Viva l’Italia ..DeGregori cantava

A noi, popolo d’Italia, l ‘ISIS Islamic State of Iraq and Syria , acronimo inglese dell’organizzazione terroristica di matrice islamica radicale, “ ce scuce ‘n baffo.

Mentre il nostro ministro per gli Affari  esteri Paolo  Gentiloni  ci fa sapere che:

 “l’‘allerta terrorismo «è una questione internazionale”. In Italia ormai da mesi c’è una situazione di presidio dei possibili target»

io oggi, esausta  da giorni di dolorosa fatica, leggo altro.

“Milano, imputato di bancarotta fa strage in tribunale.  Sono tre le vittime di: un giudice, il suo ex avvocato e il coimputato.

Le telecamere della sicurezza lo hanno ripreso mentre mostrava all’ingresso un falso tesserino.”

Una domanda ingenua : Si entra nei tribunali senza passare attraverso il metal detector anche se l’ingresso è riservato ai dipendenti?

Il ministro Angelino Joli Alfano informa:

 “Era pronto a uccidere ancora”. (Bravi, ci fa piacere!).

 Sarebbe il caso, allora, di tirare per la giacchetta un altro nome eccellento,  Matteo Salvini, la Lega ti fa bello,  e informarlo che forse i pericolosi terroristi non si annidano  né si camuffano tra quei poveri diseredati che approdano sulle coste siciliane, ammesso che ci arrivino vivi, ma che le falle stanno nei nostri stessi sistemi di sicurezza interna e che basta un folle per fare strage sia che guidi un ‘auto sia che decida di farsi giustizia da sé. Pressapochismo all’italiana, purtroppo. Altro che Isis!

 

Si fa presto a gridare all’uomo nero.

Viva l’Italia Francesco De Gregori https://youtu.be/Y27o-7U13OA

Maestro di vita Giovanni Berlinguer

Un altro tassello della mia vita che se ne va. Un tasssello importante che ha contribuito a colorare e dare forma al mio disegno.
Non c’è Pasquetta che tenga quando deve succedere.
Succede che alle otto arriva una telefonata, il respiro resta sospeso perché quella telefonata che sapevi era questione di tempo arriva come un uppercut.

Sono stata fortunata perché come pochissimi altri o altre ho avuto l’onore di lavorare fianco a fianco con due grandissimi uomini politici integerrimi e uomini di incommensurabile cultura e sensibilità. Diversi l’uno dall’altro ma altrettanto pregnanti. Chiamarli Maestri di vita resta ancora riduttivo per quanti li hanno avvicinati ed hanno voluto ascoltare, apprezzare e fare tesoro dei loro mai saccenti insegnamenti praticati ‘sul campo’ con coraggio.

Il 31 marzo abbiamo festeggiato i primi 100 anni di uno di loro: Pietro Ingrao.

Questa mattina ho salutato per l’ultima volta Giovanni Berlinguer, in modo silenzioso prima che mercoledì ci siano le esequie ufficiali all’Aula Magna dell’Università la Sapienza qui a Roma.
Stasera e domani, lo dico per chi mi legge da Roma, la camera ardente in Capidoglio.

Cosa, chi resta? Il lampadiere di cui ho scritto augurando la buona Pasqua dov’è oggi nella sinistra italiana? Non lo vedo.

La televisione sta dando la notizia adesso “Grande cordoglio”. Eccoli tutti a raccolta.
La mia fortuna è di averlo salutato, il mio Capo, Giovanni Berlinguer, questa mattina, silenziosamente accarezzando le sue mani bianche e un bacio sulla fronte e chissà perché nel viso disteso mi è parso di scorgere il sorriso come quando al bar di via della Colonna Antonina prendevamo un cappuccino bianco e cremoso.

Una golosità! ( La Première gorgée de bière)  et autres plaisirs minuscules.

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Aula Magna Università La Sapienza, Roma 8 aprile 2015

Pasqua di Resurrezione –

Il lampadiere

In questa notte scura,
qualcuno di noi, nel suo piccolo,
è come quei “lampadieri” che,
camminando innanzi,
tengono la pertica rivolta all’indietro,
appoggiata sulla spalla,
con il lume in cima.
Così,
il “lampadiere” vede poco davanti a sé,
ma consente ai viaggiatori di camminare più sicuri.
Qualcuno ci prova.
Non per eroismo o narcisismo,
ma per sentirsi dalla parte buona della vita.
Per quello che si è.
Credi.
TOM BENETOLLO (febbraio 1951 – 20 giugno 2004)

21 giugno 2004
Ci eravamo visti in una riunione il giorno prima, sempre di corsa ma Tom riusciva a seguire tutto e tener fede alle scadenze grandi o piccole che fossero.
Tom era un uomo di frontiera, un uomo che coltivava le contaminazioni culturali e politiche, che lavorava ad abbattere i muri soprattutto quelli che ognuno costruisce dentro la propria mente. Il suo PACIFISMO era innanzitutto praticato prima che predicato.
Sette anni Presidente nazionale dell’Arci, la più grande e radicata associazione laica e di sinistra del nostro ormai bistrattato, irriconoscibile  Paese.
Tom  uomo poliedrico, colto ed innovativo: disseminava briciole di saggezza che portavano al cuore delle cose, senza spocchia, le affidava ora a un articolo, ora ad un foglio di appunti, mai invadente sempre pronto al confronto chiedevi la sua presenza in supporto ad una causa e lui arrivava, trafelato ma con il sorriso.

‘Qualcuno ci prova….per sentirsi dalla parte buona della vita.’  Tom ci è riuscito.

Tom era  un mio amico e mi ‘rende felice’ dedicarvi questo suo breve, profondo, pensiero di pace.

Buona Pasqua a voi tutti con un abbraccio.

cuore rosso

composizione e fotografia Sherazade,  marzo 2015