Fragile

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Trovo pace e calma soltanto qui, allo studio, davanti al computer. Comincio a lavorare e non penso più a nulla. Ma a casa, e man mano che arriva la sera, è l’orrore puro. Smanio, penso alla morte, mia e di tutti, insomma, perdo il controllo, fino alla crisi di pianto che mi libera per qualche ora.
Cara, non sono frequentabile in questo momento. Non pensarmi più finché non ti scrivo per dirti che sono tornata in me. Mi ritenevo una donna equilibrata e di buon senso. Che delusione !”

E’una carissima amica che mi scrive dopo un silenzio relativamente breve che risale agli auguri di Natale.
Una amica molto cara (lontana anni luce dal blog) che non ha mai brillato per positività soprattutto se questa doveva applicarsi a lei.
Una donna problematica, ma una donna risoluta che ha fatto da pilastro a tutta la famiglia, senza figli.

Non sono i suoi pensieri di morte che mi spaventano. Per un certo tempo anche io ci ho convissuto e so che la nostra età, l’andare degli anni possa generare dei momenti di smarrimento.
Mia mamma molto prima di me aveva ‘organizzato’ tutto eppure mia madre era una donna gioiosa, una donna che aveva vissuto contemporaneamente molte vite ed ognuna l’aveva segnata eppure lei amava la vita e il suo andare oltre.

Quello che mi è arrivato come un pugno è “Mi ritenevo una donna equilibrata e di buon senso. Che delusione !”
Perché questo atteggiamento tipico di noi donne di non sentirci mai all’altezza con noi stesse? Perché in un modo o nell’altro siamo le prime a punirci per le nostre presunte debolezze? Ma soprattutto perché dire ‘ non sono frequentabile’ e dare spazio a questo nuovo contesto che ci vuole tutti sorridenti (e magari belli)?

Sono molto addolorata e confusa : non mi sento di fare forzature perché è proprio vero che siamo talmente tutti diversi e le sofferenze come le gioie non hanno in noi la stessa valenza. Forse che ‘Il dolore è ancor più dolore se tace’ ?

Ancora ed ancora la pioggia cadrà
come lacrime dal cielo, come lacrime dal cielo

Ancora ed ancora la pioggia dirà
quanto siamo fragili
quanto siamo fragili