L’amore ai tempi del redditoMETRO

La misura della mia ricchezza, perché non vi è dubbio che dal guazzabuglio dei numeri dati dal Governo risultiamo tutti chi più chi meno benestanti salvo pochissimissimi che per questo è meglio siano invisibili, come la polvere che si butta sotto il tappeto quando arriva una visita inopportuna, insomma pare che molto presto codesta misura di ricchezza verrà determinata anche dal possesso di un quadrupede. No, quadrupede è troppo vago, spazia dal topino all’elefante, alla pregiatissima tigre bianca, bisogna dunque specificare: possessore (che brutto termine!) di cane. Di altri animali non si fa ancora menzione ed è meglio così perché se io dovessi ‘conteggiare’ anche il mio pesce rosso che risponde (risponde davvero) al nome di Mammasantissima per la sua mole, sarebbe un ulteriore aggravio per le mie tasche, anzi tasche no perché nessuno, ancor meno questo esimio Governo tecnico vuol mettere le mani nelle tasche degli italiani (antico refrain) ma nel conticino bancario, questo sì.
Allora, se è vero che molti politici hanno case a loro insaputa, i più scapestrati si tuffano senza affondare da barche smisurate che battono bandiera panamense, sollazzati da veline portate dal vento caldo del flusso di denaro, il cane, per di più microcippato, ob torto collo, sarà registrato in Italia e dunque smaschererà quel furbastro di pensionato a reddito minimo, gli piomberà a casa la finanza, scoprirà che il fellone ha un piccolo appartamento di proprietà comprato in tempi lontani che attualmente occupa con la formula della nuda proprietà, un frigorifero funzionante ancorchè semivuoto. Si sa in vecchiaia si diventa parchi. Eppure l’ingordo vegliardo si concede la compagnia e l’affetto di un piccolo cane col petigrèe regalo dei figli o adottato e salvato da maltrattamente e morte sicura in quei lager che sono i canili municipali molto ben sovvenzionati e pozzi di san Patrizio per i gestori.
So per certo che questi vecchierelli, tengono moltissimo al loro amico e se devono dividere i soldi della spesa certamente il carniere peserà dalla parte di quest’ultimo.
Però non si può scrivere senza avere cognizione di quello che s’intende correndo il rischio di sbagliare ed allora io ho fatto due conti su quello che spendo settimanalmente per la dolce, petigreata Sallyina e ve li sottopongo.
Come direbbe la nostra ministro Fornero ‘un pacco di soldi’.
– macinato da ragù (1/5kg) 3.50euro
– pasta o riso integrali 2.00
– croccantini da pasto (1 al dì) 3.50 (2 pacchi da 800gr al mese
– ‘bisconttini vegetali 2.00
Totale 11.00 euro circa (52 settimane

Bagno mensile 16.00 euro
Spese vetrinarie richiamo vaccini 90.00
Spese vetrinarie ‘impreviste’ 60.00 (almeno due)

Il conteggio finale delle ‘uscite’ per il sostentamento della mia belvetta di piccola taglia (meno di 10 kg) ammonta dunque, sicuramente per difetto, a più di 900.00 euro all’anno.
Parlando al parco con vari altri ‘accompagnatori’ ho scoperto l’ovvio e cioè che un cane lupo, costa minimo due/tre volte tanto.

A voi pare eccessivo? La mia domanda è: si può inserire nel redditometro qualcosa che, come l’amore del nostro amico cane, non è quantificabile in moneta sonante?
Io penso di no anche se sono una donna non ancora anziana, attiva, con un figlio che mi ama e che amo, una rete di relazioni famigliari ed amicali, eppure non troverei tanto piacere nell’aprire la porta di casa se non ci fosse la Sallyina ad accogliermi.
Non mi godrei tanto il meritato riposo se al mio fianco non ci fosse lei, la mia pelosetta, la mia mano sul suo cuoricino che batte leggero. Se non ci fosse lei, mio alibi per le passeggiate al parco.

Il redditometro? Cari Signori, voi non sapete di cosa /s)parlate.

 

(sembrava) un angelo caduto dal cielo

e mentre guardo il soffitto e rimesto pensieri, ascolto la mia  musica, quella che ormai ognuno di noi si confeziona  a misura piluccando qua e là nel web costruendosi una playlist personale senza sorprese.   Un modo per chiudersi in sè stessi, per non sperimentare l’imprevisto di un volo in caduta libera,  fluttuare sicuri, anche se dritto verso quella melanconia  che coltiviamo servita in un retro gusto amaro.

Un angelo, un angelo senz’ ali, o con ali appesantite dalla troppa ‘polvere’  consumata da sempre, a Amsterdam è piombato sul selciato dal terzo piano del suo albergo.

 ‘Bello, maledetto, romantico’,  come solo un grande artista sa essere,  così moriva  Chet Baker  lasciandoci in eredità le sue canzoni, il suo insuperabile talento di trombettista jazz,  il ricordo in bianco e nero del suo  volto emaciato, del ciuffo di capelli che gli copriva il viso, un drappo per non vedere.

Non vedere le ombre dense, sempre più cupe, di quel futuro sempre più disperato che lo ha consegnato alla storia,  e neppure questa gli ha reso  piena giustizia artistica

Chet baker time after time

Sorridiamo (anche) di tanto in tanto!

C’erano due suore
Una era soprannominata Sorella Matematica (SM) e l’altra era soprannominata Sorella Logica (SL).
Sta facendo buio e le due suore stanno rientrando in convento
SM:   Hai notato che un uomo ci sta seguendo da esattamente 38 minuti e mezzo? Mi chiedo cosa voglia da noi ..,.
SL:   E’ logico. Ci vuole scop…ops violentare
SM:   Oh no! Di questo passo ci raggiungerà in 15 minuti al massimo: Cosa possiamo fare?
SL:   La sola cosa logica da fare è camminare più veloce.
Poco più tardi 
SM:   Non sta funzionando …
SL:   Naturalmente non funziona.  L’uomo logicamente  ha cominciato a camminare più velocemente anche lui.
 SM:   E allora cosa facciamo? Di questo passo ci raggiungerà in un minuto !
 SL:   La sola cosa logica da fare è dividerci. Tu vai da questa parte e io da quest’altra. Non può seguirci entrambe.
 Così l’uomo decide di seguire Sorella Logica.
 Sorella Matematica arriva al convento e comincia a preoccuparsi per Sorella Logica.
Infine Sorella Logica arriva.
 SM:   Sorella Logica ! Grazie al cielo sei qui! Cosa è successo?
 SL:   E’ successa la sola cosa logica: l’uomo non poteva seguire entrambe, così ha seguito me.
 SM:   Si, si! Ma cosa è successo dopo?
 SL:  La sola cosa logica: io ho cominciato a correre più veloce che potevo e lui ha cominciato a correre più veloce che poteva
 SM:  E?
 SL:  Ed è successa la sola cosa logica: mi ha raggiunta.
 SM:  Oh, signore! Cosa hai fatto?
SL: La sola cosa logica da fare: mi sono alzato il vestito.
SM: Oh, Sorella! Cosa ha fatto l’uomo?
SL: La sola cosa logica da fare: si è tirato giù i pantaloni.
SM: Oh, no!  Cosa è successo dopo?
SL: Non è logico,  Sorella?  Una suora con il vestito alzato corre più veloce di un uomo con i pantaloni abbassati.
E per quanti pensavano fosse una barzelletta sporca…
Vergogna!    Siamo in regime di Governo super sobrio

 

Sebben che siamo donne

Ogni anno arriva l’8 marzo e noi donne ci facciamo offrire mimose e fingiamo di godere di un giorno di ‘follia’ tutto per noi un po’ come lo concedevano i Signori del castello ai loro servi il primo giorno di carnevale.
Per quanto si possa essere evoluto il rapporto donna-uomo, o meglio uomo-donna,  le cose vanno parecchio male e con la donna mai realmente ‘soggetto’ ma spesso solo ‘oggetto’ passano dei messaggi che banalizzano, allontanano dal reale, quasi giustificano atteggiamenti molesti, aggressivi e spesso violenti fino a conseguenze estreme.

Dall’anno scorso collaboro con telefono rosa e vi posso assicurare che i racconti che sento non sono che la minima parte di quello che compare in forme eclatanti sui media.
Ci sono piccole violenze subdole e denigratorie “sei una povera scema, senza me dove andresti”,  Violenze fisiche denunciate dopo mesi o anni (o mai) perché “lui mi ama” oppure “lui farebbe male ai nostri figli”
E ora BASTA!