Don’t give up

mai di domenica.
Scelgo giorni improbabili e sempre all’ora di pranzo perché a Roma, per chi non lavora il pranzo resta un rito e chi lavora scappa e fugge.

Sono andata a Ikea. Non sono una patita né di Ikea né tantomeno di quel formicaio brulicante di formiche rosse fameliche pronte a mordere sia quel che sia purchè con il massimo sconto

Nella strada obbligata per l’uscita mi sono fermata dubbiosa davanti al menù della tavola calda quando mi sento interpellare da un signore vestito in modo ‘dignitoso’ molto avanti con gli anni che sorridendo mi chiede se può invitarmi a mangiare qualcosa con lui.

Ci sono circostanze nelle quali mi è difficile svicolare e nello stesso tempo l’istinto non si mette in allerta. Dunque non alzo il mento e non assumo l’atteggiamento che sottende ‘Ma chi t’ha cercato’ detto alla romana.
Guardo dinuovo questo signore e gentilmente, ma in modo incerto, gli dico che non avevo intenzione di fermarmi e che preferivo andare a casa direttamente. Eppure non mi sembrava neppure che lui stesse chiedendomi implicitamente che fossi io a offrire…

E’ bastata la mia esitazione perché lui mi spiazzasse dicendomi che era chiaro che sarei stata sua ospite e comunque gli avrei fatto un ‘regalo’ ‘prezioso’ accettando perché era stanco di cercare in quella bolgia l’antidoto alla sua solitudine che si risolveva sempre con un pasto alla tavola calda.

Vada per un’insalata. In mezz’ora ho avuto tante ragioni per vergognarmi.Allo staff politico al completo e senza fanfare farebbe bene andare e sentire conretamente la mille realtà, la quotidianità di solitudine e ‘soglia di povertà’ in cui cadono troppe persone. Ma son tutti nati ricchi e si sono scordati, vergognadosi, delle loro origini neppure troppo lontane?
Un ex insegnate di scuole medie, 85 anni portati molto bene, sua moglie che poi era tutta la sua famiglia morta l’anno scorso.
Il professore passa le giornate tra libri e ricordi e come terapia si costringe ad andare tra la gente convinto che questo sia anche un modo per non isolarsi troppo. Pranza solo ma oggi era l’anniversario della morte della moglie ed io gli ero parsa una ‘signora davvero perbene’.

Ha pagato assolutamente lui il conto. Ci siamo abbracciati senza scambiarci i numeri di telefono.
Ho pranzato con uno sconosciuto. Tutto è finito com’era iniziato nella falsa illusione di un luogo non luogo.

Forse ho fatto male. Doveva finire diversamente?
Voi cosa avreste fatto?

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59 thoughts on “Don’t give up

  1. viola ha detto:

    Pensa se capitava un uomo della tua età , vedovo, bello e ricco avresti dato anche il numero di cellulare 😀 , in questo caso é un atto di solidarietà verso una persona anziana , e mi raccomando se vai di nuovo al Ikea potresti magari rivederlo di nuovo e sta volta offriresti tu il pranzo 😉 buona serata .un sorriso 🙂

    • sherazade ha detto:

      Violetta, sono talmente ‘perbene’ che uno della mia eta, bello e ricco lo avrei mandato stizzosamente a quel paese ‘Ma per chi mi ha preso, dica un po!’

      sherabbraciebuonacenaViolettadelmioensiero

      • viola ha detto:

        Guarda che sterzavo nè , lo so che sei di animo gentile e sensibile … poi i uomini della tua età nella maggior parte dei casi offrono pranzi solo alle ventenni , si dice che é la crisi di mezza età XD buona cena cara .

  2. Topper ha detto:

    Meraviglioso pensare, anzi vedere che al giorno d’oggi possano accadere cose simili. Forse era giusto che finisse così. E forse è anche più bello.

  3. sherazade ha detto:

    Viola anche io scherzavo. Hai ragione sulle tendenze dei cinquantenni a rivolgersi alle fanciulle in fiore ma…il mio compagno ha dieci anni meno di me 😉

    sherasifaquelchesipuò

  4. cat ha detto:

    You did not do wrong … this was a lovely thing to do, Sher … I suspect, if you wouldn’t have had lunch with him … he would have thrown himself off a bridge or something that very day … http://www.youtube.com/embed/Ttxt3jlSqOQ?rel=0 … just saying … Love, cat.

  5. Elena ha detto:

    Probabilmente avrei fatto come te. E ne sarei stata contenta, hai pranzato con una bella persona e lo hai anche reso felice

  6. Francesca ha detto:

    Personalmente, credo che tu abbia fatto bene, sei stata gentile e questo signore mi ispira una grande tenerezza… benché ovviamente mista a una punta di malinconia. Al tuo posto avrei fatto lo stesso 🙂

  7. Eleonora ha detto:

    Avrei fatto come te, esattamente come te.

  8. zuccazoe ha detto:

    Sei stata coraggiosa ad accettare l’invito e sarebbe bello se queste cose accadessero più di frequente…

  9. tramedipensieri ha detto:

    Forse avrei fatto la stessa cosa
    .forse
    io vado molto ad istinto

    Secondo me hai fatto molto bene. Lo penso davvero.

    buon domani
    .marta

  10. katherine ha detto:

    Hai fatto bene e lo sai. Ti sei lasciata guidare dall’istinto, quell’istinto che ti ha fatto capire quanto quell’uomo avesse bisogno di compagnia e di una parola buona. Gli hai fatto un regalo bellissimo e molto raro, ultimamente: un po’ del tuo tempo e della tua comprensione. Bravissima!

  11. Laura ha detto:

    Che bello, hai fatto bene, avrei fatto la stessa cosa, che tenerezza quel vecchietto, mio papa’ ha 83 anni, e’ vedovo e me lo coccolo tantissimo, la solitudine e’ una brutta cosa, hai un grande cuore Shera, ma lo sapevo gia’, baci cara, buona giornata per domani! ❤

    • sherazade ha detto:

      Laura, l
      a solitudine è una orribile cosa sopratutto per i nostri VECCHI: Gli ‘anziani’ sono come i ‘diversamente abili’ comunque estranei alla società. Al terzo piano della mia palazzina abitava una signora che è morta a 103 anni, Trapassato il marito ha vissuto 20 sola con la badante e noi inquilini che a turno la andavamo a trovare. Le piaceva molto il cocomero d’estate e l’inverno il mio passato di zucca.

      sheratebuondomani

  12. Rebecca Antolini ha detto:

    Questo dipende dalla sittuazione, io non faccio differneze fra uomo ricco e uomo povero … credo non sarei andato da mangiare con lui per il fatto che sono sposata.. e evito gia di natura incontri di pranzo con estrane.. ma vollevo dirti una cosa ogni anno invitiamo a natal una persona a mangiare con noi lo ospitiamo un giorno a casa nostra.. fin ora abbiamno 3 volte chiesto una persona anziana che vive per le strade.. i cosi detti barboni.. ma erano sempre giorni speciali con racconti che toccano il cuore.. non importe come siamo vestiti ma cosa siamo dentro.. Pif

    • sherazade ha detto:

      Pif
      capisco il tuo punto di vista. Non credo tuttavia che sposata o non faccia la differenza negli atteggiamenti gentili verso il prossimo.
      Invitarlo io a casa? Anche questa sarebbe stata una soluzione ma tutto succedeva in ‘quel’ momento e le reazioni sono state quelle.

      sheraciaociaociao

      • Rebecca Antolini ha detto:

        Mio marito dice a volte si vendiamo tutto apriamo un spizio per barboni e cani abandonati.. 😀 lo so se potrei io darei a tutti una mano

  13. acasadisimi ha detto:

    Buongiorno cara amica! è un piacere rileggerti per me!!! dopo un mio lungo periodo di latitanza eccomi qua…speriamo…sai è stato un periodo “no” ma capita…..mi sei mancata! un bacio!
    Simi

  14. cucinaincontroluce ha detto:

    Hai incontrato un signore… ce ne sono ancora pochi. Avrei agito esattamente come hai fatto tu, seppur con estremo imbarazzo (perché io sono una che si imbarazza facilmente). Brava. 🙂

    • sherazade ha detto:

      ccontroluce
      non che io sia poi così spavalda. La situazione e l’espressione serena di quella persona hanno fatto il resto.
      Del resto è impossibile, credo, poter dire cosa faremmo noi in una data circostanza finchè nn siamo noi ad affrontarla concretamente.

      sherancheattègraziedeicomplimenti

  15. alicearienta ha detto:

    io avrei accettato esattamente come hai fatto tu magica sherazade sempre di grande umanità e sensibilità.
    Ecco poi ieri ho pensato a te per un premio sulla curiosità.. se vuoi leggi qui :…
    http://viaggiosottocasa.com/blog/2014/10/01/mia-curiosita/
    un abbraccio a presto spero ! alice di viaggiosottocasa
    p.s sei in dolce comapgnia con vagoneidiota

    • sherazade ha detto:

      Alice, grazie dei complimenti che, insomma, a chi non fanno piacere sotto sotto?
      Ti ho risposto sulla ‘nomination’ e mi scuso anche se vagoneidiota che ammiro molto non mi spinge a cambiare ideuzza.

      sherabbracci

  16. ergatto ha detto:

    complimenti ! Non ci si parla piu’ per egoismo, per paure, per diffidenza… d’altra parte leggendo i quotidiani … Anch’io conosco gente ridotta cosi’ , ancora in gamba ma sola, ogni tanto una spaghettata e 4 minchiate rasserenano il cielo !! 🙂

    • sherazade ha detto:

      er
      si è sfaldata la famiglia in mille rivoletti si corre non certo al mare ma al marasma (ammazza oh come so’ brava a giocà co le parole).
      Del resto cosa resta se non i centri commerciali e i famigerati Bingo? Pare una scemenza ma anche i musei a pagamento per gli ‘over’ è uno schiaffo alla vecchiaia.

      sheragrandetristezzancorpiùoggi

      • ergatto ha detto:

        i vecchi sono un peso per tutti soprattutto per l’inps: proporrei una strage assoluta oltre i 60 anni acciocchè favorire l’immigrazione clandestina che è “linfa” vitale secondo i piu’ intelligenti. 🙂

  17. il barman del club ha detto:

    va bene la prossima volta te lo offro io il pranzo…
    Comunque una storia “bellissima”, si potrebbe scrivere un racconto…

    • sherazade ha detto:

      Tu sei Maestro. Ti cedo i diritti d’autore.
      Ma dici pranzo pranzo eh nn l’insalata come ho fatto io per nn fare spendere e una bottiglietta di acqua minerale 😉

      ps. sto guardando la seconda serie di Orange is the new black. Conosci? Pas mal

  18. il barman del club ha detto:

    a proposito di diritti d’autore, guarda he non scherzavo… io lo scrivo!

    • sherazade ha detto:

      vadi dotto’ se poi stile Montalbano i lettori volessero visitare i luoghi degli accadimenti sarò lieta di fare la guida.
      e se servisse consulenza nella stesura….

      • il barman del club ha detto:

        ah! ah! ah! ah! ah! buona questa. Il problema è che lo farebbero davvero.
        Pensa che ci sono delle gite organizzate per vedere il “mulino Bianco” della Barilla, invece che le meraviglie intorno ad esso, visto che si trova in provincia di Siena, non so se mi spiego… 🙂

  19. sherazade ha detto:

    barmanne

    auguriamoci che presto xlì passi xqui (calambourino 😉 scemino

  20. crimson74 ha detto:

    Forse a volte è meglio che le cose vadano così: un incontro fugace, ed un incontro che resterà prezioso… anche se in una situazione analoga, io forse il numero l’avrei chiesto…

    • sherazade ha detto:

      Crimson
      è tutto stato così imprevisto. Detto poi da te che ti professi abbastanza solitario riaccende i miei dubbi,
      Era una persona talmente piacevole e forse ancora più da apprezzare la sua riservatezza, non credi?

      sherallaproxcomevaconinternet

  21. sallychef ha detto:

    Anche io avrei accettato, molto prima di te. Per fortuna ha trovato la forza e il coraggio di rivolgerti l’invito.
    Se vedo persone sole ai tavoli, mi viene voglia di andare a tenergli compagnia. Mi capita di sbirciare in sala, non riesco a trattenermi e trovo il pretesto per uscire dalla cucina e avvicinarmi a loro.
    besos
    Sally

    • sherazade ha detto:

      Sai sallyina?
      Noti mai sempre più coppie nn importa l età che mangiano senza scambiare un parola?
      Anche quella è solitidine del cuore.
      sherabuonvenerdi

      • sallychef ha detto:

        siiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii e sono angosciata quando i loro occhi si incontrano ma non vedono nulla, non c’è sguardo.Ci sono coppie che alla fine parlano solamenre dei figli oppure tacciono.
        Se hai provato la solitudine, gran brutta bestia, la cogli nell’aria.
        besos e buon fine settimana
        Sally

  22. TADS ha detto:

    Ikea… il libretto delle istruzioni te l’ha dato??? 😀

    in un mondo civile ciò che tu hai fatto sarebbe consuetudine, anche se trovo un po’ fuori luogo il tuo affermare che se fosse stato un 50enne l’avresti mandato a stendere. La solitudine non è un fattore anagrafico.

    TADS

    sei tu quella in foto con la pezza sulla fronte???

    • sherazade ha detto:

      TADS

      dovevo soltanto prendere di importante soltanto la fodera per la poltrona (Ikea). Quella si mette su senza istruzioni 😉
      Perchè un 50enne no? Forse pro-vengo da una generazione dove ce prova ‘n po’ tutti?

      No, penso che un o una 50 enni al di la delle possibilità economiche possa ancora ‘sfruttare’ una rete familiare oppure – e questa è una grande risorsa – dedicarsi a un qualche lavoro socialmente utile e, magari, essere lui ad accompagnare il mio vecchio signore a pranzo fuori e diventarci amico.
      Mi piace parlare di me e senza vantarmi sia chiaro. Ho collaborato con il tribunale dei minori e per alcuni anni il mio gruppo ospitava per il we i bambini.
      Adesso collaboro con Telefono rosa che si occupa di donne vittime di violenza.
      Credo ci siano molti modo per una persona fisicamente attiva per nn sentirsi drammaticamente sola.
      Non c’è soluzione, un colpo di spugna per il vuoti affettivo ma aiutare chi sta peggio di noi ci può almeno per un po’ fare sentire ‘importanti’.

      sheramaquantomielemmmegliochiuderequi

      ps prima no, nn ero io ma ora sì e gli occhialetti fuxia sarebbero una bella accoppiata con la tua montatura rigorosa 🙂

      • TADS ha detto:

        sicuramente fare qualcosa di buono per gli altri non nuoce alla salute, personalmente considero la solitudine una fedele e preziosa compagna di vita ma comprendo il fuggirla di molti

        sì… i nostri occhiali possono, accoppiarsi 😀

        • sherazade ha detto:

          TADS
          credo, timidamente, che la fragilità di un vecchio non sia la tua (o la mia) e poi, ovviamente ci sono persone e persone. Vedi? per esempio tu usi il blog – anche qui timidamente penso – come luogo di discussione che NON è certo quello dei centri commerciali.
          In qualche modo, senza sopravvalutare, noi qui ci parliamo. Certo mettere insieme il pranzo con la cena ancora nn ci siamo arrivati ma in compenso c’abbiamo gli occhiali pronti ad accoppiarsi 😉

          sherarieccoceccheteparevaripiove

          • TADS ha detto:

            sono stato eccessivamente sintetico, credo che la solitudine abbia un valore, se vissuta come lo stare in compagnia di se stessi.

            chi sta bene con se stesso apre temporanei spazi al resto del mondo, chi sta male con se stesso cerca di fare l’esatto contrario, anzi, subisce i momenti di solitudine come un fastidio tra una socializzazione e l’altra

            una persona anziana, sola, ha un problema diverso, il peso del passato è nettamente superiore alle aspettative future, a volte il futuro è semplicemente domani o la prossima settimana. Il bisogno di socializzazione nasce da esigenze diverse. Il non poter far progetti riduce il dialogo ai racconti, racconti vissuti come il bisogno di lasciar qualcosa a qualcuno, questo non è necessariamente una fuga dalla solitudine.
            Non so se mi spiegatti bello bello 😀

          • sherazade ha detto:

            oltre all’accoppiamento matrimonio ha da esser.
            Sintetico tu sintetica io avendo xfettamente ragionato al tuo stesso modo.

            sheradoppioinchinomaxchemesoncadutil’occhiali 😉

  23. luigi ha detto:

    hai fatto bene..certo che se fosse stato Giorg Clunei, gli avresti dato pure le chiavi di casa tua :)))

    • sherazade ha detto:

      Luigi
      ti ha detto male perchè a me clunei nn me piace. Eppoi a quest’ora se nn piovesse preferisco uscere e prendere il caffè col falegname del negozio accanto 😉

      sheramoooltisaluti

  24. sportelloutenti ha detto:

    Ci sarei rimasta secca e sicuramente gli avrei anche io risposto sgarbatamente all’inizio, poi non so magari avrei accettato. Non so ma certo mi sarei vergognata dopo la spiegazione, ma solo dopo del mio atteggiamento.
    Bella esperienza.
    Elisacheancheleieraall’ikeamatorino

  25. vagoneidiota ha detto:

    Stavo ascoltando conya doss e ti ho letta.
    Ho letto di te e del tuo strano pranzo.
    Quel che ho provato è stato quel che si prova quando si spengono improvvisamente le luci.
    Brancolare nel buio, il cuore che sussulta, il petto che spinge e le pupille che provano ad orientare l’attenzione.
    Poi, all’improvviso, una malinconia che scivola giù come un mantello, una lunga ombra.
    Ho avuto per un attimo voglia e necessità di piangere.
    Forse le tue parole, la storia, la musica. O, forse, tutte queste cose assieme.
    Adesso, guardo fuori da un finestrino mentre il mondo scorre e la luce è di nuovo accesa.
    Eppure vedo un uomo, distinto signore, la sua tristezza poggiata su di un tavolo, di fronte al sorriso di una donna che ha saputo regalargli un attimo, un momento di respiro.
    Quello vero.
    Grazie per me. Per lui.
    Conya doss – damn that

  26. sherazade ha detto:

    vagone
    conya doss paradisiaca! Heaven!
    E’ stato il mio senso di impotenza difronte a quell’invito a lalsciarmi tanta tristezza. Incapace di essere più presente quanto bastava per chiedere io un suo recapito.
    Meglio così? continuo a chiedermelo.

    grazie a te caro sensibilissimo amico per le tue dediche.

    sheraffranta

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