Oscar 2014

‘Dallas Buyers Club’, di cui – mi cito, abbiate pazienza – ho parlato in un precedente post, sicuramente e il film migliore tra quelli che ho visto candidati agli Oscar.

Adesso mi vedo costretta ad ammettere che questo mio giudizio vacilla dopo ‘12 years a slave’ che li bypassa tutti, incluso l’osannato Scorsese di ‘The wolf of Wall Street’, diventando nella mia personale classifica miglior film dell’anno valendosi di due interpretazioni impeccabili come quella di Micheal Fassbender, schiavista schizzofrenico preda di crisi mistiche, (splendida forma recitativa che certo non emergeva in Shame) e Lupita Ngonyo, schiava ‘oggetto’ delle foje bestiali del padrone. Purtroppo per loro non potranno vincere l’Oscar perché si dovranno misurare con due mostri sacri come Jennifer Lawrence e Jared Leto in stato di grazia suprema. Forse potrebbe farcela, invece, Chiwetel Ejiofor nella parte del protagonista.

‘12 years a slave’ (per fortuna che si comincia sempre più a mantenere il titolo originario chè molti film stranieri vengono tradotti con formule improbabili e respingenti). Un racconto crudo/crudele basato sul romanzo autobiografico di Solomon Northup, interpretato, appunto, da un bravissimo Chiwetel Ejiofor che concorrerà all’ Oscar per il miglior attore protagonista con Leo Di Caprio ‘The wolf of Wall street, e il mio favorito Matthew Mcconaughey ‘Dallas buyers club’.

Vorrei aggiungere, qui, una mia personalissima considerazione rispetto a ‘12 years a slave’. Dopo aver visto questo film credo che ognuno di noi dovrebbe interrogarsi ancora sul concetto di ‘morale’, quella che attiene a quei valori non confutabili oggi e che sono il frutto di conquiste spesso dolorosissime operate nel tempo e non sempre e non ancora universalmente riconosciuti. Nessuna analisi può essere dogmatizzata ma soltanto analizzata, perché semplicemente non può esistere una scala di valori slegata dal momento storico in cui la si decifra. L’orrore, la violenza, la sopraffazione dell’uomo sull’uomo, il tema della schiavitù viene qui riletto alla perfezione sottolineando l’ineluttabilità del ‘ruolo’ in cui, ‘bianco’ e ‘negro’ si ritrovano a misurarsi.

Solomon, nato libero cittadino nello Stato di New York (anno 1841) rapito e venduto come schiavo al Sud, improvvisamente deve fare i conti con la sua sopravvivenza di schiavo e dunque adattarsi alla bestialità del nuovo status, fingersi ignorante, non fare trapelare la sua cultura e soprattutto non lasciare trapelare di sapere leggere e scrivere.
La regia di Steve McQueen (Shame e Hunger ) con qualche lentezza, è perfetta nei silenzi e dunque inutile e fuorviante anche solo parlare di fare un paragone con Django di Tarantino, dove la spettacolarizzazione della schiavitù riconduce il film, appunto, al mo(n)do di vivere e realizzare i suoi progetti (di Tarantino!).

Che sia basato su una storia vera non importa. Nessuna morale né un finale consolatorio come ci si potrebbe aspetterebbe.

Il processo intentato da Salom Northup contro i suoi rapitori e aguzzini ha una conclusione desolante, nessun colpevole affidato alla giustizia ma una sola  grande imputata:  la Storia e fu proprio la ‘questione morale’  sullo schiavismo uno dei motivi scatenanti  che portarono  alla guerra di secessione americana e, a seguito della vittoria degli Stati dell’Unione,  lo schiavismo divenne illegale in tutti gli USA,  praticato ancora qualche anno clandestinamente   e poco dopo definitivamente abolito.

Sappiatemi dire. Non lasciatemi sola con i miei concioni.

 moderne schiavitù

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19 thoughts on “Oscar 2014

  1. Rebecca Antolini ha detto:

    di film io purtropo non mi intendo 😐 non vado al cinema e guardo rarissimo la tv …

    • sherazade ha detto:

      Ma tu sei peerfetta, nulla è indispensabile sopratutto la televisione, lo dice spesso anche Sally che mi guarda stupefatta immobile gli occhi fissi su…bho

      sheraunabbracciofreddolino

      • Rebecca Antolini ha detto:

        hahahahah …. sai una cosa capita che noi tutti anche Tatanka guardiamo il documentario cose ch ci interessano… dovresti vedere, magari uno di noi Gianni e io alziamoci per andare in bagno o in cucina e ci mettiamo davanti la tv… lei Tatanka sposta la testa sinstra e destra per non perdersi nulla… ecco qui vedi ch e tv dipendente 😆

  2. sherazade ha detto:

    bene bene terrò Tati informata, allora.

    sheraciaociaociao

  3. sabato83 ha detto:

    Andrò a vedere in settimana 12 anni schiavo, e ti dirò la mia…

  4. il barman del club ha detto:

    sui film niente da dire perché sono tutti interessanti, volevo però fare un solo appunto sulla famosa guerra di secessione, dove l’abolizione della schiavitù era soltanto una questione economica tra Nord e Sud,
    perché se penso all’infinità di masse operaie ridotta a condizioni disumane costretta, per forza o per necessità, a lavorare nelle grosse fabbriche del Nord degli Stati Uniti, mi viene da chiedermi dov’è il confine tra schiavitù vera e propria per quanto inaccettabile, e un altro tipo di schiavitù risolta con un salario da fame e con le stesse condizioni umilianti. Ho divagato lo so, si parlava di film, e allora senza ombra di dubbio il mio preferito è “Dallas Buyers Club”, troppo originale e nello stesso divertente.

    • sherazade ha detto:

      Barman
      le tue domande sono le mie ma qui di questo film parliamo. Non ho volutamente messo il trailer del film ma la foto della bambina e il mio ‘moderne schiavitù’.
      Tu parli di operai sfruttati io aggiungo le decine di milioni di bambine e di donne mai liberate.
      E cmq viva Dallas buyers club e anche al cinema che per un momento ha tralasciato spy, thriller, fanta per ridarmi(ci) storie corpose.

      sheàbientotiseiscrittoaritroviamoci?

      • il barman del club ha detto:

        ma certo ci mancherebbe, io mi sono circoscritto solo alle cause della guerra di secessione, perché a quelli del Nord giravano le palle che quelli del Sud avessero mano d’opera gratuita. Le guerre nascono sempre per questioni economiche. Mentre ritornando al film, io penso che sia una metafora dell’attuale situazione dei neri. Allora era impossibile che ce ne fosse uno come il protagonista, così hanno girato la sceneggiatura in modo tale che il salto temporale risulti attuale, in modo da imprimere nel pensiero collettivo la ragione di un razzismo impossibile da debellare, soprattutto nel 2014 dopo quasi 150 anni di lotte. E oggi che le questioni economiche hanno fatto scoppiare un’altra guerra, sono sempre i poveri a rimetterci, nonostante l’evoluzione culturale della società…

  5. Mr.Loto ha detto:

    Purtroppo la schiavitù esiste ancora, solo che è ben mascherata. pensa alle prostitute, private dei documenti o minacciate facendo leva sui loro affetti familiari, pensa a certi lavoratori sfruttati fino alla morte … la cosa peggiore è che, troppo spesso, lo spirito umano si adatta e si rassegna anche alla schiavitù.
    Buona settimana.

  6. sherazade ha detto:

    Mr:Loto
    di questo stavo scrivendo a Barman :”..io aggiungo le decine di milioni di bambine e di donne mai liberate.”
    Parlavo prima con il mio falegname la cui figlia è in Cina per uno stage universitario.
    Vogliamo accennare ai miliardi di cinesi in stato di schiavitù che muoiono per superlavoro a vantaggio di Nike, Apple e, ora, anche del mercato italiano?

    sheracheneppureschiavad’amorèriuscitamaiadesseps buonissima settimana, qui sole e stanotte luna pienalucente

  7. Tina Di Benedetto ha detto:

    Beh, io intanto vado a vedermi Dallas buyers club…

  8. naffo ha detto:

    Non ho visto “twelve years a slave”, ma da come lo descrivi mi sembra interessante. Buon consiglio.
    Che dire della schiavitù? Basta astenersi da una critica seria e approfondita del consumismo e del modello liberista e il problema non si pone. Basta comportarsi come le proverbiali scimmiette omertose del “non vedo, non sento, non parlo” (…eppur son complice). Perché pensare a queste cose? Perché complicarsi la vita?
    “Think different, think nothing!”

    Ciaociao

    naffoilsarcasmoèundifettodifabbricanonpossofarcinulla 😉

    • sherazade ha detto:

      naffo
      “Think different, think nothing!”.
      Oltre a questo film, che sicuramente ha la funzione di un buon pasto completo 😉 (si sta a tavola ore e ci si alza soddisfatti) io continuo a privilegiare Dallas buyers club.

      sheracheleshimiettelevorrebbecongliocchiettivispibenaperti

  9. sherazade ha detto:

    Barman, siamo in accordo.
    Il razzismo però non è soltanto una questione americana, il razzismo è un pensiero che va oltre il colore della pelle e razzisti siamo stati noi piemontesi nei confronti dei primi meridionali che salivano al nord non a caso come bassa manovalanza alla fiat.
    McQueen è un regista complesso, poliedrico, e certamente quel che ci racconta e come lo racconta va oltre la rappresentazione lineare dell’autobiografia di Salom Northup.

    sheras’imbruttisceilpempoventoforte

  10. crimson74 ha detto:

    Shera, vado un attimo fuori tema… i G-Fast puoi ascoltarli qui: https://soundcloud.com/gianluca-g-fast-fasteni/sets/go-to-m-a-r-s/s-zwKHt

  11. Andrea Magliano ha detto:

    Devo ancora vedere ’12 anni schiavo’! Mi ispira molto e questo tuo articolo, nuovamente, non fa che aumentare la curiosità!
    Il tema è sicuramente delicato, ma fu una pagina importante della società americana in primis e un tassello importante nella lotta alla discriminazione. Sono poi curioso di fare un parallelismo con la trattazione (per quanto diversa) di Django. Una piccola precisazione sul regista: ha girato Hunger, non Hunger games 🙂
    Non ricordo se te l’avevo già chiesto. Hai visto Gravity? Personalmente lo consiglio vivamente e spero rientri nei favoriti per qualche premio. Da un punto di vista tecnico l’ho trovato impeccabile, capace di far provare la sensazione dello 0g; per il contenuto è una splendida metafora della nascita e della vita! Te lo consiglio vivamente 🙂

    carosalutosheragrazieperletuerecensioni!

    • sherazade ha detto:

      Andrea
      Grazie x avermi corretto su Hunger fu un lapsus.Anche io avrei voluto anslizzare più a fondo la stessa tematica sulla schiavitù di 12YEARS e Django ma nn mi piace allungarmi troppo x nn tediare chi legge.
      posso delegare te -;) ? keep me informed.
      Gravity l ‘ho visto ma…cmq vincere vincerà per gli effetti speciali e la regia, però nn mi ha entusiasmata. Anatema?
      Sherabbraccinterplanetari

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