gli aiuti umanitari. Il sistema sanitario è ormai al collasso ed un milione e quattrocentomila esseri umani hanno bisogno di un immediato aiuto dall’esterno.

 Medici per i Diritti Umani, organizzazione umanitaria italiana e membro delle rete IFHRO (International Federation of Health and Human Rights Organizations), sostiene l’intervento sanitario d’urgenza portato avanti dall’associazione partner Physicians for Human Rights Israel nella striscia di Gaza.

 A seguito dell’emergenza umanitaria attualmente in corso servono urgentemente 700 mila dollari per rispondere alle più urgenti richieste che provengono dagli ospedali di Gaza, prima di tutto materiali e strumenti di prima necessità come macchine per radiografie, camici, medicinali essenziali e di urgenza, 93 strumenti di laboratorio, rasoi elettrici per i pazienti, carrelli, letti, kit per la sterilizzazione, aghi, fasciature, anestetici, cateteri, gas medici, monitor portatili, tubi endotracheali, laringoscopi e bombole di ossigeno. Il minimo per dare una risposta all’emergenza sanitaria che ha portato ad una sospensione delle cure per tutti gli altri pazienti (malati di cancro, cuore e di altre malattie croniche ecc.)

Physicians for Human Rights Israel e Medici per i Diritti Umani si appellano alla generosità di tutti coloro che vogliono sostenere concretamente il diritto alla salute e il diritto alla vita della popolazione civile di Gaza

 E’ possibile inviare un contributo monetario direttamente all’associazione israeliana, nostra partner, con bonifico bancario a:

 Destinatario : Physicians for Human Rights-IsraelBanca: Hapoalim #12 –Agenzia: Hashalom #662 – Indirizzo: 106 Levinski Street, Tel Aviv, IsraelNumero di Conto: 25938  – IBAN: IL-70-0126-6200-0000-0025-938SWIFT: POALILIT – PHR-Israel

Inviare anche una mail di pre-avviso a Gila Norich, Direttore dello Sviluppo: gila@phr.org.il   E’ possibile contattarla anche telefonicamente al +972.3.5133.102 in Israele. 

Per  avere aggiornamenti sulla situazione a Gaza : http://www.phr.org.il/phr/

 

Le opinioni sulle radici e responsabilità, vicine e lontane e comunque complesse, di questa crisi sono comprensibilmente diverse ma a maggior ragione, proprio sulla base di quanto ci hanno insegnato analoghe situazioni,  una informazione attendibile costituisce, costituirebbe, , oltre che un diritto-dovere, uno dei requisiti per organizzare interventi umanitari ed definire accordi politici.

 

E’ per questo che  le restrizioni imposte alla libera circolazione dei giornalisti a Gaza sono  gravissime anche se  notizie ci arrivano da fonti autorevoli di informazione come   i rapporti giornalieri sulla situazione stilati dal coordinatore umanitario dell’ONU, e quelli a cura dall’organizzazione israeliana “Medici per i diritti umani” di cui conosco alcuni medici di Firenze.

Queste due fonti sono  concordi e descrivono una situazione di gravissima crisi umanitaria e di sostanziale ripetuta violazione delle Convenzioni internazionali.

 

La tragica, inaccettabile,  realtà  è che per i civili non sono sicure né le case né i rifugi offerti dalle NU. E una  popolazione di un milione e mezzo di persone –   anche a causa di criminale irresponsabilità dei dirigenti politici di Gaza, disposti a far trucidare il loro popolo ed a sottoporlo a estreme sofferenze piuttosto che trattare una tregua –   è esposta a bombardamenti e  combattimenti, aggiungendo alla paura e alla morte la carenza di acqua e di cibo.

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La storia, lo spartiacque delle Twin Towers,  ed anche quella più  recente,  dovrebbe avere insegnato che queste azioni di guerra fungono da moltiplicatore dell’odio e danno nuova linfa al  terrorismo, nell’area del conflitto come in tutto il resto del mondo

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Ciò detto? L’impotenza mi affligge.