chiedimi se sono felice

(Hermann Hesse da Poesie Romantiche)

Io ti chiesi perché i tuoi occhi
si soffermano nei miei
come una casta stella del cielo
in un oscuro flutto.

Mi hai guardato a lungo
come si saggia un bimbo con lo sguardo,
mi hai detto poi, con gentilezza:
ti voglio bene, perché sei tanto triste.

l'amorosaSally

Ma poi sta di fatto che l’Estate ti carica di aspettative, di quelle tue e di quelle degli altri ed io non riesco mai a sfuggire la fatidica domanda ‘..e tu dove vai?’
Una felicità da fast food, mordi e fuggi, a scadenza, io non riesco a concepirla eppure devo dire che sì, vado, e devo anche andare perchè comunque alla fine mi sentirei come di avere sciupato questi giorni anche se sdraiarmi in penombra tutto il giorno, uscire come i gatti la sera, cambiare angolazione per guardare il cielo e…Si viaggiare!

Ma, piuttosto, ricordate la strabiliante missione lunare americana del 1969? Il primo allunaggio? Ebbene da tempo circolano illazioni – che spesso ispirano inchieste e libri verità sulla presunta “non veridicità” dell’impresa. L’ultimo in ordine di tempo a tornare sul argomento è stato il regista americano Burt Sibrel, che ha tentato di intervistare sulla questione l’astronauta dell’Apollo 11, Edwin “Buzz” Al drin, uno degli uomini che parteciparono al primo volo sulla Luna. L’intervista di Sibrel – che da anni indaga sulla vicenda per dimostrare che l’allunaggio degli americani sarebbe solo il frutto di una invenzione della Nasa, messa a punto per ingannare i russi – pare non abbia dato l’esito da lui sperato.

Se così davvero fosse ‘no luna no party’,  addio sogni di gloria la Luna resterebbe lì a incantare gli artisti,  un mistero a vantaggio degli innamorati (e mio).