Cure compassionevoli

Forse The wolf of New York  di Martin Scorsese con il magnifica Leo Di Caprio si accaparrerà molti Oscar perchè è un film routilante che ti tiene legato alla sedia e non ti lascia riprendere fiato e, tanto sono sempre stra ‘fatti’ i personaggi  che  alla fine esci dalla sala più sballato di tutti loro.

ma…

Dallas buyers Club per me è sicuramente molto più avvincente. Niente affatto pesante o palloso o – peggio – strappalacrime.
Racconta una storia realmente accaduta negli anni Ottanta e la lotta spesso borderline del protagonista di potersi curare oltre il lecito per avere accesso alle cosi dette cure compassionevoli.
Matthew McConaughey il ‘bello’ delle commedie americane, il fidanzato d’America per girare questo film è dimagrito di 15 chili ed è perfetto nell’irruenza da macho insospettabile e fragile nei momenti della verità.

La questione che si dibatte in questi giorni in Italia è attualissima ( cura Stamina, lasciando da parte le scorrettezze e i dubbi sui ritardi di giudizio o suoi giudizi affrettati del Ministero della Salute e sui detentori del non brevettato metodo): lo Stato ha l’autorità di vietare la cosiddette cure compassionevoli ai malati terminali sopratutto se queste pseudo cure (placebo) ritardano la morte spesso a vantaggio (illusorio, forse, del malato) della qualità della vita?

Andate a vedere questo film senza essere prevenuti come lo è questa recensione di Mymovie:
“Dallas buyers club è infatti un racconto sentimentale molto ruffiano, che cavalca l’esaltazione della reale battaglia per la conquista del proprio diritto alla vita da parte di un uomo che compie tutto il percorso da deprecabile fino ad adorabile, un eroe pieno di difetti e dunque ancor più amabile, decisamente meno interessante, complesso o profondo di quanto l’interpretazione di McConaughey non cerchi di farlo apparire.”

Ma delle persone comuni a chi importa? e su Ron Woodroof  invece hanno fatto un film…

e comunque a me è piaciuto.

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27 thoughts on “Cure compassionevoli

  1. cat ha detto:

    … don’t back down … smiles …

  2. Elisabetta Lelli ha detto:

    Cara Shera,

    ho notato (più volte), che Mymovies disprezza film molto belli. Sarà anche questione di gusto personale/individuale, ma pare vada molto e troppo di moda il cinismo, ultimamente… sbaglio?
    A parte questo, la recensione di Chiara Ugolini, al link http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/01/28/news/matthew_mcconaughey_all_oscar_non_penso-77125424/
    mi sembra davvero più esaustiva e ragguardevole.
    Leggi qui, Shera (svista grammaticale inclusa, – Cfr. “dov’essero” invece di “dovessero”… ma chi se ne frega?):

    “La sceneggiatura di Dallas Buyers Club è stata rifiutata 137 volte, la storia ha girato per vent’anni – racconta McConaughey, nella capitale insieme alla moglie, la bellissima modella brasiliana Camila e i figli – io ho letto la sceneggiatura cinque anni fa e ho scritto sulla copertina ‘questa storia ha le zanne e io voglio essere azzannato’ anche se non c’erano né il regista né i finanziamenti. Più e più volte abbiamo creduto di essere pronti per partire e poi i soldi non c’erano più. Anche cinque settimane prima di iniziare, quando io avevo già perso più di venti chili, i soldi non c’erano di nuovo più e sembrava che le riprese dov’essero slittare ancora una volta, ma io ho detto: ‘no, va fatto ora’. Poi un piccolo miracolo e i 5 milioni di dollari del film sono venuti fuori”.

    Ed ancora:
    “L’attore confessa di aver imparato qualcosa dalle vicende negative, esattamente come fu per Woodroof. “La morte di mio padre, ad esempio, mi ha sicuramente reso un uomo migliore. Poi un anno che ho passato all’estero dopo il liceo, avevo perso ogni mio punto di riferimento e ho dovuto solo concentrarmi su me stesso e cercare di capire esattamente chi fossi. La sofferenza in generale può avere un aspetto positivo; sia lungo la strada che poi alla fine della tua vita occorre riconoscere come alcuni guai possano essere educativi. La cosa migliore da fare è cercare di capire prima possibile l’aspetto positivo di un grande dolore”.

    SOURCE: http://www.repubblica.it/spettacoli/cinema/2014/01/28/news/matthew_mcconaughey_all_oscar_non_penso-77125424/

    Ben venga la compassione (cum+patior)! E, a questo punto, ben venga anche la sofferenza, quando ti fa comprendere il (vero) valore della vita!

    Un abbraccio e grazie, Shera!
    Eli

    • sherazade ha detto:

      Grazie Eli
      x avere detto tutto cio’ su cui io ho (volutamente) sorvolato perchè il film mi interessava farlo conoscere per la sua realizzazione.
      Il momento sotorico, e sopratutto nella puritana America era ed è tutt’ora molto guardingo rispetto a certi argomenti come, appunto, lìAids.

      Quanto a mymovie non so seguo ma mi affido a recensioni diverse e più attendibili dal mio punto di vista (Repubblica, anche).

      sherappenafattalaborsettacaldaxilfreddofredoooo

      • Elisabetta Lelli ha detto:

        Borsetta calda?? La sto preparando proprio ORA… eSSSSSSù…
        Recensioni Film? Le tue mi piacciono tantissimo! Molto meglio di quelle di MyMovies e anche di altre 🙂

        Ciao, SheraBorsettaCaldaComePiaceAncheAEli

  3. Rebecca Antolini ha detto:

    tanto tempo non vado al cinema… forse per il fatto che preferisco vdere il film in tv… o forse che io sono una che guardo pocco tv e filme.. lo guardo quando vene trasmesso in tv.. 😉

  4. Tina Di Benedetto ha detto:

    Concordo sul cinismo imperante!cosa che non sopporto minimamente, non a caso finisco sempre con il parlare delle cose che invece meritano di essere viste . Ho visto il trailer qualche giorno fa e mi ha davvero incuriosita. Andro’.

  5. giselzitrone ha detto:

    Wünsche dir ein schönes glückliches Wochenende liebe Grüße und Freundschaft.Gislinde

  6. sabato83 ha detto:

    Ti posso assicurare che MyMovies non è da tenere per niente in considerazione riguardo le recensioni. Ho visto film stupendi che loro disprezzavano.

    Certo, poi dipende dai gusti…

    Comunque è uno dei prossimi film che andrò a vedere. Ti farò sapere come mi è sembrato.

  7. giselzitrone ha detto:

    Schönes Wochende für dich liebe Grüße Gislinde

  8. wolfghost ha detto:

    In realtà non si tratta di vietare cure compassionevoli, casomai di impedirne di dannose o di inutili, se pagate dallo stato. E’ brutto farne un discorso economico, lo so, ma se i soldi sono pochi è meglio metterli su qualcosa che funziona anziché su qualcosa di inutile, giusto? 🙂 Comunque non sto parlando del metodo Stamina, non ne so abbastanza per azzardare un giudizio.
    Il film lo terrò presente 🙂
    http://www.wolfghost.com

    • sherazade ha detto:

      wolf
      Stamina è sulla bocca ditutti perchè vi è di mezzo una truffa “all’insaputa” del Ministero della Sanità cui non si è venuti a capo. I pazient che hanno manifestato a Roma manifestavano per la libertà di utilizzare quelle terapie adducendo miglioramenti e spesso pagando di tasca propria all’ “inventore”.
      Il film certo è incentrato sulle cure ufficiali alla loro applicazione anche in fase pressocchè sperimentale ma sopratutto sulla libertà di procurarsi (nel bene e nel male) alternative giudicate ‘illegali’ disponibili inStati limitrofi.
      Di fronte alla morte certa, ma qui entriamo in un altro campo più vasto (cure paliative, rifiuto alle cure, fine vita) ha il malato libertà del suo corpo o addirittura condividere le sue sperimentazioni dove le case farmaceutiche per mero non ritorno economico non ivestono nella ricerca?

      sheranonsomasopratuttononvorreiesserci

  9. Mr.Loto ha detto:

    Non l’ho visto ma quando i film sono tratti da storie vere di solito sono interessanti…perché la vita vera è molto più avvincente ed imprevedibile di qualunque bel romanzo!
    Un saluto.

  10. Mélanie ha detto:

    Martin Scorsese & Leo Di Caprio – 2 géniaux italo-américains, comme Bob de Niro & Al Pacino… HL=huge “like” & un abbraccio tolosano, Mélanie

  11. ipitagorici ha detto:

    Martedì questo, mercoledì Scorsese… e poi ripasso !

    • sherazade ha detto:

      ma ciaoooooo
      finalmente ho trovato un ‘inghippo’ per farti venire non una ma – spero – due volte!

      sherahahahahbuondivertimento

      • ipitagorici ha detto:

        Allora… per ora ho visto solo il film di Scorsese ed è effettivamente il solito bel film di Scorsese. A livello tecnico è pressochè perfetto, la scelta delle musiche, il classico montaggio “alla Scorsese”, l’interpretazione di Di Caprio e Jonah Hill, il “cameo” diMcConaughey…
        Un bellissimo intrattenimento, forse è di mezz’ora troppo lungo ed è davvero “d’impatto” e politicamente scorretto, però 5 euro ben spesi…

        Spero di andare a vedere in settimana DBC

  12. il barman del club ha detto:

    non posso giudicare perché non l’ho visto, ma mi fido dei tuoi gusti e in fondo la storia è interessante e correrò a vederlo… Ciao!

  13. Andrea Magliano ha detto:

    Ciao Sherazade, ho letto con piacere questo tuo post.
    Non ho ancora visto il film (lo scorso weekend è stata la volta di quello di Scorsese), ma spero di recuperare al più presto, soprattutto dopo aver visto il trailer e letto molto a riguardo. Per curiosità, leggevo che è molto favorito per l’Oscar (anche se personalmente ho apprezzato molto Gravity, che ti consiglio, una splendida metafora sulla vita e la nascita). Venendo ai discorsi seri sul diritto alla salute e alle cure, forse sarò troppo libertino, ma credo sia un diritto sacrosanto dell’uomo. Su Stamina si è fatto un gran parlare, ma anche in maniera inconcludente alle volte. Quello che mi spaventa è quando tale diritto è limitato da scelte ideologiche o religiose che impediscono il progresso tecnico-scientifico.

    Un salutone e una splendida serata! 🙂

  14. sherazade ha detto:

    ciao Andrea,
    grazie della tuo ‘corposo’ commento.
    Penso che The wolf of.. ti sia piaciuto è il classico filmone ineccepibile di Martin Scorsese e di Caprio ha fatto molta strada dopo il Titanic ma… io resto del parere che Dallas buyers club abbia, al confronto, un corpus di grande impatto con la realtà e a me questo piace.
    Credo che ogni forma d’arte abbia il dovere anche di rappresentare il momento, il contesto.
    Sulle cure paliative, alternative, sugli ‘intrugli’ a cui ogni disperato si aggrappa, purchè non vengano offerte con la frode, non sono vietabili. Ma mi rendo conto che c’è una contraddizione e mi viene in mente l’obbligo al casco o le cinture di sicurezza :”se io voglio morire sfracellato?”.Ma tu sai che per ogni incidente, malanno, ogni sciatore avventato o sub che incappa in un incidente sono soldoni che escono dalle casse dello Stato?
    Condivido e sottolineo il tuo ultimo pensiero ; “Quello che mi spaventa è quando tale diritto è limitato da scelte ideologiche o religiose che impediscono il progresso tecnico-scientifico.”.

    sheraungraziestremamentesincero

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