il mar(l)e dentro

Un gesto ‘riprovevole’. Riprovevole.

“difendo la scelta di mia figlia. Brittany aveva il diritto di morire.”

Brittany, malata di tumore irreversibile decise per l’eutanasia.
Il fatto è di qualche settimana fa.

Con una lettera la madre replica alle molte accuse di cui la più pesante arriva proprio dal Vaticano nella persona di Mons. Ignacio Gaccasco de Paula, presidente della pontificia Accademia per la vita che ha parlato di “gesto riprovevole”.

In sostanza la madre sostiene che : ”Imporre le proprie convinzioni a una questione di diritti umani è sbagliato. Giudicare una scelta personale come ‘riprovevole’ perché non conforme ai valori di qualcun altro è immorale” e ancora “ la vita (di degrado fisico e mentale e di intenso dolore) di mia figlia non merita di essere etichettata da perfetti sconosciuti che neppure sanno i particolari della sua situazione. “

“ ‘Riprovevole’ è una parola molto dura. Significa ‘molto cattivo; che merita forti critiche’.“
Aggiunge : “Questa parola è stata usata pubblicamente nel momento in cui la mia famiglia era più ferita, In lutto.”

La signora Debbie Ziegler continua esortando ognuno di noi a riflettere da soli su questa ipotetica scelta futura, da prendere dopo essersi fatti spiegare bene tutte le opzioni a disposizione nel caso fosse diagnosticata una malattia incurabile, debilitante e dolorosa. Assicurarsi l’appoggio
‘onesto e amorevole’ dei propri cari.

‘Nessun dorma!’

‘Ramon, perché morire?’
Il mare dentro:  uno dei film più toccanti ed emozionanti, in Italia poco conosciuto perché parlare di eutanasia è argomento scomodo anche per il cinema ed è questione politica ingarbugliata. Lo trovate anche su Youtube, non perdetevelo.

“La ‘cultura della cura’ ha portato alla suggestiva convinzione che i medici possano sempre trovare un rimedio.
Ogni vita finisce. La morte non in tutti i casi è nemica. Talvolta una morte dolce può essere un dono”.
“Per chi è malato terminale il diritto di morire è una questione di diritti umani.”

Credo che quasi tutti noi siamo abbastanza grandi da avere vissuto il ‘caso’ di Eluana Englaro e che ognuno di noi si sia fatto una sua idea sul come vorremmo, noi, affrontare una tale circostanza.

Io ho provveduto, mio figlio ha sbuffato e alzato  gli occhi al cielo imbufalito così come io ho fatto con mia madre. Non dobbiamo ammalarci domani e neppure invalidarci ma insomma, se sta per piovere ritiriamo si o no il bucato per tempo?

Chiudo gli occhi, sparisce la grata bianca della finestra e mi staglia netto il volto sereno di mia madre, gli occhi ormai chiusi e un sorriso sereno sulle labbra, il suo sorriso di sempre.La morte ti fa bella.

Annunci

63 thoughts on “il mar(l)e dentro

  1. cat ha detto:

    I am not sure whether I understand this blog post fully, Sher … but I do understand it’s about a death of a loved one … I do know about that … my baby daughter Jenny died in 1986, and I’m still not over that … and I never will be over that, and I refuse to be over that … I finally spread her ashes into the ocean in 1987 … I visit the ocean every year … and I cry out loud into the waves … every year the same thing … I remember every moment when she died … I wanted to go with her so bad … Love, cat.

    • sherazade ha detto:

      Cat , dear , I talk about euthanasia , the possibility , indeed the right to be the ones to decide when the disease is only prolonging the pain without hope.
      The death of my mother is an open wound but his peaceful death is for me to equal serenity .
      Everyone chooses freely and not doctors or policy of conformists .
      I’ve been looking Cat but I missed your link .
      I love you Cat

      shera

  2. Rebecca Antolini ha detto:

    questo film e sicuramente interessante … io sono per l’eutanasia e mi auguro che la legge cambia al riguardo.. un abbrccio Pif

    • sherazade ha detto:

      Pif
      è un film davvero bello ma sopratutto NON è triste. Io credo che la morte sia parte integrante della vita e che come dobbiamo, abbiamo il dovere di vivere dignitosamente altrettanto dignitosamente abbiamo il diritto di morire, decidento noi e non già la politica o il credo religioso di altri.

      sherabbraccicaricari

      • Rebecca Antolini ha detto:

        per esempio per Tatanka potrei scegliere l’eutanasia.. e come un gesto d’amore… non so perchè questo problema per noi essere umani

        • sherazade ha detto:

          Pif,
          hai fatto un paragone perfetto.
          Wendy, volpina di nome e di fatto, ha vissuto alla grandissima per 21 anni.
          In meno di un mese il suo fisico si è come spezzato. Abbiamo provato ma la sua vita era stata lunga e il presente si presentava solo un lenta agonia.
          Addormentarla per sempre è stato per noi un grande dolore e solo dopo due anni abbiamo avuto il coraggio di scegliere Sally sapendo che nell’ordine delle cose la sua vita potrebbe ancora una volta finire prima della nostra.
          Mio figlio sa, ed io so cosa farei per lui a costo di andare all’estero.

          sherabbraccifortiecari

          • Rebecca Antolini ha detto:

            la tua testimonianza mi ha toccato il cuore, e facile dire ma poi credo che sia doloroso a farlo…

            … ma per il bene di Tatanka preferisco sofrire io anzi lei…

            quanto dolore 21 anni e un lungo tempo.. mi auguro che anche Tatanka abbia un lunga e sana vita con noi

  3. Laura ha detto:

    Anch’io difendo la scelta di Brittany, e’ un diritto il suo, come dovrebbe essere per tutti noi! Grazie per il post e per il consiglio di visione del film!! Dolce la tua mamma, ❤ Shera, La morte ti fa bella e' un film troppo divertente, fa "morire" dal ridere, tvb, buona giornata, ❤

    • sherazade ha detto:

      Brava Lauretta.
      Ho scelto la citazione de La morte di fa bella per sdrammatizzare. Mia madre era una donna di una grande ironia, oltre che di bellezza straordinaria he, accidentaccio, a me manca grrrr…..

      sherabbraccioniIlmaredentrovaleemisapraidire

  4. Refrain ha detto:

    Superbo scritto, mi ritrovo in moltissime frasi e condivido i concetti, non ti conosco Shera, ma la mia convinzione è che sei uno spettacolo di donna
    Miriam

  5. il barman del club ha detto:

    post bellissimo e film ancora più bello, nel senso che la bellezza va colta proprio nei suoi lati poetici più intensi, e anche la morte come la vita racchiude tutto il senso della poesia stessa. A volte è difficile capire, troppo difficile, ma le situazioni estreme devono essere gestite dalla persona che ne è coinvolta. Il Vaticano dovrebbe guardarsi dentro prima di affermare quali sono i “fatti riprovevoli”. Io per esempio al padre di Eluana farei un monumento per come a gestito nella sua tenacia la vicenda della figlia, così come la madre di Brittany. Poi è chiaro, tutti noi non riusciremo a capire mai la morte, come non capiremo mai abbastanza la bellezza della vita. Non importa, un giorno ci rincontreremo tutti per ricominciare di nuovo dove ci eravamo lasciati: e questa non è religione, ma spiritualità… e scusa se piango.
    Ciao… un bacio!

    • sherazade ha detto:

      Caro barman
      Passa dall ‘altra parte del bancone e lascia che sia io a servirti e raccogliere le tue lacrime perché si beve x gioire o x dimenticare ma ci si commuove comunque.
      C ‘e una piccola delicata poesia di Richard Bach che ti posterò completa sul senso del ritrovarsi in quel “per sempre ” che viene oltre.
      Sherabuongiornormaiorepiccole

  6. cordialdo ha detto:

    Ancora una volta sostengo che nessuno, sottolineo nessuno, maschio o femmina, vicino o lontano, sconosciuto o persona nota, amico o familiare, prete o laico, cardinale o papa (la dichiarazione di Francesco mi ha deluso ptofondamente – mi sarei aspettato che il suo essere col popolo non si fermasse sul diritto di tutti a morire dignitosamente. Non si può atteggiare a rivoluzionario a corrente alternata!), credente o non credete, nessuno , abbia il diritto nè di interferire, nè di approvare o disapprovare le scelte di vita o di morte di altre persone!!! CHI SEI TU PER ARROGARTI IL DIRITTO DI APPROVARE O CRITICARE LE MIE SCELTE ? Sei solo un ficcanaso che crede di potere imporre le sue visioni o il prorpio credo.
    Ciao Shera. Buona serata. Osv.amico

  7. tramedipensieri ha detto:

    Condivido quando pensi.
    …. sono per il rispetto della dignità di ciascuno di decidere il meglio per se stessi.
    Nessuno può arroccarsi il diritto di decidere o giudicare.

    un abbraccio
    .marta

  8. grazie per il suggerimento… andrò a cercarlo su youtube! buona serata

  9. cucinaincontroluce ha detto:

    La chiesa dovrebbe finirla di impicciarsi sempre negli affari che non la riguarda: la vita è di chi la vive, senza giudizi esterni, ed è un diritto poterla gestire come meglio si crede, eutanasia compresa.
    Sono atea e anche anticlericale, molto anticlericale, perché sono stanca di vedere un’istituzione che continuamente giudica, decide sull’esistenza altrui, intralcia i sacrosanti diritti personali e riporta l’esistenza al Medioevo. Hanno le loro idee? Se le tengano, ma lascino gli altri liberi di vivere come meglio credono.
    Pensa che quella gran dama di mia suocera, una bigotta ignorante e presuntuosa, ha fatto fuoco e fiamme perché una conoscente di mio marito (che lei manco conosce, tralaltro) si è permessa di abortire un feto privo di cervello, in nome del diritto alla vita. Ma che vita? Quella della sua buona coscienza finto buonista che poi in compenso ti pugnala alle spalle appena le riesce? No grazie, io sono onesta fino in fondo, anche se non vado a baciare i banchi di una chiesa un giorno sì e l’altro pure…
    Guarderò il film, penso che meriti davvero e ti ringrazio per averlo segnalato.
    Un bacio 🙂

  10. sherazade ha detto:

    Caro Barman e per tutte e tutti voi
    da “Nessun luogo è lontano” di Richard Bach:

    “…………..
    Vola libera e felice, al di là dei compleanni,
    in un tempo senza fine,
    nel persempre.
    Di tanto in tanto noi c’incontreremo – quando ci piacerà –
    nel bel mezzo dell’unica festa che non può mai finire.

    sherapersempreshera

  11. macchinadelpopolo ha detto:

    io sono per il libero arbitrio purché l’agire non tocchi la libertà e la dignità degli altri.
    Dovesse capitare a me deciderò sul momento, sò una sega che reazioni posso avere nel caso.
    Poi se qualcuno dice qualcosa o fa discorsi a bischero chissenefrega e se esiste un Dio, allora ci penserà Lui.

    • sherazade ha detto:

      Cara macchina,

      si può lasciare in piena coscienza delle linee guida perchè potrebbe anche accadere come a Eluana un incidente che nn ti permette di essere presente a te stessa.
      Una morte dignitosa per me è quella che ti permette di andartene tenendo la mano di chi ti ama e ami. Così è stato per mia mamma.

      sheraciaociaociao

  12. giselzitrone ha detto:

    Einen schönen Mittwoch ich bin für den freien Willen von Menschen wenn einer Schmerzen hat und nicht mehr möchte muss man seinen Willen Respektieren denn jeder muss selber entscheiden.Liebe Grüße und Freundschaft von mir.Gislinde

  13. ilmirtillorosso ha detto:

    Ti mando un grande abbraccio.

  14. tiZ ha detto:

    Il diritto di scegliere…perché dovrebbe valere per qualcosa sì e qualcosa no?

  15. ipitagorici ha detto:

    A me pare sconvolgente questa mancanza di empatia proprio da chi dovrebbe portare la parola di Dio: il termine di sicuro non è stato scelto a caso.
    Bastava dichiarare di non essere d’accordo, posizione legittima per quanto concerne “noi stessi” ma giudicare le scelte degli altri, senza immedesimarsi nel loro dolore e nei loro panni, beh, mi pare un azzardo malevolo.

    Il film è bellissimo, Amenabar è un grande regista (anche la storia di Ipazia è davvero ben raccontata, sempre parlando di grandi tematiche).

    • sherazade ha detto:

      Perfetto il richiamo a Ipazia, anche lei additata dalla società perchè matematica, astronoma e filosofa cosa inaccettabile per una donna. Vittima del fondamentalismo religioso di sempre, di oggi.

      Film eccezzionale, bravi attori e spettacolari scenografie, ricostruzione assolutamente verosimile dei fatti narrati.

      sherapensareconlapropriatestaintotaleautonomia

  16. katherine ha detto:

    La vita è fatta di sogni, di sguardi, di risate, di scambi d’opinione, di litigate e riappacificazioni, di musica, di bellezza…non basta esistere, giacere in un letto come un vegetale, incapace di conoscere tutto ciò che sta intorno, dipendente da macchine, tubi e tubicini. Tutti noi meritiamo di VIVERE come esseri umani, con dignità e coscienza. Mio padre diceva sempre di non avere paura della morte, ma solo della sofferenza. Lui voleva vivere, non soffrire, e anch’io l’ho lasciato andare, senza accanimenti terapeutici. Sono già passati cinque anni, ma mi manca come il primo giorno. So però che lui è felice così e sono sicura che anche Luana e Brittany sono finalmente in pace.

    • sherazade ha detto:

      Buonanotte Caterina
      Lo so la loro assenza sarà sempre una ferita aperta. L’abbiamo condivisa in tanti anni che ci conosciamo ma la loro vita e la loro morte sono state umane.
      Per tua mamma è stato diverso a soffrire davvero sei stata tu.

      Ti abbraccio.

      • katherine ha detto:

        è vero…per mia madre ho sofferto io,e ho sofferto anche pensando che mio padre se n’è andato con quel peso sul cuore,sapendo esattamente cosa mi lasciava.Non ho saputo o potuto rassicurarlo,perchè non sapevo nemmeno io come me la sarei cavata. Mia madre, in fondo, è vissuta sempre serenamente…chissà se mio padre l’avrà mai saputo!

  17. Francesca ha detto:

    La scelta di questa ragazza è stata doppiamente importante e dura da prendere, ma è stata interamente sua e va rispettata. Rimango in silenzio su questo episodio che tanto ha fatto discutere, non mi sono mai voluta esprimere… però questa cosa la posso scrivere, anche se piccola e un po’ banale, forse solo per farti sapere che è sempre un piacere leggerti anche su temi così delicati 🙂

    ps. La morte ti fa bella è uno dei miei film preferiti, al tempo fu amore a prima vista 😀 un abbraccio e buonanotte…

    • sherazade ha detto:

      Ieri cara Franci ho
      Dichiarato forfait all una troppo dolorante x il dentista.
      La morte ti fa bella lo vidi con mia madre e come tutti ridendo a crepapelle e divenne una sorta di mantra in certe occasioni nn proprio allegre “la morte ti fa bella. ..però. .. meglio adesso!”
      Ti ricordi ti ho parlato della serie The big C?
      Morte e malattia sono argomenti rifiutati dalla società, definiti ‘osceni’, invece dovrebbero accompagnarci per nn temerli x sapere della loro esistenza.
      Insomma un discorso adatto da prima mattina piovosa.
      Sherabbraccicaricarissimi

      • Francesca ha detto:

        Abbracci anche a te, non più piovosi… non parliamo del dentista, che ormai non ci vedo una fine a ‘sta cosa… prima o poi passeranno più di due settimane fra un appuntamento e l’altro 😀

  18. luigi ha detto:

    da cattolico credente sono contro l’eutanasia..Dio dà e Dio toglie..detto ciò, massima libertà di scelta a tutti..ognuno decida da sè…

    • sherazade ha detto:

      Luigi
      Sei uomo intelligente e sensibile: una persona attaccata ad una macchina per respirare e nutrita artificialmente è in “vita ” per volere di Dio o delle scoperte dell ‘uomo che si è fatto dio negli ultimi cinquanta anni? E prima?
      Sherabuongiornochepromettepioggia

      ps. chiarisco meglio: Non rifiuto aprioristicamente le cure ma l’accanimento terapeutico. Non voglio essere ‘staccata’ da un macchinario. Voglio che questa eventualità di attaccarmici sine die NON venga contemplata. Morire e basta ‘come dio vuole’.

  19. TADS ha detto:

    Il papa fa il suo mestiere, ci mancherebbe, i credenti vivono nella convinzione che solo dio abbia il potere di vita e di morte, non avrebbe mai potuto dire una cosa diversa.

    ho forti dubbi sulla questione, rimango sempre perplesso di fronte alla spettacolarizzazione mediatica di una decisione che è la massima espressione dell’intimità, del dialogare con se stessi.

    Non sono contrario alla eutanasia, assolutamente, semplicemente credo sia l’ennesimo fronte ideologico, chi è in coma irreversibile non soffre, chi soffre è lucido e quindi potrebbe richiederla solo se totalmente immobilizzato. Coloro che hanno libertà di movimento, qualora volessero veramente morire, potrebbe farlo in ogni istante. Monicelli quando si è rotto le balle di vivere e ha capito che non gli avrebbero dato la morte dolce, ha raccolto le forze e si è buttato dal balcone. Si può morire dolcemente ingozzandosi di barbiturici, tanto per dirne una, sofferenza e rassegnazione non sono stati d’animo condivisibili e nemmeno fronti di lotta politico/religiosa.

    • sherazade ha detto:

      “….convinzione che solo dio abbia il potere di vita e di morte”
      Fino a 50 anni fa che tutti i macchinari nn c’erano, che ne pensava il buon Dio? La gente moriva tout-court.

      “Chi è attaccato a una macchina in coma irreversibile non soffre”
      Benissimo, ma vogliamo lasciare la possibilità di decidere con un testamento biologico in vita, a chi inorridisce (ed io tra loro) all’idea di procurare – questo sì – immenso dolore e stravolgere la vita di chi vivo è? Cui prodest un vegetale da tenere in una teca se nn è neppure santo?

      Montanelli era lucido ed ha deciso in piena autonomia fisica. Lucio Magri questo coraggio non l’ha avuto ed ha preferito ricorrere a una clinica svizzera con una spesa di pochi mille euro. Chi è totalmente paralizzato ma lucido sarà lui si o no padrone di decidere quale sia il suo concetto di vita e quale sia la SUA soglia di qualità della vita.

      Esimio TADS,
      personalmente non ne voglio fare un caso mediatico, come hai detto tu le soluzioni se uno vuole le trova del resto l’Italia è un Paese del ‘fatta la legge creato l’inganno’ . Questo è un terreno comodo alla politica del nulla di fatto intanto montiamo il casino da Di bella a Stamina al fine vita.

      Personalmente voglio morire tenendo, possibilmente, la mano di mio figlio tra le mie. Voglio che la mia vita iniziata con uno scappellotto e un pianto finisca in un sorriso. Viviamo per morire. Che sollievo!

      sherancoravivaevegetanzipuretroppo

      • TADS ha detto:

        sai bene che sono ateo convinto, non difendo il papa, dico che non potrebbe dire cose diverse per obblighi professionali. Lunedì scorso sono andato al funerale di un grandissimo amico, 66anni, ho troppo rispetto per la sua morte e per l’amicizia decennale che mi legava a lui, ne avessi un tantino in meno scriverei un post sulla predica che ha sciorinato il parroco. Roba da prenderlo a sputi.

        credevo di averlo specificato, il problema si pone quando c’è immobilità totale e sofferenza, sia per il malato che per i famigliari, nello specifico mi riferivo a chi ha libertà di movimento, quella autonomia che potrebbe sostituirsi a iter burocratici, tra l’altro anche costosi.

        dici, diciamo bene, tragedie umane trasformate in fronte politico/ideologico, con l’ovvia intromissione della chiesa romana spa.

        Ribadisco, sono poco convinto dell’efficacia della spettacolarizzazione della sofferenza e della morte mediatica, provo tanta comprensione per il travaglio di Debbie, un po’ meno per il suo vezzo di “youtubbarlo”

        comunque… Monicelli, non Montanelli, quello è morto sereno 😉

  20. sherazade ha detto:

    TADS grazie,
    certo la mia risposta era in parte impersonale sapendo un po’ come la ‘pensiamo’.
    Ripeto, cosa c’entra Dio con le macchine? Quelle stesse persone vivrebbero senza? Sarebbero sopravvisute nel 1950???No. Dunque, io direi, ‘Sia fatta la volontà di Dio’.
    Ho assistito anche io di recente ad un funerale di una persona a me molto cara ma amica da sempre, tutta la famiglia poi, ad un gesuita che 50 anni prima in una missione in Africa le aveva fatto conoscere il marito.
    Il suo discorso è stato alt(r)o e non c’erano il paradiso o gli inferi ma Giuliana il suo percorso di vita, le testimonianze di affatto.

    sheràbientotmonami 🙂

    ps. forse di spettacolarizzazione c’è bisogno (quando nn sono montate ad arte dai media) per tenere alta l’attenzione perchè un problema in effetti c’è.

  21. sherazade ha detto:

    Cara Francesca ….sono sveglia! ma per il buon sapore di una fettina di ~ tieniti forte ~ di sacherrr gentile pensiero del figlio.
    Sheramentrefuoripiove

    Ps ormai tutti sanno che ho il mercoledì del dentista grrrr

  22. loscalzo1979 ha detto:

    E’ un argomento molto difficile. probabilmente riusciamo a trovare la nostra personale risposta all’argomento solo quando ci tocca direttamente attraverso un familiare o una persona cara.

    E’ sempre difficile parlarne da “esterno” alle vicende che toccano ad altre persone

    • sherazade ha detto:

      Loscalzo
      il punto è guardarsi dentro e porsi le domande e darci le risposte.
      Tutto potrebbe finire in un amen oppure… dunque perchè lasciare l’angoscia della decisione ai nostri cari?: Oggi, sano di mente, tu sosa vorresti se ecc..ecc.

      sheraprestoe grazie

  23. Elena ha detto:

    Non ho visto il film. Quanto all’eutanasia credo sia una scelta di civiltà, un rispetto verso l’uomo in quanto tale. Difficile però trovarsi a decider per gli altri

  24. wolfghost ha detto:

    Su questo argomento ho scritto spesso, anche nel periodo del dibattito sulla povera Eluana. Ovviamente la penso come te, e scrivo “ovviamente” perché credo che sia proprio strano pensarla diversamente… eppure… Mettici la chiusura della Chiesa, le paure di chi teme che un giorno qualcuno possa cercare di liberarsi di lui per, che so, questioni di eredità o comodità, e poi la fissazione mentale di chi ha deciso che “non si fa, punto e basta!”… e il rispetto delle scelte altrui sparisce nel nulla. Poi c’è il gruppo di chi sostiene che con le terapie del dolore ogni cosa è sopportabile e perciò chi decide di farla finita è solo perché non ha nessuno vicino. Non importa poi se non è vero che la terapia del dolore ha sempre successo (anzi), e nemmeno che spesso il dolore è la disperazione, una angoscia insostenibile di chi non riesce ad accettare di passare così tanta sofferenza sapendo che non servirà a nulla.
    Facile essere eroi (per cosa poi) sulla pelle degli altri.
    Come non bastasse, chi non avendo possibilità di eutanasia si suicida dimostrerebbe solo che i famigliari e gli amici non hanno saputo sostenerlo. Quindi è colpa loro. Non solo il lutto per la perdita del caro… anche incolpati di mancanza di empatia.
    Un’ultima considerazione che solitamente uso per chiudere queste discussioni: come mai l’eutanasia per un animale sofferente è un atto di amore mentre per un animale è… omicidio?

    http://www.wolfghost.com

  25. Nicola Losito ha detto:

    In questo campo ogni decisione è rispettabile e va rispettata.
    Comunque ognuno deve essere libero di decidere liberamente: una legge che imponga un comportamento eguale per tutti non mi piace.
    Nicola

  26. giselzitrone ha detto:

    Danke wünsche einen schönen ersten Advent lieber Gruß und Freundschaft Gislinde

  27. Erik ha detto:

    Qualche giorno fa ho scritto un post dove ringraziavo alcune conseguenze di eventi normalmente ritenuti spiacevoli o sfortunati o sbagliati che dir si voglia che mi hanno visto in qualche modo se non sempre protagonista almeno spettatore o comparsa, tra questi c’era forse un pò velato anche un ringraziamento al suicidio… o alla scelta di togliersi la vita…

    il ringraziamento è dovuto al fatto che essendomi imbattuto nella ricerca delle motivazioni di quel gesto ho, credo, capito che esistono molti modi di vivere la nostra vita, molte scelte che possiamo fare e molte situazioni che non possiamo dominare, da questo pensiero mi sono convinto che per alcune persone la vita e l’esistenza non rappresenta una possibilità ma una sorta di condanna, che altre persone hanno vissuto la loro vita fino a quando in essa hanno trovato anche una sola ragione per farlo, che esiste un momento in cui le stesse, evidentemente non avevano più nulla da cercare, chiedere, trovare, sperare, pensare che ogni attimo in più sarebbe stato un attimo di dolore, di sofferenza o semplicemente un attimo inutile (che tra le tre forse è perfino la peggiore delle cose).. non credo sia giusto da parte di nessuno giudicare questa loro sensazione e ciò che ne può conseguire perchè non appartiene a nessun tipo di terza persona o terzo spirito, appartiene a loro.
    La nostra coscienza o pulizia interiore non sarà mai da scambiare con qualcosa che avremmo in qualche modo potuto donar loro…

    Sull’eutanasia e i suoi casi credo sia superfluo anche aggiunger altro…

    • sherazade ha detto:

      Passero a leggerti, caro Erik
      Il tuo pensiero qui è chiarissimo e lo condivido in pieno sopratutto quando sottolinei che la percezione della vita, del suo valore o non è assolutamente soggettiva così come lo è la sopportazione, la soglia del dolore e il suo limite.

      Ti faccio un esempio che conosco bene. Lucio Madri quando è morta la compagna della sua vita si è posto come limite ultimo quello di terminare il libro che stava scrivendo e di farla finita pur essendo fisicamente sano. Il dolore di quella perdita era per lui talmente insopportabile che è andato in Svizzera per farla finita. Poi non è che i medici e gli psicologi facciano tutto sommariamente. Ci sono molti colloqui da e tra l’uno e l’altro intercorre un buon lasso di tempo.

      Ma soprattutto c’è il tema di fondo e cioè che ognuno deve essere padrone della propria vita. Qui non si tratta di mettere o non mettere il casco o la cintura di sicurezza DA VIVO ma subire passivamente una sonda gastica che ti nutre, un polmone senza il quale moriresti. O di avere nell ‘anima una ferita così lancinante che offusca ogni senso.

      sheraconinfinitagraditudine

      • Erik ha detto:

        Ciao e grazie per l’esempio Sherazade, non lo conoscevo ed è molto significativo e interessante per ragionarci ancora sopra….

  28. sherazade ha detto:

    Grazie a te, insomma a noi che ‘ci pensiamo’.
    S.

  29. sherazade ha detto:

    L’ha ribloggato su sherazade2011e ha commentato:

    “DJ Fabo libero fine alla vita”

    Un servizio delle Iene, e anche dopo aver letto che in Parlamento è stato ulteriormente spostata la data di discussione del progetto di legge sul ‘fine vita’ mi spingono a riproporvi un mio post del Novembre 1914.

    C’è la vita, che possediamo e orientiamo e c’è uno “ spazio bianco “ dove oggi non ci è lecito entrare: rinnegando o rimuovendo , uno stadio che fa parte imprescindibile della vita: la sua fine. Potere scegliere di decidere anche del termine della propria esistenza dovrebbe essere prerogativa di ogni singolo individuo, di una società civile che non si arroga il diritto, su basi scientifiche che rasentano l’onnipotenza, di protrarre senza soluzione una ‘non vita’ di grandi sofferenze sedate o di totale assenza quando chi soffre chiede, oppure ha anticipato, che vengano messe in atto la sua volontà di accomiatarsi.

    Non è un modo allegro per augurarvi un sereno settimana…ma.. Teniamocistrettistrettissimi

  30. Giudicare una scelta personale come ‘riprovevole’ perché non conforme ai valori di qualcun altro è immorale

    sono d’accordo con le parole di questa madre.

    Cara Shera affettuosi saluti e una lieta fine di settimana

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...