vampate tremule

Dove sono volate le colombe e dove si sono insediati gli ovi e gli ovetti di cioccolato che abbiamo ingurgitato (ammettiamolo foss’anche con gli occhi) in questi giorni di resurrezione della carne?
Anatomia di un delitto che è andato consumandosi sotto gli occhi di tutti oppure in separata sede, per mantener desta una tradizione che quanno c’è da magnà, ‘inzomma, ce sta tutta.
Ammettiamolo l’accumulabile è finito nelle cosiddette maniglie dell’amore che poi sarebbero quelle degli uomini perché a noi donne scendono più giù, diciamo vanno a impinguare il deretano. O arrotondare i fianchi e li rende torniti e sodi affatto acchiappabili.
Si scompigliano i giochi ed i seni unico timone a mantenere la rotta.
Eppoi non c’è niente di più fuorviante nel dire che i pensieri libidinosi si accoppiano con maggiore fluidità se supportati dal cibo, no! l’afrodisiaco non c’entra affatto se il partner non ci mette del suo.
No! non quel del ‘suo’ che penseranno facendo l’occhiolino i lettori maschili, io parlo di savoir faire, di affascinazione, di magia di colori perché poi ci pensiamo noi donne a sdrammatizzare con un ‘oh mio ddio non mi ricordo niente’ e sappiamo benissimo che tutto resterà se(o)gnato.

Lasciami sciolte le mani
e il cuore, lasciami libero!
Lascia che le mie dita scorrano
per le strade del tuo corpo.
La passione – sangue, fuoco, baci –
m’accende con vampate tremule.
Ahi, tu non sai cosa significa questo!
(……)
Lasciami libere le mani
e il cuore, lasciami libero!
Io solamente ti desidero, io solamente ti desidero!
Non è amore, è desiderio che inaridisce e si estingue,
è precipitare di furie,
avvicinarsi dell’impossibile,
ma ci sei tu,
ci sei tu per darmi tutto,
e per darmi ciò che possiedi sei venuta sulla terra –
come io son venuto per contenerti,
e desiderarti,
e riceverti!
Pablo Neruda