Oggi e sempre Resistenza

Rossana Rossanda è  nata a Pola nel 1924;  giovanissima partecipò alla Resistenza come partigiana e, al termine della seconda guerra mondiale, si iscrisse al Partito Comunista Italiano.  Allieva del filosofo italiano Antonio Banfi grazie anche alla sua profonda cultura, venne nominata da Palmiro Togluatti responsabile delle politiche culturali del PCI.
Nel 1963 venne eletta per la prima volta alla Camera dei deputati.

Questo è solo un piccolo  assaggio  della vita de ” La ragazza del secolo scorso” , la biografia che troverete in libreria: un bel regalo da farvi nei primissimi giorni che potremo riacquistare un minimo di libertà.

Una donna coraggiosa e tenace che ha segnato la vita della nostra Repubblica.
Femminismo, cinema, filosofia, letteratura, ma al centro   il lavoro, la fabbrica, le nuove schiavitù.

Una donna tanto minuta quanto determinata,  partecipe attiva del cambiamento con la forza del dialogo che continua a tenere vivo ben oltre i suoi 90 anni.

Seguendo la rigorosa legge della vita  cadono i  petali  del fiore  degli ultimi Partigiani.
Sta a noi mantenere vivi i loro ideali cercando, oggi più che mai di essere rigorosi e coerenti nelle nostre scelte.

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Teniamoci stretti stretti Anzi strettissimi🌹

la ‘resistenza taciuta’

Per decenni il contributo delle donne alla Resistenza non è stato mai adeguatamente riconosciuto, rimanendo relegato ad un ruolo secondario, che scontava di fatto una visione in cui anche la Lotta di Liberazione veniva “declinata” al maschile. I dati ufficiali della partecipazione femminile alla Resistenza si sono basati soprattutto su criteri di riconoscimenti e di premiazioni militari, non prendendo in considerazione i ‘modi diversi’ (le giovani ragazze ‘staffette’ad esempio Ebbero un ruolo strategico nei collegamenti) con cui le donne parteciparono ad essa.
Per questi motivi si parla di Resistenza taciuta.

Ho avuto la fortuna di conoscere alcune di queste grandi donne e di sentirne dalla vivavoce le loro imprese raccontate senza enfatismi e con estrema semplicità: andava fatto ,impensabile per loro chiamarsi fuori.

Una per tutte ma perché ha la caratteristica di essere stata la più giovane deputata eletta al Parlamento.

“Teresa Mattei: (1º febbraio 1921- 12 marzo 2013), è stata una partigiana e politica italiana. Partecipò attivamente alla lotta per la Liberazione con il nome di battaglia di “partigiana Chicchi”. Nel 1946 si presentò alle elezioni per l’Assemblea Costituente, candidata nel PCI, nel collegio di Firenze, venne eletta e fu la più giovane deputata al Parlamento, venne infatti soprannominata “la ragazzina di Montecitorio.”

Nell’ augurarci che queste nostre istituzioni ritrovino dignità e autorevolezza vi regalo un pensiero di Pietro Calamandrei:

“Quel miracoloso soprassalto dello spirito che si è prodotto, quando ogni speranza pareva perduta, in tutti i popoli europei agonizzanti sotto il giogo della tirannia interna ed esterna, ha ormai ed avrà nella storia del mondo un nome: “resistenza”.

Teniamoci strettistrettissimi.

Buon 25 aprile oggi e sempre.

red

Bella ciao

“Una canzone del mondo senza padri ma con tanti nonni e zie.  Una canzone che viene da lontano da diversi luoghi e diverse epoche.   Una canzone antica e moderna dunque contemporanea.   Una canzone che ti muove cuore e testa e sventola alta come una bandiera.    Una canzone che racconta una storia triste ma trasmette gioia e coraggio.   Una canzone di lotta e di amore.   Una canzone di libertà anzi la canzone della Libertà.
Le origini sono leggendarie,  plurali,  incerte. In principio non ci sono i partigiani, non solo.  Bella Ciao paga debito anche alle mondine, ai soldati della Prima guerra  e alle donne dell’800, forse a dei violinisti  yddish.   Di contaminazione in contaminazioni si può risalire  a perdersi nel Cinquecento normanno.
Dagli anni ’60 del secolo scorso cominciano a cantarla tutti. E’ tradotta in più di quaranta lingue, con versioni in sinti e  e in cabilo.
I francesi, grazie a Yves  Montand, la cantano persino in italiano.  Dopo l’attentato di Charlie  Hebdo un anno fa, il popolo in piazza la intonava.
“Vale così tanto e per tutti perché  non c’è altra canzone in nessuna lingua  a dare una così gioiosa stangata  all’oppressore, stando al testo,  all’invasore”.
Come Guernica è molto più di un quadro, Bella ciao è molto più di una canzone: Cantandola  si è rivoluzionari “non con la durezza delle armi, ma con i colori della poesia”.

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Non riesci a non cantarla.  E viene da battere le mani a ritmo.  E viene il sorriso.  Sono decine di versioni e ciascuno  è libero di cantarla come vuole.
Sempre Bella Ciao è.
Forse non ha padri ma siamo tutti suoi figli.

(Recensione di Gian Luca Favetto al libro Bella ciao di Carlo Pestelli.  Le parti virgolettate sono dell’  autore.)
Oggi è il 25 Aprile. Una pagina importante della nostra Storia.

Il lampadiere

“In questa notte scura, qualcuno di noi, nel suo piccolo, è come quei lampadieri che, camminando innanzi, tengono la pertica rivolta all’indietro, appoggiata sulla spalla – con il lume in cima, così il lampadiere vede poco davanti a sé – ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri. Qualcuno ci prova. Non per eroismo o narcisismo, ma per sentirsi dalla parte buona della vita. Per quello che si è. Tom”

http://it.wikipedia.org/wiki/Tom_Benetollo

Tom Benetollo,   lui che fu lampadiere tenace, compagno di partito, amico carissimo che mise tutto sè stesso nel portare avanti per tutti battaglie lungimiranti, spendendosi senza riserve tanto da morire anzitempo.

“In questa notte scura…” in cui molti di noi, delusi e disamorati, hanno visto  buttare alle ortiche una vita vissuta guardando ad un ideale,  avendo come riferimento costante l’appartenenza con chi per quegli stessi ideali  lottava a realizzare , io dedico queste poche righe e chissà che, insieme, non si riesca a scrollarci di dosso le delusioni e…chissà.

Buon 25 Aprile, una data importante da ricordare. La  “Festa della Liberazione” dopo gli anni bui del fascismo, quello stesso fascismo di cui oggi si rivendica ‘una parte buona’.

foto sherazade2011   ‘Luna piena’

Più o meno…pausa

Buon 25 aprile.

Il  25 aprile 1945 rappresenta il culmine del risveglio della coscienza nazionale e civile italiana  contro gli invasori  nazisti e contro i loro fiancheggiatori fascisti e deve essere ricordato   “come momento di alto riscatto mo-ra-le” di una importante parte della popolazione italiana  dopo il ventennio di dittatura fascista. Sembra ieri!

…e speriamo che noi (oggi) ce la caviamo. 

La Libertà è una conquista

 

 

 
 
 
 
“La libertà è una conquista, non è un bene disponibile ….Nella storia dell’Italia contemporanea, la libertà, ha un nome e cognome ben chiaro e definito. Nome e cognome che sono anche, insieme, un impegno morale, civile e culturale oltre che un riferimento storico: antifascismo e Resistenza che trovano nella Costituzione della Repubblica Italiana la naturale applicazione in quanto frutto di culture politiche diverse  unite nella volontà di costruire un progetto nuovo per una società che doveva essere diversa. Per questo la Costituzione va applicata e attuata….
Per questo ha senso, oggi, dirsi antifascisti. Per capire e fare attenzione ai sintomi. Il sintomo non è la malattia, è la manifestazione di una malattia.”
(stralcio da un articolo di Paolo Capotti)
 
Paolo Capotti, non è stato partigiano, non ha neppure la veneranda età di un partigiano, ma è un giovane iscritto all’ANPI che da alcuni anni ammette nella sua associazione anche chi non ha partecipato (perché non c’era) direttamente alla Resistenza e alla Liberazione ma ne vuole condividere e difendere, oggi, i valori fondanti.
Io credo sia davvero un buon modo per avvicinare i più giovani, gli smemorati, coloro che per pigrizia mentale si fanno abbindolare da facili trabocchetti, che non pensano con la propria testa, che non leggono la storia, a quelle che non sono solo scadenze annuali e commemorazioni più o meno plateali ma rappresentano la parte fondante  del tessuto del nostro Paese costruito attraverso la lotta e la speranza di uomini e donne, tante donne dalla comunista Nilde Iotti, alla democristiana Tina Anselmi.
Ero dubbiosa se scrivere ma mi sono convinta  che la grande Storia  passa anche attraverso un semplice pensiero scritto su di un blog.