di camelie e camelie

 

C’era, in quella donna, qualcosa che somigliava al candore. Si vedeva benissimo che era ancora alla verginità del vizio. Il passo deciso, la figura slanciata, le narici rosee e aperte, i grandi occhi leggermente cerchiati d’azzurro, denotavano una di quelle creature ardenti, che spandono tutt’intorno un profumo di voluttà, come quei flaconi d’Oriente, i quali, benchè perfettamente chiusi, lasciano sfuggire l’effluvio dell’essenza che contengono.

“La signora delle camelie” di Alexandre Dumas

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fotografia Sherazade, La prima camelia, 2015