la giustizia degli uomini

“Sembra di sentirli. Sono i “passi affrettati” di Lhakpa, Aisha, Civita, Juliette, Amina, Teresa e Viollca, sette donne che raccontano esperienze di dolore e discriminazione.”

Inizia così la prefazione del libro ‘Passi Affrettati’, diventato anche pièce teatrale attraverso la quale Dacia Maraini dà voce a donne che, nonostante le distanze geografiche, le differenze culturali e sociali, restano prigioniere di tradizioni culturali arcaiche, di un matrimonio non voluto, di una famiglia violenta, di uno sfruttatore…continuo? in un mondo privo di dialogo e di rispetto.
Un mondo dove ancora oggi, essere donna significa avere paura. Donne senza parola.

“Condannata per aver ucciso l’uomo che voleva stuprarla.” La Repubblica, 25 ottobre 2014.

Paura dello stupro che ha spinto Reyhaneh a uccidere il suo violentatore e che, proprio oggi, dopo essere stata ‘regolarmente’ processata, con stupida arroganza, il suo paese, l’Iran, si è affrettato a giustiziare, la giustizia degli uomini, sì degli uomini, impiccandola.
In un mondo che brucia e si autodistrugge il sacrificio punitivo di una giovane donna di 26 anni lo rende forse migliore?

“Sorry” – “Mi dispiace”
Is all that you can’t say – è tutto quello che non riesci a dire
Years gone by and still – gli anni passano e tuttavia
Words don’t come easily – le parole non vengono fuori facilmente
Like “sorry”, like “sorry”… come “scusa”, come “scusa”…

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29 thoughts on “la giustizia degli uomini

  1. macchinadelpopolo ha detto:

    …e pensa che dovremo difenderci tutti, non solo le donne, da quel mondo di trogloditi arretrati che sta proclamando guerra santa al mondo intero.

  2. Rebecca Antolini ha detto:

    anche un tribunale poi violentare una persono con il verdetto.. mi sono una volta trovato in una sittuazione in cui mio partner ave l’intenzione a alzare la mano.. lo ho messo lui subito furi casa nostra il stesso giorno ho fatto cambiare le serature .. e la sua robba ho spedito via posta ai suoi genitori.. la vilolenza non voglio avere in casa mia.. paesi che diffendono il uomo e lasciano che le donne soffrano dovrebbano vergognarsi.. non ho altro da dire Pif

    Shera abbi un felice weekend Pif♥

  3. katherine ha detto:

    Anch’io sono rimasta annichilita alla notizia. Non parliamo poi dei metodi usati negli ultimi tempi: impiccagione,lapidazione…sembra di essere tornati indietro di secoli. L’uomo non cambierà proprio mai e,come diceva qualcuno,più conosco gli uomini,più apprezzo gli animali.

  4. cat ha detto:

    … been there, done that … and life goes on … 🙂 … be well, eh? Love, cat.

  5. giselzitrone ha detto:

    Ein schöner Beitrag wünsche eine glückliche schöne Woche alles liebe und gute grüße und Freundschaft.Gislinde

  6. sherazade ha detto:

    Cosa aggiungere ai vostri pensieri?

    sherasenzaparole

  7. Nexus ha detto:

    Mi piace il commento di Macchinadelpopolo perchè mette l’accento sulle radici del fatto in questione ( di questo fatto in particolare). Non mi piace che su un blog in italiano si commenti in tedesco così che gli altri restano esclusi dal dialogo ( Ma naturalmente è solo un mio problema).

    親愛ギゼラZitrone私はあなたのコメントについては何も理解していなかった。あなたは、あなたの知的優越性のため、確認していると、言語イタリアでイタリア語を使用しないようにしよう?または私達は劣る人間ですか?

  8. sherazade ha detto:

    Nexus
    se tu clicchi sul commento e dai ‘Traduci’ potrai capire anche tu come del resto faccio io perchè nn conosco il tedesco ma mi piace il blog di giselzitrone: Una sorta di empatia reciproca oltre la barriera della lingua 🙂

    sheranessunproblema

    ps quanto al tuo commento in cinese che ho tradotto io ti pregherei di nn essere così drastico verso una persona della quale io, in italiano spesso sono ospite a mia volta.

    ps del ps avrai notato che anche cat scrive nella sua lingua: inglese 😉

  9. il barman del club ha detto:

    non si può che rimanere sgomenti di fronte a tanta crudeltà e a tanta ipocrisia. Vorrei sdrammatizzare… ma capisco che non è il momento, mentre il mondo gira sempre dalla parte sbagliata !

  10. keypaxx ha detto:

    Anche in Italia, molto attenta a questo genere di problemi, la ragazza non avrebbe avuto scampo, con una “bella” condanna, come se fosse stata l’ultima dei criminali. Il violentatore? Qui da noi una pacca sulla spalla e via ai domiciliari… Su quella cultura non mi esprimo. Anche perché, di cultura, c’è ben poco.
    Un sorriso per la giornata.
    ^___^

    • sherazade ha detto:

      keypaxx
      infatti, da noi si è buonisti e rigorosi a parole mentre anche soltanto accusare un violentatore è per una donna una prova improba.
      Il mio sorriso per la sera.

      sherabbracci

  11. TADS ha detto:

    ciao Shera,
    forse dico qualcosa di poco popolare ma è ciò che penso, le speranze di salvare la vita a Reyhaneh erano veramente esigue, forse addirittura inesistenti ma di sicuro la sua impiccagione è stata ANCHE una risposta al Nobel assegnato a Malala. Gli integralisti islamici, nella fattispecie quelli iraniani, hanno vissuto la cosa come un gravissimo affronto.

    • sherazade ha detto:

      Caro TADS
      salvarla sappiamo quanto fosse improbabile soprattutto in questo momento più che travagliato coinvolge molti paesi islamici .
      Io mio ha voluto essere semplicemente un atto dovuto quasi da donna a donna.
      Grazie del tuo pensiero.
      Il parallelo con il Nobel è molto interessante.
      Sherabbracci

      • TADS ha detto:

        in verità ti dico che se non lo avessi trattato tu questo argomento, lo avrei fatto io nei prossimi giorni. Donna a donna lo capisco ma io, come uomo, mi sento molto offeso da queste vicende da medioevo

  12. sherazade ha detto:

    TADS
    allora aspetto, aspettiamo. Tu hai la capacità analitica di spaziare a 360 gradi e dunque, ça va sans dire.
    Dico da donna a donna come potrei dire da madre a madre da sorella a sorella come tu potresti dire l’inverso ognuno di noi riconoscendo la stessa lingua in una percezione altra. In fatti per quanto generoso possa essere un uomo o molto ‘emancipata’ una donna sussistono sensibilità diverse.
    Ti segnalo, ti fosse sfuggito, un film di alcuni anni fa che (mi cito) da qualche parte ho recensito anch’io: Come pietra paziente dal libro di Atiq Rahimi scrittore e regista afghano. E’ un caso raro dove la trasposizione cinematografica non impoverisce il contenuto.

    sheradessomettiamocinpantofole

    .

    • TADS ha detto:

      preferirei il libro ma vedo se riesco a trovare il film, il post non lo scrivo Shera, possiamo approfondire qui da te, perché fare un doppione???
      E’ vero, abbiamo sensibilità diverse, questi episodi, queste mentalità, queste ottiche talebane mi fanno notevolmente incazzare, non lo dico solo come uomo ma anche come osservatore dell’umanità. L’impiccagione della poverina si somma alle decapitazioni, c’è qualcosa che va oltre il maschilismo, è il valore della vita prossimo allo zero il vero virus da combattere senza tregua. Un società che adotta la morte come elemento didattico non può e non deve essere condannata per maschilismo, sarebbe riduttivo e mortificante, ci troviamo di fronte a una mistificazione religiosa, un alibi, una strategia del terrore, è una vendetta postuma nei confronti delle crociate. La loro misoginia nasce da un becero bisogno di denigrare le società occidentali, è una strategia di risposta, una gabbia psicologica. Non so se mi sono capito 😉

      • sherazade ha detto:

        ‘vendetta postuma nei confronti delle crociate’ se nn avessi letto fino in fondo lo avrei cmq detto anch’io.
        Ma sopratutto mi conforta il tuo riferimento al negativo a una ‘ società che adotta la morte come elemento didattico’ estrapolata dal contesto e sulla quale varrebbe la pena ragionare anche qui da noi dove spesso la deriva di aberranti accadimenti infila questo desiderio di rivalsa definitiva.
        Non sono convinta che la misoginia vada ascritta a bisogno di denigrare l’Occidente perchè, ricordiamolo ! solo nel 1981 furono abrogati in Italia delitto d’onore e matrimonio riparatore e – certo con sostanziali differenze numeriche sopratutto nell’oggi – insomma nn è che nella nostra parte di mondo le donne se la passassero troppo bene così come non se la passano affatto bene in gran parte dell’Asia.
        Quanto al ‘valore della vita’ sappiamo bene che – anche qui con le debite differenze – è quello che è.

        sheraoradicenabuonacenamasempregrazie

        ps Il libro vale ma il film pure.
        Spiegarti con te medesimo? Alla perfezione 😉

  13. il barman del club ha detto:

    il problema principale è anche come i media vogliono affrontare un problema. Io sono convinto che proprio per l’attuale conflitto di culture hanno dato risalto all’argomento, altrimenti sarebbe passato nel dimenticatoio, come le altre milioni di storie di donne sottomesse, schiavizzate, rovinate e uccise dall’ingordigia maschilista imperante. Si da risalto a una notizia solo quando fa comodo, ed è sempre stato così…
    Dovremmo riflettere su noi stessi capaci solamente di guardarci addosso, mentre la vita continua ad essere rovinata dai soliti buffoni. Così sentiremo ancora le storie di donne stuprate passate dalla parte dei colpevoli, di guerre e di omicidi, di torture e altro ancora, e io non so più cosa replicare…
    Se vivessimo in pace, avremmo già colonizzato una luna di Saturno, non che sia importante, ma la nostra evoluzione si è fermata moralmente all’età della pietra.

    • TADS ha detto:

      la verità, quella VERA, ovviamente secondo me, è che ci troviamo di fronte a una micidiale operazione di marketing applicato, la misoginia islamica è stata trasformata in un fertile humus. L’occidente è pieno, pullula di ometti cornuti, spaventati dalle donne, insicuri e frustrati, tutte braccia da reclutare e armare nonché teste da convertire, fa schifo dirlo ma la ragazza impiccata ha sicuramente fatto proseliti. Il califfo dell’isis ha annunciato che nel califfato verrà introdotta la infibulazione. Le donne sono diventate, come la morte, un supporto didattico, un spot promozionale, una televendita. La religione è fumo negli occhi, esiste una componente araba conscia del fatto che tra qualche decennio il petrolio cesserà di produrre ricchezza, cosa che li indurrà alla fame totale. La guerra mira alla conquista di territori strategici per acquisire un potere contrattuale, niente di più, niente di meno. La vendetta sulle crociate, così come il ripristino di una società totalmente al maschile, sono canali di comunicazione ben sfruttati, servono per chiamare a raccolta le scorie, gli sfigati, i borderline, gli emarginati della società moderna occidentale. Tutti individui carichi di livore facilmente manipolabili sotto il profilo psicologico, sbandati accolti come figli da addestrare e guidare alla rivalsa, per un debole non vi è attrattiva più potente della violenza. Dietro tutto questo ci sono menti diaboliche ma acute, preparate, esperte, questo fa più paura di ogni arma. Se obblighi un militare a fare la guerra la perdi, se assoldi mercenari puoi pareggiarla, se ci mandi gli indottrinati col cervello sciacquato la vinci.

      • sherazade ha detto:

        TADS
        hai certamente ragione, dunque, sulla verità VERA anche alla luce dell’analisi sul ruolo dei Paesi arabi in un prossimo futuro e non vi è alcun dubbio che l’indottrinamento religioso è la peggiore arma vincente.

        sherancheatteunsalutocaro

    • sherazade ha detto:

      dear barman

      Una mia carissima amica era amica della giornalista Anna Politkovskaja (l’ortografia l’ho dovuta controllare) che io ho avuto occasione di incontrare (una bellss persona9 e lei riteneva che i giornalisti e la loro somma, i media, avessero il dovere di radiografare ‘soltanto’ quello che vedevano e cioè il vero. Ci ha lasciato la vita (come molti ; del resto penso a Ilaria Alpi e Miran Hrovatin) perché il potere ha bisogno di ‘quella’ sua cassa di risonanza da guidare a suo piacimento per ‘ragioni di Stato’, di opportunità politiche.
      Ed è certamente per questo che Reyhaneh è stata giustiziata e questo atto ha giocto il ruolo della pallina in una più ampia partita di tennis.

      sherabbraccifreddolosi

      • il barman del club ha detto:

        certo, discorso complesso, perché siamo all’interno di un meccanismo in cui il controllo delle masse è pianificato in una maniera che non possiamo davvero immaginare. Rimane la vita, la nostra vita e quella di tante povere persone (una donna in questo caso, o tantissime come in altre consuete drammatiche situazioni), vittime di un sistema perverso quanto inaccettabile, fatto passare per “normalità”. Una notizia passa, crea un’indignazione momentanea e poi tutto ritorna come prima (o più di prima); qualcuna intelligente come te ne parla, ne discutiamo, e poi il silenzio fino alla prossima vittima. Ma finché non capita a noi direttamente, cosa riusciremo a fare… non lo so, dovremmo urlare di più (o sarà sempre uguale?). Potremmo allargare il discorso sulla manipolazione di massa con i media… ma è un altro post.
        Ti leggo sempre con piacere ! (chissà se basterà)

  14. Topper ha detto:

    Non so se è vero ma ho letto che avrebbe potuto salvarsi dall’impiccagione se avesse negato il tentativo di violenza. Non lo ha fatto, pur sapendo che sarebbe andata incontro alla morte. Una lezione per il mondo intero che va oltre la denuncia. Spero almeno, ma ne dubito, che non dimenticheremo.

  15. […] LA GIUSTIZIA DEGLI UOMINI | SHERAZADE2011 […]

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