Domande scomode.. relax

Scrive Hesse:”…tutto il visibile è espressione, tutta la natura è immagine è linguaggio e colorato geroglifico…sono fratello di tutto ciò che ammiro e che sperimento come mondo vivente; della farfalla, dello scarabeo, della nuvola, del fiume, dei monti; perché lungo il cammino dello stupore sfuggo per un attimo al mondo della divisione ed entro nel mondo dell’unità, dove una cosa, una creatura, dice ad ogni altro.
“Tat twam asi” (“Questo sei tu”).

Rileggendo questo suggestivo passaggio (niente avviene per caso) mi sono interrogata con non poco sgomento se,  nella rozza sciatteria del quotidiano,  Hermann Hesse potrebbe ancora accendere un barlume concreto di speranza fugando l’orrore e lo sconforto insito nella risposta che sorge immediata:

“Tat twam asi”
“ ..sì, ma cosa?”

Credo di avere bisogno di tempo, mi sono smarrita.

Libertà l’ho vista svegliarsi ogni volta che ho suonato

L’amore è…un grande casino? un casinò? una roulette ru(o)ssa?

L’amore dura irragionevolmente, ed è amore, finchè non si comincia con i distinguo, finisce quando ci si accorge dell’impossibilità di avvicinare l’altro-a al nostro sentire più profondo.

Questi pensieri mi sono tornati attuali sollecitata da un post di Signorasinasce (http://signorasinasce.wordpress.com/), appunto, sull’amore al quale io mi sono agganciata con il mio pensiero.

“Signora, quella che tu chiami ‘eternità’ io ho sempre saputo (e riscontrato) quanto fosse autentica nella sua ‘temporalità’.
Io ammetto la reciproca buona volontà se si è da subito onesti, ma proprio questa onestà è la lancetta che segna il tempo.
L’intesità è il mio ‘per sempre’ in amore. Infatti non ho più voluto convivenze dopo un matrimonio di un anno e un figlio.
L’amore e la passione e anche la condivisione intellettuale si espletano al loro meglio praticando il motto “Ognuno a casa sua”. ”

Cinismo? No, esperienza di vita di una ‘me’ donna da subito libera forse un po’ Don Giovanni.
Coerenza verso me stessa, chiarezza con gli interlocutori. Assoluto rispetto per mio figlio, poi tutto il mondo, hanno guidato la mia vita che non vi è dubbio, andrà avanti per questa strada.

Cavallette non ottava piaga ma risorsa

‘Basterebbe che ognuno di noi occidentali stesse un paio di giorni alla settimana senza mangiare carne per migliorare sensibilmente la salute del nostro pianeta e le condizioni di vita di chi – oggi per sua sfortuna – abita nel sud del mondo. ‘
La frase – forse semplicistica ma di sicuro impatto – è di Paul McCartney l’ultimo degli Scarafaggi ancora vivente. Una piccola iniziativa con un grande peso specifico sul bilancio etico-energetico della terra. Al di là delle piû o meno meritorie scelte individuali, l’ispirazione collettiva si lega a un possibile ma obbligatorio scenario alimentare futuro.

Dentro il futuro gastronomico della terra, infatti, la carne – rossa o bianca, d’allevamento o selvatica, biologica o da allevamenti intesivi – è un lusso (ua cultura) a termine. Né potrebbe essere diversamente, se è vero che un terzo della produzione agricola mondiale serve a nutrire gli animali da macello e che ogni kg di bistecche vale 15.000 litri d’acqua. Un rapporto insostenibile di cui tenere molto conto per porre velocemente un rimedio.

Meno carne nel menù settimanale, propone Sir Paul. In cambio di cosa?

Le risposte sono tante e variegate. Si può cominciare scegliendo di essere vegetariani, modificare ulteriormente il proprio pensiero diventando vegani e poi (ma qui io vedo, perdonatemi, una formula estremizzata quasi punitiva,) crudisti.
Il piacere del buon cibo non può essere vissuto come una colpa da espiare, bisogna soltanto modificarci alle nuove condizioni, alle nuove sensibilità che per fortuna si stanno aprendo un varco.
‘Ma la carne fa bene ai bambini, la carne rossa fa sangue, iai vecchi un brodino di piccione ridona le forze’.
La nostra grande astrofisica Margherita Hack era l’esempio eclatante che non è così. Non solo lei era vegetariana ma, addirittura lo erano prima di lei i suoi due genitori. Dunque neppure una donna in stato interessante ha necessità di carne rossa per partorire …una donna tanto intelligente quando longeva come MH.

Sappiamo per certo che le proteine vegetali sono un cibo eccellente a tutto tondo, carta vincente nelle argomentazione dei vegetariani: più legumi e meno polli, insomma e, aggiungo io entrando in un campo che conosco poco ma che i ‘sapientoni’dibattono,, possibilmente non ogm.

Ma gli irriducibili carnivori devono pazientare per la la messa a punto della carne di laboratorio, unica consolazione possibile per chi ha fatto di hamburger e barbecue il proprio pilastro culinario: la consistenza pare sia ancora un po’ stopposa e il gusto è passabile solo se mascherato da salse e salsine. Si dice che sia solo questione di tempo. Chi vivrà vedrà.

Tra i quasi 900 milioni di persone che non mangiano abbastanza e i quasi 700 milioni di obesi che mangiano sicuramente troppo, ma quasi sempre anche cibi pessimi, bisognerà pur trovare un punto di equilibrio.
Tra cavallette e finti hamburger mettiamoci d’impegno con quel che abbiamo.

RICETTA : CAVALLETTE FRITTE
ingredienti per 4 persone:
-12 cavallette
-olio
-farina
-staccare la testa alle cavallette e rimuovere le ali
-buttatele in olio bollente dopo averle impanate nella farina
-prendere un piatto da portata, adagiatevi le cavallette croccanti e servite ben calde agli ospiti possibilmente ignari.

Io le ho assaggiate in Mexico e…insomma! L’ignoranza è stato il mio salvacondotto.

Sebben che siamo donne (paura non abbiamo…

“Polemiche e consumatori divisi negli Stati Uniti dopo la scelta dell’azienda XY di abbigliamento di mostrare come modella, per una pubblicità di lingerie,

l’attrice 62enne Jacky O’Shaughnessy

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Dunque non sono mancate le polemiche negli Stati Uniti per tale pubblicità con tanto di didascalia enfatizzata: «Il sexy non ha una data di scadenza».
Una decisione che ha diviso e generato dibattito anche sui social networks moderni maitres à penser (non si muove foglia che web non voglia). Taluni hanno bollato l’idea come “non attraente” , altri invece hanno esaltato il messaggio lanciato dal marchio. E del restoho letto che la stessa azienda nel 2012 aveva pubblicizzato, testimonial la stessa attrice, una linea di abbigliamento
Mi domando, scusate, passata quella ‘certa età’ non esiste più moda? Tutto si deve risolvere con i pannoloni e l’attak per la dentiera?

Nella foto ‘sotto inchiesta’ si vede questa signora di 62 anni portati egregiamente posare con un reggiseno e mutandine rosse, seduta in modo rilassato, pudico, in una posa che richiama lo joga.

Gli anni di vita e le aspettative di vita si sono talmente allungate da convincere molti Stati a spostare a 67 anni l’età pensionabile, con qualche lieve variante. In Italia è così.
Per la maggioranze delle donne l’età pensionabile non è certo una passeggiata. Al momento di tirare i remi in barca e godere un po’ la vita ecco che si ritrovano per lo più a fare il secondo mestiere (gradito quanto ti pare ma impegnativo) di nonne e/o a seguire i vecchi genitori ultra ottantenni perché la vita si è allungata per tutti, nella buona e nella cattiva sorte.

Considerando che a metà dell’Ottocento Flaubert descrive Emma Bovary come una donna attraente ‘ a dispetto dei suoi trentacinque anni’ di strada ne abbiamo fatta. Oggi mediamente una donna tra i 35 e i 38 anni  (tralasciamo qui le implicazioni socio-economiche)  ha il primo figlio ed è nel pieno della sua bellezza.
A 50 anni i tabloid ne esaltano la ‘prorompente’ vitalità,  ne contano, come medaglie, la lunga serie di toy- boys (non è così per tutte, ovviamente le donne ‘normali’ non destano attenzione e dunque se non a livello di pettegolezzo di quartiere se ne sa poco). Mirabili e (invasive, aggiungo io) interventi chirurgici tirano qua e gonfiano là. Le donne con il cervello che funziona , comunque, con diete sane e palestra o movimento, davvero non dimostrano l’età anagrafica.

Per tornare alla querelle che agita l’America che non ha niente a cui pensare, tutto questo polverone si alza, per assurdo, proprio ora che, sembra al momento “a sua insaputa”,  Illary Clinton, classe 1947,  potrebbe correre per la presidenza americana evincere visto che i sondaggi la danno, ora, al 77%.

Per quel che mi riguarda, da donna libera, attenta ad alcune regole di vita sana, che con i sessant’anni deve cominciare a prendere dimestichezza, sia pure con qualche privilegio, penso che sia troppo facile strattonare la copertina dove fa comodo, soprattutto quando si tratta di criticare le donne.

Eppure,  in questo momento mi viene in mente l’allegria contagiosa della risata, dell’inconfondibile voce, dei colori sgargianti di una Sandra Milo ultraottantenne e penso che ognuna di noi può fare quel che si sente, sapendo che però servono spalle larghe perché per le donne di qualsiasi età basta un nonnulla e il dileggio l’offesa aperta riferita alla sua fisicità  è la forma più semplice, diretta e meschina per tentare di svilirla.