Uomini silenziosi

 
Vorrei parlarvi del mio parrucchiere Marco.

Sposetta ancora ignara e felice, appena mamma ‘ci’ trasferimmo in un luminoso attico a Monte Mario alto, ovvero piazza Guadalupe, zona ancora abbastanza residenziale e poco costruita.
In tren’anni è diventata una jungla di cemento: niente più prati, niente più terreni coltivati con le verdure di stagione e le uova veramente a chilometro zero.

Il Bar latteria con qualche bene di prima necessità e quel piccolo negozio di parrucchiere.

Un giovanotto ‘caciarone’ e sua moglie silenziosissima lavoravano con una piccolina in culla dell’età di mio figlio.
Lui si era messo in proprio dopo una solida gavetta presso un parrucchiere di gran fama in via Condotti e lì aveva conosciuto la moglie che a 14 anni era entrata a fare l’apprendista: neppure a lavare le nobili teste ma a guardare, a imparare.

Tre figli. Francesca diplomatasi alle magistrali dopo quasi niente lavoro, poche supplenze nessun futuro negli anni era subentrata nell’attività anche con passione.

Prezzi ottimi, un ambiente a volte troppo rumoroso ma soprattutto prodotti di qualità che io, sempre a fare e disfare dal rosso al biondo alla frezza arancione a quest’ora avrei potuto essere calva senza neppure essere cantatrice. Danno totale. La mia chioma invece è folta e trasferitami da ormai quasi vent’anni a Monte Sacro vecchio, una volta al mese mi sobbarcavo la traversata di Roma e tornavo da Marco. “Un bel ramato?” diceva lui, “No una permanente morbida” rispondevo io. E giù a ridere perché l0unica volta che mi feci la permanente, era un sabato mattina, il pomeriggio era già tornata a tagliarmi i capelli perché nn mi ci vedevo proprio.

capelli corti

I figli sono cresciuti. A suo tempo si erano costruiti una casa fuori Roma, una villetta per tutta la famiglia. Francesca ha già una bambina che ha appena avuto il tempo di conoscere la nonna Anna che è morta di tumore.

Parlavano di chiudere perché il costo della vita ma soprattutto le spese nn davano margine a Francesca di integrare lo stipendio del marito e da parte sua Marco senza la moglie nn se la sentiva di andare avanti da solo.
Ci siamo lasciati a Luglio con gli auguri di buone ferie che avrebbero trascorso, come molti, a casa ma per fortuna in giardino sotto la magnolia che avevo regalato loro all’inaugurazione della casa e che ora è diventata un grande albero.

capellirossi

Ieri come se sentissi qualcosa mi sono messa in macchina e sono arrivata davanti al negozio. Serranda abbassata e un cartello di AFFITASI.

Nel piccolo slargo i due negozi accanto avevano già chiuso da più di un anno. “Voglia di lavorar saltami addosso!” Ma che crisi, nessuno ha più voglia di sacrifici. E così tutti assolti dal disastro che c’era ma era ‘solo’ visione pessimistica (che perdura).
Silenzio e grigiore dell’aria.
Non mi sono accorta che stavo piangendo perché una mano mi stringeva forte lo stomaco.
Si chiude una parte importante della mia vita. Che non era solo di taglio e messa i piega ma condivisione di vita, di discussioni sui figli, di scelte politiche. Di dolori per le persone care che via via ci lasciavano.
Qualcosa di me diventa ricordo e non più quotidianità.

Più tardi telefonerò a Marco, il mio parrucchiere di una vita. Una persona onesta che onestamente ha cresciuto, lavorando, la sua famiglia. Un uomo, forse, come ce ne sono tanti che silenziosamente si chiede

“Ma dove diavolo stiamo finendo?”

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45 thoughts on “Uomini silenziosi

  1. musicamauro ha detto:

    Bello. anche quell’attività apparentemente così futile come quella del parrucchiere per signora (che possiede quella grande abilità di innalzare l’autostima della cliente) consente riflessioni, ahimè tristi, sulla vita.

    • sherazade ha detto:

      caro musicamauro
      io credo che quando si riesce a comunicare, a trasmettere reciproco sentire il luogo conti poco. Ma tu hai ragione sul fatto che il parrcchiere è una bella iniezione di autostima 😉

      sheragrazieancorapresto

  2. ergatto ha detto:

    la triste raltà di tutti i negozietti che avevano un rapporto “umano” con i clienti. Fino a poco tempo fa andavo ad un mercato settimanale qui vicino solo per cazzeggiare a volte per un’ora con un ambulante indigeno simpaticissimo……il mese scorso ha dovuto vendere tutto ad un cinese. Fine delle chiacchiere, d’un’epoca… che tristezza.

    • sherazade ha detto:

      ergatto(ne)
      in tanti anni che vado allo stesso grande supermercato io (e nn sono sola) ho instaurato un rapporto più che colloquiale con le cassiere. Sai si dice vivere nella città spersonalizza. Se sei disponibile al saluto, al sorriso il passo è breve. A me ha aiutato molto la mia accompagnatrice: Sally che col suo modo di chiedere carezze riceve sempre carezze e parole gentili.

      sherargattomicatiaccompagnalparco 😉

      ps. certo io nn mi metto a scodinzolare: sarebbe davvero poco seriohohoh

  3. Laura ha detto:

    Che bella storia Shera, dolcissima e che tristezza alla fine, mi dispiace tanto, quante serrande chiuse anche qui da noi, quante case in vendita, in ferie girando in moto per il Monferrato ho visto tanti di quei cartelli VENDESI che non ti dico! 😦 Tu sei bellissima, bionda: un gran gnocca, da noi si dice cosi’, 😀 rossa: troppo bella e i capelli corti, ho quasi voglia di farmeli cosi’, e poi, gli occhiali viola, li voglio anch’io, 🙂 ero indecisa, adesso che ho visto i tuoi, devo cambiare la montatura, gli occhiali li porto anch’io da una vita, i tuoi sono decisamente belli!!! Baci cara, buona serata, ❤

    • sherazade ha detto:

      Bella Lauretta
      andiamo con ordine. Ho raccontato un pezzetto di vita molto importante per me perchè non si può restare indifferenti. Davvero quella saracinesca abbassata e quel cartello mi hanno angosciata perchè dietro c’è delle vite.
      Gnocca tu dici? ok giusto stasera viene mio fratello ed ho messo le patate a bollire per due…gnocchetti due.
      Gli occhiali, come direbbe la figlia di cinque anni di mio fratello nn sono rosa MA fuxia 😉 ti ripeto: 5 anni! ed erano i meno costosi del mio costosissimo negozio di ottica 😉
      Quanto al taglio ogni tanto cambiare radicalmente fa superbene. Come ha sottolineato musicamauro ‘Una botta di autostima’.

      sheraspettoevoglioverdertiprestotuttanuova

      • Laura ha detto:

        Cinque anni, e’ troppo sveglia!! Gli occhiali costano troppo, hai ragione, aspetto a cambiarli, i capelli, ehhh, io per tagliarli, sapessi, delle lotte con la mia amica, appunto, la mia pettinatrice, 😀 baci cara, ❤ Troppo buoni gli gnocchi, 😉

        • sherazade ha detto:

          Laura
          gli occhiali costano, questi, pochissimo: 80 euro la montatura.
          dai che se po’ fa’
          abbracci

          • Laura ha detto:

            200 di lenti, vedrai, 😀

          • sherazade ha detto:

            si anche le mie lenti costano ‘n botto ma se mi punge vaghezza di cambiare montatura spesso le lenti si possono adattare a meno che nn siano troppo piccole 😉

          • Laura ha detto:

            Si quello e’ vero, le montature che costano tanto sono quelle firmate che a me non interessano, voglio solo vederci bene, vorrei portare le lenti a contatto come ha mia figlia ma non le sopporto, ho provato, per carita’, poi gli occhiali comunque non mi dispiacciono, buona cena Shera, 🙂

  4. Rebecca Antolini ha detto:

    Scusa della mia assenza in questi giorni, stavo aspettando alla nuova linea di internet alla fibre ottiche.. torno domani con un nuovo post un abbraccio Rebecca

  5. Eleonora ha detto:

    Ho abitato in via francesco cherubini dal 1959 al 1963.. Dopo Acquedotto del Peschiera. Ho fatto le elementari alla Calasanzio…

    • sherazade ha detto:

      Ele
      no, io ti parlo di fine anni settanta e abitavo in un gruppo di case appena costruite quando ancora nn avevano aperto via dell’Acquatraversa. Quando dici tu davvero erano solo prati?

      sherapianopianoesconoLEromane 😉

  6. gianni ha detto:

    Le serrande giù sono davvero brutte

  7. macchinadelpopolo ha detto:

    siamo fatti di emozioni. Quando ce le tolgono, si fanno dolore.

  8. crimson74 ha detto:

    Un po’ la stessa impressione malinconica che ho provato qualche mese fa, quando in poche settimane hanno chiuso l’edicola e la pasticceria sotto casa… solo che io non avevo questo rapporto così stretto coi negozianti…

  9. tramedipensieri ha detto:

    Pezzi di vita che si chiudono…fanno tristezza.

    un abbraccio
    .marta

  10. il barman del club ha detto:

    non te la prendere, puoi sempre tagliarli online i capelli, perché ora funziona tutto così (…) Per gli uomini silenziosi invece mi sa che dovrai allungare la tua lista, insieme a quelli che, da un’altra parte urleranno per conseguenze simili. Due modi opposti di vivere un mondo che sta girando al contrario, e come tale vedremo cosa succederà alla prossima giravolta (si diceva tutti giù per terra… non è vero?)

  11. luigi ha detto:

    strano..qui da noi vanno alla grande, sono sempre pieni…

  12. Topper ha detto:

    Bellissima storia, anche se triste. Purtroppo di attività che chiudono, anche di amici, ne vediamo sempre più spesso. Se tutti ci tagliassimo i capelli forse cambieremmo le cose.

  13. Francesca ha detto:

    Iniziata così bella questa storia, ho sorriso dall’inizio… e vorrei scrivere “fino alla fine”, perché a persone che descrivi così posso solo voler bene. Qui il problema è troppo oggettivo, va oltre i sacrifici che non si vogliono fare (troppo spesso non si possono proprio fare) riguarda troppe persone, troppi esercizi… chi può se ne va dal paese e chi non ci riesce, chi ha un mestiere come questo e non ha modo di spostarsi, langue. C’è davvero chi di sacrifici ne fa pure troppi. Qui da me – come un po’ ovunque immagino – chiudono esercizi storici che nemmeno la guerra ha potuto chiudere, attività familiari che di guerre ne hanno passate due, chiudono. Mi rattrista ogni giorno, perché anche se riuscissimo a invertire la tendenza, anni e decenni di competenze saranno perse. Tanto orgoglio, tanta volontà, tanta felicità per aver creato qualcosa… perse.

    …finisco con un sorriso… sotto la copertina, anche Sally come me, sembra un po’ malinconica. Falle una carezza da parte mia 🙂

  14. sherazade ha detto:

    Franci ora ti dico solo della foto di Sally: lasciamoci col languorino ‘sano’ dell’ora di cena.
    La foto è intitolata . “to get up or not…that’s the question”
    Soffre di poltrite acuta e col freddo la signorina nn ama alzarsi presto.

    sherabbraccinuonacenacaldacaldaddopo

  15. gageier ha detto:

    Liebe Sherazade einen gemütlichen schönen Sonntag Abend wünscht dir Klaus und einen tollen Start in die neue Woche Klaus

  16. sherazade ha detto:

    gageier ti ringrazio molto e ricambio l’augurio di una buona settimana 🙂

    sherazade

  17. leparoledinessuno ha detto:

    Bellissimo post !
    Ciao !

    • sherazade ha detto:

      Grazie, sei gentile e molto sensibile.
      Grazie anche per avermi scovata in questo mare. Come ci sei riuscita? Non che cambi qualcosa 😉

      sherabuoneFesteserenitàpertuttinoi 🙂

      • leparoledinessuno ha detto:

        … Girando per i vari blogger che mi sono fatto amici ! Tra i commenti ho sempre visto il tuo Avatar e ieri ho cominciato a leggere le tue cose …
        A presto.
        Ciao.
        Stefano.

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