Domani nella battaglia

Sono certa che ognuno di noi nel corso della sua vita si troverà a combattere grandi o piccole battaglie e dovrà lottare per vincerle.
Una giovane fanciulla a me tanto cara lo sta già facendo.

Ci siamo lasciate da poco, silenziose con  la  leggerezza di un sorriso:

“Domani nella la battaglia pensa a me . ”

( nessun seguito nel mio pensiero ) .

Pensa a me piccolo gracile fiore.

 “Tomorrow in the battle think of me, and fall thy edgeless sword; despair and die.”

( Tratto dal Riccardo III di William Shakespeare,
‘Domani nella battaglia pensa a me’ è anche un romanzo, molto affascinante,   dello scrittore spagnolo Javier Marías. Leggerlo non sarà tempo perso. )

Pensa a me piccolo gracile fiore. Raddrizza il tuo stelo Apriti al sole.

Teniamoci strettistrette anzi strettissime ❤

A Virgi la Billi e che abbiamo scoperto insieme 💃

 

Amarsi un po’

Corpi scultorei seminudi esibiti sulle spiagge, in tutti i luoghi di villeggiatura oppure fanno mostra si sé nelle città. Non si possono non vedere.
Il corpo, il nostro corpo, lontano dalla sua essenza, vissuto attraverso lo sguardo degli altri. Se ne accorgono con un brivido di onnipotenza le giovani donne quando il loro corpo appare per la prima volta ‘appetibile’, conquista consensi e diventa oggetto di desiderio, condizione di vita.

Il corpo usato come grimaldello. Le pesanti diete, gli esercizi fitness massacranti, l’ossessione per la propria forma, gli interventi di chirurgia estetica per modellarlo adattandolo a stereotipi sociali, ne sono un esempio evidente. Non è più un fenomeno soltanto femminile perché oggi, lo dicono le statistiche, donne e uomini quasi si equiparano in questa rincorsa ossessiva alla forma e in subordine alla giovinezza perché è nella giovinezza che il corpo riflette il gradimento sociale.

Non ci vuole lo psicoanalista per capire che certe trasformazioni tramite chirurgia estetica a cui si sottopongono i corpi femminili e maschili non rispondono affatto al criterio dell’abbellimento in sè, ma a quello di una sua radicale metamorfosi al fine di renderlo il più possibile simile a quello che l’immaginario, sopratutto erotico, esige.

Ed è sempre attraverso il corpo che si esprimono le proprie insoddisfazioni, sanguinano le ferite dell’anima, striscia il bisogno di essere amati ‘oltre’ cosicchè le rivendicazioni si manifestano nelle grandi obesità o nelle forme gravi di anoressia o, ancora, nel distruggere le fattezze del corpo con protuberanze, piercing, attraverso operazioni chirurgiche che lo stravolgono, lo rendono mostruoso, e attirando l’attenzione provochino angoscia.

Un argomento pesante, indigesto, motivato da due situazioni diametralmente opposte.

Il corpo stratosferico e ‘pompato’, visetto alla Barbie,  della modella Kriz Jonasdottir che pare abbia spopolato agli europei di calcio

E la tennista francese Marion Bartoli, vincitrice a Wimbleton nel 2013(riconosciuta per le sue ‘rotondità) che è arrivata a pesare meno di 45 kg per un’altezza di 1,70cm

 

Esiste un modo diverso di piacersi? Di farsi accettare?

Credo di sì: amarsi un po’.

Magro è bello?

‘Magro è bello’ !
già ma quanto magro e secondo quali parametri?
Da parte di padre io sono siciliana e ho preso le caratteristiche fisiche delle donne meridionali (per me nessuna influenza normanna ahimè) 1,60 e mai sotto i 50 chili ed ora…ssss… facciamo conto che nessuno mi sente.. tocco i 57

Dieta!  non ricordo un periodo di non essere stata a dieta.
Primavera per la prova costume e autunno per rientrare nella mia taglia 44.
Diete all’acqua di rose ma pur sempre foriere di cattivo umore e di isolamento temporale dai deschi altrui. Mangiare cose buone, assaggiare un po’ questo e un po’ quello, il pane croccante e il gorgonzola al mascarpone una botta di calorie ma che saporino e le papille gustative in piena attività che trasmettono estasi e buonumore.

‘Magro è bello’ !
ma questo concetto viene stravolto e diventa una terribile arma spesso letale nella mani di tante ragazzine ed adesso anche di giovani ragazzi.

anoressica

‘Anoressia’
questa l’arma che giovani insicuri puntano contro sé stessi
Il problema esiste e non nei termini generici che io dico.
L’ Anoressia e il suo contrario, la bulimia, sono veri e propri ‘disturbi del comportamento alimentare’ che hanno spesso una matrice psicologica profonda ma altrettanto spesso sono meccanismi innescati da ‘cattivi esempi’ come ad esempio l’esaltazione della magrezza.
“Con l’arrivo della bella stagione chi non ha provato a cercare su Google il termine “dieta”? I suggerimenti, dettati dalle ricerche più frequenti, associano la parola a “dukan”, “vegana”, “a zona”. Provando a digitare “dieta pro…” per “dieta proteica”, Google vi suggerirà anche “dieta pro ana”.
La dieta pro ana è una sconcertante pratica fisica e mentale che coinvolge da anni soprattutto ragazzine con il mito della magrezza. Per chi non conoscesse il fenomeno del web che si è sviluppato intorno all’argomento, è bene che sappia quanto grave sia che “dieta pro ana” compaia tra i risultati più cercati sul motore di ricerca.”

E come se non bastasse, quello che davvero mi indigna è che icone di tali comportamenti siano personalità di spicco di cui viene esaltata la bellezza e di conseguenza la ( eccessiva) magrezza.
Parlo della DivaDonnaIcona del tutto Angelina Jolie che generosamente, in rete, insegna come dimagrire e raggiungere la sua perfezione seguendo la sua dieta.

angelina1

Chi vuole un aperitivo? Un bicchiere di Vino fresco ? due tartine? Un’ oliva o un’ ovolina….poi si va a cena.
Magro è bello?

anoressia una bestia affamata

Leggevo ieri che una nota ‘maison’ ha inaugurato una nuova linea ed ha già aperto  cinque ‘store’ (negozio pare brutto?) a Milano.  Chi se ne frega, diremmo tutti in coro se non fosse che per plaudire a questa vittoria l’anno reclamizzata con questa immagine

anoressia

Così mi sono detta che nonostante le tante battaglie intraprese per cercare di responsabilizzare anche il settore della moda al  dramma dell’anoressia che oggi colpisce ormai non soltanto le ragazze ma anche i ragazzi in odore di notorietà, ebbene questa foto dimostra che i cosiddetti canoni di bellezza patinata a cui fanno riferimento molti giovani insicuri non sono campiati e, anzi, guadagnano proseliti.
E’ per questo che vi ripropondo (mi scuseranno quelli che già hanno letto e ‘corposamente’ commentato un mio post del 2011.

“Cattivi esempi”

Ho letto recentemente della disapprovazione pressocchè generale  che ha colpito, senza affondare,  il  programma ‘America’s Next Top Model 2011’, vinto da una ragazza talmente magra da alimentare (ironia delle parole)  le proteste di quanti  sostengono  che questo reality  – che dura da oltre dieci anni e di  cui sinceramente non conosco le  regole –   unito ad un’ esaltazione della magrezza come simbolo di bellezza,  diffonda un messaggio fuorviante che pesa soprattutto sulle adolescenti che nell’ emulare questo  ideale estremo di magrezza,  approdano, incoscientemente e spesso anche troppo tardi per correre ai ripari,   agli orrori  dell’anoressia dalla quale se ne esce, quando se ne esce, con il fisico e la psiche minati per sempre.
 Non che le altre concorrenti fossero in carne, ma Ann Ward, una stangona diciannovenne di Dallas alta 1.87,  raggiunge appena i 45 kg, sì, quarantacinque chili!
Sin dalla  presentazione l’agosto scorso. il  reality aveva fatto parlare di sé a causa di uno promo in cui uno dei giudici mostrava tronfio alle telecamere, come riuscisse a fare combaciare le mani intorno alla vita di Ann, commentando  estasiato: “Ha il girovita più piccolo del mondo“.

Immediate le pubbliche scuse e le lacrime da coccodrillo da parte degli organizzatori, supportate dai comunicati stampa di alcuni grandi ateliérs, con l’affermazione che – al contrario – il fine dello show sarebbe quello di proporre  un modello/e  “plus-size” che prenda  le distanze  da quello scheletrico esaltato dai diktat dell’alta moda..
 La vittoria (vittoria?) di Ann Ward  conferma al contrario, che sono menzogne e che la haute couture per esprimersi in passerella ha bisogno di aironi dagli occhi affossati  enfatizzati dal troppo trucco di passerella, anoressiche o sulla via per diventarlo.
 Ann, la magrissima Ann, appresa la vittoria ha esclamato:  “Sono così onorata in questo momento!” forse considerando anche che, cosa non da poco, oltre alla gloria, si porta a casa dollaroni in contanti,  un contratto con ‘Cover Girl’ e un’altro  con la ‘IMG Models’ e, per la prima volta nella storia del reality, apparirà in  una copertina di ‘Vogue Italia’.
A me resta una domanda. Ann non sarà davvero troppo magra? Non sarebbe più onesto vestire una Barbie telecomandata al posto di una mannequin/manichino  pelle e ossa?
Non esiste una via di mezzo tra i sorrisi distorti di labbra snaturate,  ‘tettone’ settima misura e un vitino di vespa che racchiude 21 grammi di anima? O via via questa nostra anima, bene prezioso, sempre più donne la svendono al diavolo (veste Prada?)  nel sogno di un malsano, fuorviante,  desiderio di piacersi e prima ancora di piacere agli uomini che le esibiscono come auto di lusso (e poi i loro sogni erotici li condividono con la  classica ‘casalinga di Voghera’?).

MI sono documentata ecco a voi una foto della vincitrice 2013,  Joudan  Miller, e ditemi se questa ragazzina non è anoressica con il placet generale. Cattivi esempi ma anche tanta malafede nel dire e non cancellare dall’immaginario  questo modello  distorto e malato della bellezza femminile.

Cattivi esempi

Ho letto recentemente della disapprovazione pressocchè generale  che ha colpito, senza affondare,  il  programma 'America's Next Top Model 2011’, vinto da una ragazza talmente magra da alimentare (ironia delle parole)  le proteste di quanti  sostengono  che questo reality  – che dura da oltre dieci anni e di  cui sinceramente non conosco le  regole –   unito ad un’ esaltazione della magrezza come simbolo di bellezza,  diffonda un messaggio fuorviante che pesa soprattutto sulle adolescenti che nell’ emulare questo  ideale estremo di magrezza,  approdano, incoscientemente e spesso anche troppo tardi per correre ai ripari,   agli orrori  dell’anoressia dalla quale se ne esce, quando se ne esce, con il fisico e la psiche minati per sempre.
 Non che le altre concorrenti fossero in carne, ma Ann Ward, una stangona diciannovenne di Dallas alta 1.87,  raggiunge appena i 45 kg, sì, quarantacinque chili!
Sin dalla  presentazione l’agosto scorso. il  reality aveva fatto parlare di sé a causa di uno promo in cui uno dei giudici mostrava tronfio alle telecamere, come riuscisse a fare combaciare le mani intorno alla vita di Ann, commentando  estasiato: “Ha il girovita più piccolo del mondo".

Immediate le pubbliche scuse e le lacrime da coccodrillo da parte degli organizzatori, supportate dai comunicati stampa di alcuni grandi ateliérs, con l’affermazione che – al contrario – il fine dello show sarebbe quello di proporre  un modello/e  “plus-size” che prenda  le distanze  da quello scheletrico esaltato dai diktat dell’alta moda..
 La vittoria (vittoria?) di Ann Ward  conferma al contrario, che sono menzogne e che la haute couture per esprimersi in passerella ha bisogno di aironi dagli occhi affossati  enfatizzati dal troppo trucco di passerella, anoressiche o sulla via per diventarlo.
 Ann, la magrissima Ann, appresa la vittoria ha esclamato:  "Sono così onorata in questo momento!" forse considerando anche che, cosa non da poco, oltre alla gloria, si porta a casa dollaroni in contanti,  un contratto con 'Cover Girl' e un’altro  con la 'IMG Models' e, per la prima volta nella storia del reality, apparirà in  una copertina di 'Vogue Italia'.

A me resta una domanda. Ann non sarà davvero troppo magra? Non sarebbe più onesto vestire una Barbie telecomandata al posto di una mannequin pelle e ossa?
Non esiste una via di mezzo tra i sorrisi distorti di labbra snaturate,  ‘tettone’ settima misura e un vitino di vespa che racchiude 21 grammi di anima? O via via questa nostra anima, bene prezioso, sempre più donne la (s)vendono al diavolo nel sogno di un malsano, fuorviante desiderio di piacersi e prima ancora di piacere agli uomini?