Ieri oggi e domani?

Dai quotidiani di oggi, quasi ne avessi una premonizione ricordandolo io, prima ancora che accadesse.

Addio a Pietro Ingrao,

uno dei padri della Repubblica

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Era il 20 settembre 1990 quando Pietro Ingrao pubblicava questa sua brevissima, lungimirante  osservazione.

Era ritenuto Pietro Ingrao un politico in qualche modo sognatore ma fu il primo a dialogare con la Chiesa, a parlare di donne, di giovani e di diversità di genere.

Cosa ha fatto la politica da allora? Quanto pensiamo ci stia cadendo addosso non è una novità si trattava di essere lungimiranti l’altroieri, ieri e sopratutto di fare presto oggi perchè domani sarà, davvero, insostenibile costruire una nuova idea di pacifica convivenza tra i popoli.

Ecco dove siamo oggi. Parliamo di accoglienza ma chiediamo impronte digitali, temiamo il diverso il ‘coloured’, temiamo che venga invaso e messo a rischio il nostro miserrimo benessere.

Repetita iuvant, mentre il Vecchio Saggio supera i suoi primi cento anni

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“Se volete c’è una convinzione più di fondo che mi porto dentro da lungo, assai lungo tempo: che noi ci trasformiamo con gli altri, gli altri sono diversi, e sparsi e in cerca. Tutti siamo sparsi. La liberazione la si costruisce insieme.
Se mi permettete uno scherzo, a me piacerebbe molto, e da tempo, andare in convento. Ma poi è successo che non ci sono andato. Perché sono stato trascinato nelle città, nel tempo delle metropoli.
E lì si è in tanti, di tanti luoghi e di tanti colori.
E la libertà si costruisce là dentro persino il pensiero della solitudine.
Ce l’ha insegnato il vecchio Marx che bisognava costruire nel gorgo.
E lui di comunismo un po’ se ne intendeva.”
Pietro Ingrao – 29.o9.90

vietato

1990- 2015, e siamo ancora qui a guardare indignati e rattristati lo squasso del mondo che travasa nella nostra piccola Italia e la politica discutere…

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