anoressia una bestia affamata

Leggevo ieri che una nota ‘maison’ ha inaugurato una nuova linea ed ha già aperto  cinque ‘store’ (negozio pare brutto?) a Milano.  Chi se ne frega, diremmo tutti in coro se non fosse che per plaudire a questa vittoria l’anno reclamizzata con questa immagine

anoressia

Così mi sono detta che nonostante le tante battaglie intraprese per cercare di responsabilizzare anche il settore della moda al  dramma dell’anoressia che oggi colpisce ormai non soltanto le ragazze ma anche i ragazzi in odore di notorietà, ebbene questa foto dimostra che i cosiddetti canoni di bellezza patinata a cui fanno riferimento molti giovani insicuri non sono campiati e, anzi, guadagnano proseliti.
E’ per questo che vi ripropondo (mi scuseranno quelli che già hanno letto e ‘corposamente’ commentato un mio post del 2011.

“Cattivi esempi”

Ho letto recentemente della disapprovazione pressocchè generale  che ha colpito, senza affondare,  il  programma ‘America’s Next Top Model 2011’, vinto da una ragazza talmente magra da alimentare (ironia delle parole)  le proteste di quanti  sostengono  che questo reality  – che dura da oltre dieci anni e di  cui sinceramente non conosco le  regole –   unito ad un’ esaltazione della magrezza come simbolo di bellezza,  diffonda un messaggio fuorviante che pesa soprattutto sulle adolescenti che nell’ emulare questo  ideale estremo di magrezza,  approdano, incoscientemente e spesso anche troppo tardi per correre ai ripari,   agli orrori  dell’anoressia dalla quale se ne esce, quando se ne esce, con il fisico e la psiche minati per sempre.
 Non che le altre concorrenti fossero in carne, ma Ann Ward, una stangona diciannovenne di Dallas alta 1.87,  raggiunge appena i 45 kg, sì, quarantacinque chili!
Sin dalla  presentazione l’agosto scorso. il  reality aveva fatto parlare di sé a causa di uno promo in cui uno dei giudici mostrava tronfio alle telecamere, come riuscisse a fare combaciare le mani intorno alla vita di Ann, commentando  estasiato: “Ha il girovita più piccolo del mondo“.

Immediate le pubbliche scuse e le lacrime da coccodrillo da parte degli organizzatori, supportate dai comunicati stampa di alcuni grandi ateliérs, con l’affermazione che – al contrario – il fine dello show sarebbe quello di proporre  un modello/e  “plus-size” che prenda  le distanze  da quello scheletrico esaltato dai diktat dell’alta moda..
 La vittoria (vittoria?) di Ann Ward  conferma al contrario, che sono menzogne e che la haute couture per esprimersi in passerella ha bisogno di aironi dagli occhi affossati  enfatizzati dal troppo trucco di passerella, anoressiche o sulla via per diventarlo.
 Ann, la magrissima Ann, appresa la vittoria ha esclamato:  “Sono così onorata in questo momento!” forse considerando anche che, cosa non da poco, oltre alla gloria, si porta a casa dollaroni in contanti,  un contratto con ‘Cover Girl’ e un’altro  con la ‘IMG Models’ e, per la prima volta nella storia del reality, apparirà in  una copertina di ‘Vogue Italia’.
A me resta una domanda. Ann non sarà davvero troppo magra? Non sarebbe più onesto vestire una Barbie telecomandata al posto di una mannequin/manichino  pelle e ossa?
Non esiste una via di mezzo tra i sorrisi distorti di labbra snaturate,  ‘tettone’ settima misura e un vitino di vespa che racchiude 21 grammi di anima? O via via questa nostra anima, bene prezioso, sempre più donne la svendono al diavolo (veste Prada?)  nel sogno di un malsano, fuorviante,  desiderio di piacersi e prima ancora di piacere agli uomini che le esibiscono come auto di lusso (e poi i loro sogni erotici li condividono con la  classica ‘casalinga di Voghera’?).

MI sono documentata ecco a voi una foto della vincitrice 2013,  Joudan  Miller, e ditemi se questa ragazzina non è anoressica con il placet generale. Cattivi esempi ma anche tanta malafede nel dire e non cancellare dall’immaginario  questo modello  distorto e malato della bellezza femminile.

Annunci

60 thoughts on “anoressia una bestia affamata

  1. semprecarla ha detto:

    Una persona a me carissima ne ha sofferto ed io di riflesso … È un calvario che non da tregua e non va mai persa di vista per evitare che attacchi a tradimento.

    • sherazade ha detto:

      Vedi Carla quanto sia attuale?
      E quanto distorti certi modelli imposti dalla moda e da donne sempre più magre ma che “Non faccio nulla, mangio di tutto, è un fatto di metabolismo”.
      Maddove? non si diventa scheletriche mangiando il giusto.

      sheraadietaferreataglia44

      • semprecarla ha detto:

        … Infatti … Io se mangio e non mi muovo non resto certo esilina … Lotto per perdere qualche kg in più, ho ripreso a correre, ma non soffro la fame. La bellezza, quella che conquista il mondo, non si calcola a etti o taglie ma in simpatia, intelligenza, ironia, sensibilità e dolcezza. Nella fotina piccina pesavo 48 kg, adesso sto sui 55 ma mi amo lo stesso. Un bacio e grazie per il post che hai scritto, andrebbe letto da tutti. Baci

  2. Moralia in lob ha detto:

    Triste verità. Ma non credo che questa campagne servano a molto se non cambiano i modelli di riferimento.
    Ciao Shera

    • sherazade ha detto:

      Infatti Moralia,

      sono i modelli di riferimento che non cambiano,che ipocritamente demonizzano (tra il dire e il fare…) e molte ragazze si mettono in competizione con il loro corpo perchè non hanno gli strumenti per risolvere diversamente il loro piacersi interiore.

      sherazadegraziemolte

  3. sherazade ha detto:

    Carla, diciamo anche che per la salute è meglio avere qualche chiletto in meno che troppi in più. Ma qualche chiletto e sorvegliare la bilancia non significa soffrire la fame.
    Come sto dicendo io di me, scherzando, quando arriva ‘la prova costume’ mi metto a ‘dieta ferrea’! Ma sono tre chilucci della mia taglia 44 che devo smaltire 😦

    Io temo per la salute dei (maschi e femmine) più giovani e sull’impatto che certo modelli possono avere sui più insicuri.

    sheraunabbraccioegrazie

  4. crimson74 ha detto:

    Io non so che pensare… non capisco nemmeno da dove venga questa ‘fissazione’ per le diete, con le degenerazioni che ne conseguono; di sicuro non dalla voglia di piacere al proprio uomo, credo: per quanto la pubblicità continui a imporre certi ‘modelli’, è abbastanza risaputo che agli uomini le donne troppo magre non piacciono… guardate per esempio le ‘bellezze da calendario’, piuttosto che le attrici ‘hard’: vi sembrano magre? No di certo… con questo non voglio dire che le donne debbano campare per piacere a noi, per carità, però, boh, se vogliamo anche il ‘piacere’ all’altro sesso credo conti qualcosa…

    • sherazade ha detto:

      crimson

      bene bene questa volta sei stato molto più ‘generoso’.
      Io credo cmq che per gli uomini valga un po’ il doppio binario nel senso che non vi è dubbio che su una donna (moderatamente) magra gli abiti o per esempio i costumi da bagno o le magliettine attillate rendano meglio ma è anche vero che in ‘certe’ occasioni abbracciare qualcosa di più morbido sia più piacevole.
      La realtà è che davvero si va a modificare noi stessi dove è più facile e dunque tentando di piacere tout-court senza risolverci dentro.

      sheradessoxl’appuntoadietaferreaxtroppefrappe

  5. melodiestonate ha detto:

    io ammazzerei questi stilisti che metteno a dieta ferrea le ragazze x sfilare, io sono senza dubbio per le donne in carne……purtroppo è un problema grosso e non sempre finisce a lieto fine……bellissimo post..un bacio cara

    • sherazade ha detto:

      eccoti Melo’
      la moda è fortemente colpevole perchè si aggiunge ad un profondo, forse dilagante, stato di insicurezza dell’oggi.

      sheratuttobeneconlabelva?daichetiricambieràprestissimocongioiaeaffettuosità

  6. Francesca ha detto:

    Apro parentesi: ho visto le prime edizioni di “American next top model” e ricordo come la conduttrice, Tyra Banks, fosse piuttosto suscettibile a riguardo… voleva a tutti i costi bellezze naturali, non importava taglia. Lei stessa non è magrissima. Credo che in qualche edizione sia andata avanti – quasi alla fine se non fino in fondo – alcune ragazze dalle curve più morbide. Certo, alla fin fine ha quasi sempre prevalso la ragazza magra… ma così… Così è veramente assurdo. Forse sarà cambiato dalle prime serie a questa, che mi lascia piuttosto basita. Questa ragazza fra l’altro, così magra (sono andata a spulciare qualche foto), mi da un certo senso di sofferenza… ha un bellissimo viso, ma è veramente troppo magra. Chiusa parentesi… La foto che mostri è dello stesso tenore della modella di American next top model: se non fossi consapevole del problema che c’è sotto e dell’anoressia in particolare, la troverei bruttina e basta. Invece mi fa anche abbastanza rabbia, appiattita com’è su questo modo distorto di vedere la bellezza femminile. Forse venderebbero pure di più se certi negozi/store fossero più “clementi” con i loro potenziali clienti. Io sono una 48 e non posso comprarmi un cappotto, ma non tanto per la mia taglia, quanto perché ho le spalle da una della mia altezza. Normalissima fra le cose. Perché far arrivare un cappotto alla 44 e poi… boh, il baratro? Che poi, per come sono le mie spalle difficilmente possono dimagrire. Non molto almeno. Fa lo stesso, di cappotti ne trovo altrove. Però il messaggio di rifiuto c’è sempre e se porta una come me a cambiare negozio, cosa porta a fare una persona più influenzabile/sensibile? Sarò banale, ma la domanda rimane la stessa… e il pensiero non cambia. Nel mio caso non posso nemmeno dimagrire per entrare in quel benedetto cappotto – qui si rifiuta proprio la persona per come è fatta. Ok la smetto con lo sproloquio 🙂

    • sherazade ha detto:

      Franci
      la fotografia che apre il post l’ho fatta io dal giornale da dove ho ricavato la notizia dei nuovi store(s).
      L’ultima è quella della vincitrice del concorso per il 2013.
      La foto centrale e il post precedente si riferiscono al 2011.
      Visto che questo è un discorso di ‘donne’ ti dirò che io vestiti di oltre 15 anni taglia 42/44 che mi entrano tutt’ora mentre oggi se vado in un negozio stramazzo al suolo perchè mi sta pelo pelo una 46 pur essendo io sempre la stessa.
      Perchè? perchè secondo me la moda tende a farti sentire in colpa (o a risparmiare tessuto).
      Inolte io ho un seno bello prosperoso e le spalle ‘rubate all’agricoltura’, diceva mio padre, e anche qui mi chiedo dove quelle donzelle con quei senoni siliconati trovino la loro taglia.
      Insomma, dai, teniamoci i nostri mugugni che è molto ma molto meglio.

      sherabacissimialsapore(trapoco)difrappediCarnevalesisisivaleccome

      ps. il rifiuto alla persona, come dici tu parte sopratutto oggi dall’insicurezza dei giovani e dalla manipolazione dei media

      ps del ps. ho scritto da Lupetto che ho visto Vin Diesel…non sono d’accordo con te a me sembra un grosso manzo pompato 😦

      • Francesca ha detto:

        Si infatti, sto bene come sono, cerco di mangiare meglio e mi sono messa a dieta per questo… per guadagnarci in salute… E per il cappotto, pace. Ho l’armadio pieno… che se lo tengano 🙂
        ps. ‘sta cosa delle donzelle siliconate me la sono sempre chiesta. Com’è che vogliono tutte le donne abbondanti di seno e in giro non si trova un reggiseno decente? Mistero

  7. Ma porca….! Non bastano già tutti i problemi con cui dobbiamo confrontarci quotidianamente? Non basta la nostra già risaputa fragilità? Eh no, dobbiamo anche sentirci grassi, non piacerci, considerarci “non abbastanza”! Di certo non dico che la moda debba ispirarsi esclusivamente a persone “in carne” ma che diamine, scegliere una modella più vicina alle persone comuni no? Che senso ha star lì ore a parlare con i ragazzi se poi questi sono i modelli a cui si ispirano?

  8. katherine ha detto:

    Io ho avuto diverse alunne malate di anoressia in terza media. Non credo che pensassero già a diventare modelle, erano troppo piccole. Una è stata in fin di vita e si è ripresa per miracolo. Oggi è è una giovane donna laureata e sposata, ma credo che non avrà mai figli perchè il ciclo si era bloccato irrimediabilmente. L’anoressia è una gran brutta bestia e, ovviamente, il fatto che i mass media ci propinino modelli esageratamente magri non aiuta di certo. Al giorno d’oggi, quando si tratta di guadagnare, l’essere umano non conta più niente, è solo una macchina per fabbricare soldi.

    • sherazade ha detto:

      Kt
      tu parli da un osservatorio importante: quello degli adolescenti.
      Però da quel che si legge (baby prostitute 14/15 di direbbe che le bambine pensino molto alla moda ed ai modelli che questa propone.
      Del resto immagino che anche tu avrai notato l’abbigliamento le unghie, i capelli, lo smarth phone sono dettagli da piccole adulte.
      Questo è quello che osservo andando a prendere di tanto in tanto la mia nipotina che fa la terza media.
      Certo oltre ai modelli, cattivi esempi, l’anoressia esprime un forte disagio psicologico, la richiesta di attenzione e di amore e non sempre i genitori sono assenti in questo processo, anzi.

      sherabuonanottemuoiodisonneelapioggiacontinua…

  9. lilasmile ha detto:

    E’ una cosa bella il fatto che tu parli di questo argomento delicato. Ci vuole una sensibilità particolare per capire il “dramma” che si cela dietro questo ragazze magre.
    Ti lascio un sorriso che il tuo già l’ho visto ed è sincero. Lila

  10. il barman del club ha detto:

    è sempre il solito discorso: il mondo è pieno di “cattivi maestri”, ma sono sempre gli altri ha subirne le conseguenze…

  11. sherazade ha detto:

    barrrrrrman
    eggià, un po’ come in politica ;(

    sheramachegrandebellezzanoitalianimandiamoaput-bip-

  12. Mr.Loto ha detto:

    La cosa paradossale, parlando di semplice estetica, è che la maggior parte degli uomini apprezzano delle sane “curve” femminili! La moda è molto seguita dalle donne e, purtroppo, nel nome della moda le donne sono disposte a tutto…da sempre. Basta pensare a quando, nel 1800, stringevano i loro corsetti talmente tanto da deformare la fisiologia degli organi interni….
    Credo che, aldilà delle mode e dei cattivi esempi, manchi l’amore. Se un giovane arriva a morire di fame per sentirsi “bello”, apprezzato e quindi amato vuol dire che in realtà stà morendo di fame “d’amore”.
    ho scoperto da poco che una mia cara amica, che non vedevo da tempo, ha sofferto d’anoressia, è sopravissuta anche grazie all’arrivo di un bimbo che ha risanato qualche lacerazione del suo cuore e l’ha costretta a pensare a se stessa in modo diverso, ma se la guardi negli occhi ti accorgi che qualcosa dentro di lei si è spento per sempre.
    C’è bisogno di più attenzione per le persone, per quello che provano, per il loro bisogno di essere ascoltate, “sentite”.
    Un saluto.

    • sherazade ha detto:

      Grazie Mr.Loto
      quando scrivo qualcosa (senza pretese) che cerca di coinvolgere così compiutamente chi mi legge mi sento contenta.
      E’ quasi un miracolo che la tua amica anoressica abbia avuto un bambino perchè uno dei primi danni è proprio la scomparsa del ciclo mestruale.
      Fame d’amore, una forte richiesta di attenzioni. Comincia sempre con una 0semplice’ dieta per mettere alla prova la propria volonta e poi non basta e si allontana sempre di più l’obiettvio.
      Ho seguito impotente questo percorso al liceo ed ho visto in tre anni quasi svanire una mia compagna di classe.

      Saper ascoltare e se necessario anticipare il danno.
      Ma la moda i suoi diktat confinano con la malattia ed allora diventa più difficile.

      sheragrazieancoràbientot

      • Mr.Loto ha detto:

        Per onor di cronaca il bambino è arrivato dopo che aveva già seguito numerose terapie ed il suo peso aveva raggiunto standard “accettabili”; mi ha però detto che l’amore del suo compagno e la responsabilità nei confronti del figlio l’hanno aiutata a non ricadere nella stessa terribile trappola psicologica che l’aveva tenuta prigioniera per anni.
        In ogni caso, di tanto in tanto, i miracoli succedono se non si smette di crederci! 😉

  13. sherazade ha detto:

    Se il miracolo e ‘ opera dell amore, ebbene sì io credo ai miracoli.
    Sherahl’amour

  14. TADS ha detto:

    illustre Sherazade,
    mi permetto un commento “scomodo”.
    I canoni della bellezza, della moda e dell’estetica femminile tutta, sono dettati prevalentemente da gay, gay che riversano sul corpo femminile proiezioni oniriche e livori esistenziali. Si potrebbe addirittura parlare di “vendetta psicologica”, nel corso degli anni questi “soggetti” hanno posto in essere, nel mondo della moda, un vero e proprio martirio femminile, anni fa drogavano le modelle con l’eroina per mandarle in passerella con lo sguardo perso nel vuoto. L’anoressia nasce proprio in quegli ambienti, una nefandezza che ha impiegato poco a diffondersi tra le ragazze comuni. Non è un caso se l’unica stilista che ha avuto il coraggio di ribellarsi a questo squallido modus operandi sia una donna, Elena Mirò, le sue modelle partono dalla 44/46 e hanno stampato sul volto quella solarità che ogni ragazza dovrebbe avere.

    Purtroppo sarà impresa ardua rimuovere certi standard ormai radicati, bisognerebbe intraprendere un incisivo percorso educativo controcorrente.

    Buona giornata

    TADS

  15. sherazade ha detto:

    Buona giornata anche attè, TADS.
    Perchè dici ‘scomodo’. Lo trovo un punto di vista interessante al quale, personalmente, non avevo pensato che che ravvedo nei ‘modelli’ di molti grandi stilisti – quel che è peggio – dell’oggi.
    Ci fu negli anni ’80 una sfrornata di modelle icone di bellezza dalla ancor magnifica Cindy crawford, alla stessa Naomi Campell, alla giovanissima Carla Bruni a Carol Alt che tutto erano fuorchè pelle e ossa, anzi.
    Ma il tuo intervento mi ha sollecitato a cercare ancora e riporto qualche pensiero di una ricerca.

    “«L’anoressia non punta all’ideale della magrezza (che indubbiamente pervade il settore mass-mediatico), ma alla sparizione del corpo, cioè all’eliminazione dal corpo di tutta la carne e delle sue funzioni vitali. In altre parole l’anoressia punta alla morte, che è cosa incompatibile ed estranea rispetto alla magrezza.
    …«È sotto gli occhi di tutti che la moda esalta la magrezza, ma sarebbe riduttivo pensare che questo sia il solo movente di patologie così gravi e complesse, che trovano invece il loro fulcro nelle dinamiche familiari e relazionali.
    È altrettanto vero che in alcuni paesi l’esaltazione della magrezza ha assunto livelli superiori a quanto il buon senso e l’etica sopportino
    In altri termini, possiamo parlare di un fenomeno di globalizzazione che sta cercando di imporre un modello unico di femminilità valido ed esteticamente attraente in tutti i paesi del mondo …”

    grazie molteTADS.

    sheramagritrechilettinmenosarebbelaperfezione 😉

    • TADS ha detto:

      sai… nella mia vita ho imparato a diffidare delle cervellotiche elucubrazioni di psicologi e sociologi mediatici da discount. In questo Paese, in tutto l’occidente, NESSUNO avrà MAI il coraggio di imputare ai gay un disagio sociale. Sarebbe politicamente scorretto ed economicamente sconveniente. Quando un dottore non è in grado di stilare una corretta diagnosi, parla di “STRESS”, quando si vuole ignorare, scientemente, la vera causa di un male, si parla di involuzioni famigliari, scuola incompetente e tutto il cucuzzaro di ammorbante aria fritta.

      L’anoressia, il corpo ossuto fino al limite massimo gestibile, nasce sulle passerelle degli anni ’90, la generazione di indossatrici successiva a quella da te menzionata. Un “modello” estetico che nel suo divulgarsi ha prodotto un effetto domino. Oggi tale patologia è diventata un linguaggio, un modo per comunicare problematiche psicologiche, è vero ma trattasi di “adattamento” interpretativo/emulativo.

      Come ha già scritto qualcuno, il “riferimento”, “la “struttura” della donna proposta, è distante anni luce dall’immaginario erotico/estetico di ogni uomo etero e sessualmente sano (intendo privo di perversioni/devianze/depravazioni). Questo si chiama “imposizione” dei canoni, canoni voluti e gestiti da chi??? La risposta è semplice.

      TADS

  16. sherazade ha detto:

    ‘…In altri termini, possiamo parlare di un fenomeno di globalizzazione …’ e aggiungo io, che ovviamente implica ‘il’ Mercato.
    Quanto al discorso sulle responsabilità dei gay non capisco se oltre alla moda tu faccia riferimento ad altro.
    A mia avviso il liberarsi veramente da condizionamenti culturali sta nell’obiettività e dunque nella capacità di analisi libera da prevenzioni positive o negative.

    sheraciaoTADS

    • TADS ha detto:

      mi riferisco solo agli effetti collaterali della gestione dell’estetica, una gestione democraticamente opinabile, non ho assolutamente niente contro i gay, semplicemente ritengo abbiano pesanti responsabilità su questo fronte. NON essere omofobo NON significa accettare a testa bassa tutto quello che fanno, nemmeno incensarli come “soggetti infallibili”.

      ciauz

      TADS

  17. naffo ha detto:

    Buongiorno.
    Non sono convinto che l’anoressia come conseguenza di un modello di magrezza ossuta ed eccessiva nasca negli anni ’90, come dice TADS, penso invece che è solo da allora che se n’è cominciato a parlarne e parlarne è certo un bene, ma il problema esisteva già dagli anni ’60-’70.
    Basta pensare a Twiggy, che ha proposto una immagine della donna nuova, un canone rivoluzionario, che si contrapponeva a tutto ciò che prima di allora era una bella donna.
    Per farvene un’idea potreste guardare questa foto

    Non credo che alla maggior parte dei maschietti dell’epoca potesse piacere una donna tanto stiliforme e androgina, come non piace nemmeno ai maschietti contemporanei (per una volta non credo di essere un bastian contrario), eppure Twiggy è diventata un’icona, la prima a imporre degli standard fuori dalla portata dalla maggior parte delle donne,fuori dal buonsenso e pure dalle leggi della natura. E sono sicuro che molte delle ragazzette che volevano emularla abbiano martoriato non poco i loro corpi.
    Ora, premesso che non vedo alcuna omofobia in ciò che TADS scrive, premesso che anzi il suo punto di vista è interessante, mi pare eccessivo ipotizzare una “vendetta psicologica” da parte dei gay nei confronti delle donne, decisamente eccessivo. Anch’io diffido delle elucubrazioni degli psicologi da talk-show, ma nemmeno mi piace cercare una soluzione troppo semplice ad un problema complesso.
    Insomma è da secoli che le donne vengono martoriate dalla cultura patriarcale: i piedi deformati delle ragazze orientali, i vitini da vespa, la pelle sbiancata con la calce viva quando il pallore andava di moda, e in ultimo l’anoressia; questi sono solo i sintomi più superficiali di una degenerazione sociale antica. Non c’è alcun bisogno della lobby gay per umiliare la donna, noi “etero” ce la siamo sempre cavata benissimo da soli.

    Saluti a tutti voi.

  18. sherazade ha detto:

    naffo, hi!
    partiamo dal presupposto che, addirittura, sembra che Cleopatra soffrisse di anoressia e molte donne in odor di santità che avevano visioni trascendentali. Non so.
    Twiggy è un fenomeno inditto che perrcorre tutti gli anni ’60. Piano piano si rientrò a canoni meno famelici di modelle.
    Quanto gli stilisti gay abbiano influenzato questa visione non tanto della donna quanto del ‘manichino’ non mi azzardo a dire perchè, forse, sarebbe interessante per me andare più a fondo.
    Sicuramente oggi è diventato un fattore di bellezza globalizzata la donna androgina ma con due senobi e labbra a culetto di gallina (oggetto di soffisfacimento maschile?) Non solo per le giovanissime che corrono il rischio di ammalarsi ma anche per le donne in genere. Tutte sono magre e tutte, a loro dire, mangiano come lupi’E’ il mio metabolismo’. Il mio metabolismo di donna adulta che fa palestra e che mangia, sano sì, cercando di non ‘sgarrare’ non mi fa essere uno stecco.
    Che le donne nei secoli, e ancora oggi introppe parti del globo, siano state ‘plasmate’ o meglio mortificati da un immaginario maschile non vi è dubbio. Penso , arrivo a pensare, anche se non c’entrano nulla qui, alle mutilazioni genitali.
    Qualcosa è anche accaduto di positivo, ci è stata ricon osciuta l’anima e il diritto di voto, cerchiamo di andare avanti e, davvero, serve l’aiuto di noi tutte e tutti.

    sheràbientotavecplaisir

  19. naffo ha detto:

    Vedo che ci intendiamo: anch’io sono arrivato a pensare all’infibulazione e altri generi di mutilazioni, non l’ho scritto perché si va addirittura oltre alla presunta imposizione di canoni estetici; in questo caso siamo di fronte a una prevaricazione di genere, ad un’orribile angheria, in questo caso è forse anche più facile attribuire colpe e responsabilità. Ma c’è una connessione di cui vale la pena di parlare: la volontà di assoggettare “l’altra metà del cielo”, una storia che va avanti da un pezzo, più o meno da quando Lilith, prima moglie di Adamo, fu cacciata dal giardino dell’eden perché non ubbidiva al marito.
    Volendo continuare con i discorsi scomodi, in barba a tutto ciò che è “politically correct”, voglio dire la mia sul fatto che fashion è sinonimo di conformismo, anche e soprattutto per coloro che credono di distinguersi attraverso i loro status simbol, e che l’alta moda, vanto del nostro bel paese, altro non è che un settore semi-parassitario dell’economia. “Semi” perché ci sono comunque dei beni che vengono prodotti, ma i ricarichi e la speculazione sono tali che si può parlare a ragion veduta di soldi troppo facili. E i soldi facili, converrai con me, attirano tutti e i primi che raggiungono il bottino sono quei personaggi senza scrupoli e di dubbia moralità che ammorbano le imprese italiane. Questo per dire che se anche non sono sicuro che ci sia, da parte di chicchessia, l’effettiva volontà di creare una nuova generazione di anoressiche, non ho dubbi sul fatto che a questi stilisti, gay, etero o donne che siano, non gliene frega proprio nulla delle tematiche sociali di cui le persone attente e sensibili si preoccupano, come hai fatto tu in questo bel post. Il problema non è che qualche checca repressa voglia prendersela con le donne, può pure darsi che succeda, ma che la maggior parte di noi faccia il suo gioco, comprese voi donne. E’ qui che si cela il pericolo conformismo: Twiggy a modo suo era bellissima, di una bellezza inusuale per l’epoca che forse per lei era una vocazione e non gli riusciva troppo difficile, come a modo suo è bellissima Dirty Martini, che infatti ha tantissimi bavosi estimatori. Però se fossi donna non vorrei assomigliare né all’una né all’altra, nella migliore delle ipotesi finirei per essere una brutta copia e non credo che la mia autostima ne gioverebbe.

    Fatti non fummo per viver come Bruto, ma nemmeno come Olivia o Braccio di ferro.
    Fatti non fummo per assomigliare ad altri, ma solamente a noi stessi.
    E per chi non sapesse dove dimora il se stesso, vale la pena mettersi a cercarlo, percorrendo strade non battute da altri.

    C u next time. N.

    • sherazade ha detto:

      O bene! non conoscevo affatto Dirty Martini una bella donnona in carne molto volgarotta ma anche lei cavalca un sogno tutto al maschile.

      Io vorrei però aggiungere che ‘grasso non è bello’ ma per una questione salutistica: affatica il cuore, il fegato, la colonna. Come in tutto la via di mezzo 😉

      Per il resto al di là dell’anoressia come malattia da curare che ognuno sia libero di fare quel che più gli piace.

      sheramoltegraziepergliottimispunti

  20. giovanotta ha detto:

    che dire Shera, sarà che l’obesità hai suoi contro, sarà che trovo devastanti le immagini di seni rigonfi, labbra rigonfie anche su ragazze giovani, ecc. io tra le due -sbagliate- immagini preferisco quella di una ragazza magra. Le modelle si sa hanno sempre (o meglio da alcuni decenni perché prima non era così) un fisico da grissino, chi intraprende quella ‘carriera’ penso sappia a cosa va incontro, i sacrifici, le diete ecc. evidentemente lo considerano un buon prezzo..
    (p.s. conosci la serie televisiva di Ally McBeal? io amo moltissimo lei e i suoi strampalati colleghi avvocati.. beh davanti o di profilo è un’assoluto asse di legno! eppure ha acciuffato un bonazzo come Harrison Ford! per dire ..:- )ciao

    • sherazade ha detto:

      Gio’
      no! harrison Ford prima di cena no! mi scombussola l’appetito anche se…insomma gli anni passano anche per lui 😦
      Di Ally McBeal più di tutti ho apprezzato Brothers and Sisters sopratutto per la genialità irriverente della trama.

      A essere serie, la troppa magrezza e le bambolone al silicone sono la faccia della stessa medaglia.

      Io è una vita che vorrei essere piallata ma cmq fa lo stesso non credo che Harrison Ford sarebbe mai passato da Monte Sacro 😉

      sherachedicisabatosepodera’fare?

  21. naffo ha detto:

    Shera,
    Ovvio che grasso non è bello, ho citato l’estremo opposto come un altro esempio che NON dovrebbe essere seguito. Dirty Martini è eccessiva anche per i miei gusti elastici, tuttavia è una bella cosa che una donna obesa sia riuscita a proporsi addirittura come sex symbol, è un bel messaggio per una adolescente angosciata da un paio di chili di troppo; a scanso di equivoci: il messaggio non è che puoi sempre fare la ballerina di burlesque, ma che, qualunque imperfezione tu abbia, è pieno il mondo di persone che ti troveranno irresistibilmente bella. Non si tratta di scegliere fra l’obesità e l’anoressia, ma di accettarsi senza dannarsi troppo l’anima. Sul piano sociale la questione è complessa ma a livello individuale credo che qualunque ragazza a rischio di disordini alimentari abbia bisogno di questa rassicurazione.
    Tornando sul tema del conformismo e ancora parodiando gli spot della Apple, il mio passatempo preferito, aggiungo

    Citando Walt Whitman:
    «[…] che il potente spettacolo esiste e tu puoi contribuire con un verso.» Quale sarà il tuo verso?
    N: Ancora non lo so, spero mi sia concesso ancora tempo per pensarci, fino a questo momento sono stato distratto dall’incessante coro dei belati.

    Adesso la smetto di romperti, almeno fino alla prossima occasione.

    Ciaociao.

  22. luigi ha detto:

    nel mondo si combatte l’obesità, giustamente, ma poco si fa contro l’anoressia…cerchiamo di stare in mezzo, e andrà tutto bene :)))

  23. Andrea Magliano ha detto:

    E pensare che nel passato la donna per essere appetibile doveva avere i fianchi larghi ed essere in carne! Una delle attrici che più adoro, per talento e fisicamente, è la quasi mia coetanea Jennifer Lawrence proprio per le sue linee un po’ più morbide e quella che oggi per molti è l’imperfezione. Gli estremi (anoressia e obesità) sono fortemente dannosi nel mondo moderno e soprattutto diffusi non più solo alle ragazze, ma anche a tanti ragazzi che soffrono per l’appunto di questi disturbi di alimentazione. La società dell’immagine è assai pericolosa e produce mostri aberranti… Sul mio blog, avevo messo alla berlina i maschi da spiaggia (se ti interessa ‘Alfa’) stufo di questa omologazione deviata. Non conoscevo il reality citato nel post, angoscianti alcune foto!

    ciaosheraciao 🙂

  24. sherazade ha detto:

    oh Abdrea!
    la ‘tua’ J ennifer Lawrence e il ‘mio’
    Bradley Cooper de Il lato positivo 😉
    Sai, però, la donna ad anfora con i fianchi larghi era sinonimo di facili e molte procreazioni e dunque una ragione c’era.
    Non ho letto, perdonami, il tuo Alfa ma mi metterò subito in pari.

    sheracmqdiciamolochepuretunellafotina…nientemalmessohohoh

  25. TADS ha detto:

    vorrei fare alcune precisazioni in merito agli scritti di Naffo

    l’anoressia come fenomeno sociale negativo esplode negli anni ’90, io non amo andare fuori tema e quindi eviterò di esprimere giudizi approfonditi in merito al martirio delle donne. L’infibulazione, le torture estetiche orientali, i bustini del ‘700 e via andando, sono biasimevoli, antichissime espressioni “culturali” e di costume in aree ben definite. Il paragone non regge.

    Definire semplicistica la colpevolizzazione dei gay sulla anoressia è manifestazione di miopia analitica. La mia riflessione in merito è molto più articolata e complessa di quanto possa apparire, soprattutto lo è più di quelle interpretazioni elementari espresse attraverso parkour dialettici.

    I gay gestiscono e dettano i canoni della bellezza femminile, questo potere alimenta notevolmente la possibilità di porre in essere rivalse, chiamiamola “sindrome della dissacrazione”, “delirio della manipolazione estetica”. Gli omosessuali vedono nelle donne un elemento di “distrazione”, un ostacolo verso l’agognato popolo maschile, concettualmente le odiano, fingono di amarle per meglio gestirle. Per loro poterle plasmare, destrutturare, condizionare sino all’annientamento, è una vittoria epocale che sancisce quella superiorità ritenuta ovvia. La magrezza esasperata, gli improbabili trampoli, le calze bandite anche in inverno, la depilazione intima (poco apprezzata dagli uomini), ecc. ecc. Sono, tecnicamente, nuovi strumenti di tortura diffusi in tutto l’occidente. Concezioni che nel momento in cui diventano moda creano, possono creare, effetti collaterali devastanti, come l’anoressia e altre patologie. Ribadisco un concetto già espresso nei commenti precedenti, I gay che gestiscono questo potere materializzano proiezioni e visioni oniriche. Gli uomini tendono ad essere maschilisti, i gay sono misogini, non bisognerebbe mai dimenticarsi di questo.

    Non intendo colpevolizzarli a 360°, ritengono che su alcuni fronti abbiano forti responsabilità sociali, come tutti coloro che hanno il potere di creare “percorsi” di massa. Il fatto che l’anoressia sia diventata, nel corso degli anni, una espressione di autolesionismo e di comunicazione estrema di disagi psichici, non li assolve affatto. Il fatto che l’anoressia esistesse già nella antica Roma non è un attenuante, al limite è un aggravante aver contribuito alla sua diffusione fino a farne una piaga della società moderna.

    mi scuso per la prolissità e cordialmente saluto

    TADS

    • sherazade ha detto:

      TADS,
      La storia del martirio delle donne l’ho tirata fuori io x evidenziare (era un inciso) che poi è da sempre nella cultura maschilista umiliare il corpo della donna sia per imprigionarla che per plasmarla.
      E che Cleo’ fosse anoressica non so dove né quando l’ho letto mentre certamente nelle sacre scritture e nelle biografie agiografiche delle sante vi è il digiuno estremo come mortificazione della carne. E svenimenti e visioni ne sono la spettacolarizzazione. Ma questo vale anche per gli asceti.

      L’anoressia prese visibilità con la comparsa e l’esaltazione della modella Twiggy nei primi anni sessanta e fu un fenomeno planetario di costume legato alla moda. (Oggi sul web la si può vedere qual’è: una paciosa signora di 64 anni ben in carne. Forse un po’ dimessa.)
      Fu una frattura definitiva con i vecchi codici estetici che ha lasciato un segno profondo nella nostra società e costruito un modello irreale e patologico di donna, seminando sofferenza, disagio psicologico e frequentemente morte. Perchè l’anoressia prolungata porta anche alla morte.

      Cercando di emularti (!) vorrei sottolineare tutti insieme alcune considerazioni che emergono leggendoci : prima, il modello Twiggy, è ambito dalle donne (e nelle giovanissime diventa patologia) ma niente affatto gradito dagli uomini;
      seconda, questo modello è imposto solo dagli stilisti di moda;
      terza, – but not least – e interessante constatare che tutte le altre forme d’uso (sfruttamento) del corpo femminile inclusa la pornografia, ricorrono alla tradizionale immagine di prosperosità.
      Ora, però, se l’algida anoressica mannequin, non piace agli uomini; se i pubblicitari ed i porno-produttori seguitano a proporre con evidente ritorno l’immagine tradizionalmente morbida della donna; se ci si è accorti (seppur colpevolmente in ritardo) che il modello “top model” rinforza e promuove l’anoressia perché dalla moda seguita ad essere imposta questa tipizzazione femminile?

      Tu hai dato la tua risposta, sicuramente interessante e attendibile ma alla quale mi hai colto impreparata.

      Ho voluto documentarmi, sviscerare questo post un po’ superficiale, una sorta di chi va là nei confronti di questa malattia sempre più diffusa, e ho avuto riprova anche delle tue teorie che vedono nel monopolio gay della moda la spogliazione della donna della sua fisicità sessuale che diventa competizione.

      E chiudo, ringraziandoti TADS per avermi pungolata, con un richiamo a Oliviero Toscani:

      “Di recente il celebre fotografo Oliviero Toscani, cui è stata insensatamente vietata una campagna contro l’anoressia, ha detto: ”La moda è in mano a omosessuali che non amano le donne e pretendono degli attaccapanni; le donne cascano in questo tranello pensando di dover diventare esattamente come i modelli di queste elucubrazioni omosessuali degli stilisti della moda. Con questo nessuno è contro l’omosessualità, ma ogni modo di essere può provocare dei problemi”.

      sheradessodevoberèuncaffèchèiltramezzinoèdiventatountramezzoinvalicabile

  26. sherazade ha detto:

    Anzi è oltre modo lusinghiero continuare a discutere diffusamente e in modo organico.
    posso pensaci fino a domani? Graxie Tads
    Sherahsoloilsonnorinnovailpensiero

  27. Mélanie ha detto:

    sujet dramatique, vital… j’ai hésité et évité de cocher “like”… 😦

    • sherazade ha detto:

      Ciao Mélanie, tu es bien?
      I believe to that anoressia is e beast, the product of loveless and bad models.
      I apprecciated that you didn t ‘Like’ this post.

      sheràbientotciaodeRome

  28. Io leggo solo tanta tristezza e solitudine. Da mamma sono molto preoccupata per il futuro delle mie due bimbe, questa società dà esempi troppo brutti.
    Hai fatto benissimo a trattare l’argomento… troppo spesso si dimenticano certe cose!
    Buona giornata
    Manu

    • sherazade ha detto:

      Manu
      le preoccupazioni devono sempre esserci in noi genitori ma stanne certa gli esempi, quelli che i nostri figli finiranno per seguire, magari con qualche reticenza e ribellione – che ci stanno – sono quelli che sapremo dare noi con i nostri comportamenti.

      E sopratutto oltre a tanto amore e attenzioni molta autorevolezza: io diffido di chi dice (perdonatemi) di quelle madri, sopratutto, che si dicono amiche della propria figlia o figlio. No, questo crea equivoci.

      sheraunabbraccioegraziedavverodellatuapresenzaqui

  29. acasadisimi ha detto:

    complimenti! condivido a pieno ciò che hai scritto!

    • sherazade ha detto:

      Grazie Simi tu e chi sctive di cibo ha anche il dovere morale di sottolineare l importanza di una sa na e gustosa alimentazione.sherabaci8

      • acasadisimi ha detto:

        hai ragione, sai, ti sembrerà strano ma nonostante io metta tante ricette gustose, in casa mia seguiamo una dieta ferrea, io non sono la classica cuoca cicciottella , anzi tutt’altro vado a correre per 10 km tutte le mattine e i miei figli e mio marito sono a stecchetto. Credo fermamente nella sana alimentazione e infatti non riesco mai a proporre quelle “porcate” ricche di grassi che ci si aspetta in un blog di cucina! ciao cara e buona serata!

      • sherazade ha detto:

        Nn sarei Simi tanto draconiana. Qualche trasgressione ci deve essere. La nostra? Cotolette alla milanese. ..wuesta sera ma accanto spinaci all agro.
        Concordo sui pochi confimenti. Sì alle spezie. Ma tanto ci siamo capite!
        Shera

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...