il cinema e l’Olocausto – storie di bambini

Il 27 gennaio, come ogni anno, vogliamo ricordare e fare in modo che le nuove generazioni conoscano e4 non dimentichino mai la tragedia dell’Olocausto-Shoah.

Anticipo questa giornata perché desidero sottoporvi alcuni film che, forse incuriositi, vorrete cercare in rete con calma domani.
L’ordine è quello che io ho scelto per assonanze personali.
Ho parlato di bambini ma per fortuna il mondo del cinema – di cinema di cui parlo – è sempre stato sensibile e attento nel documentare dalle diverse angolature la tragedia immane quanto assurda che ha prodotto tanto orrore e strazio di vite umane.

Il bambino col pigiama – Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni e una passione sconfinata per l’avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in ‘campagna’ o meglio a dirigire un campo di concentramento in cui si pratica l’eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività nel giardino della villa in cui vivono, trova quotidianamente una via di fuga sconfinando dal giardino,  oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo là detenuto insieme al padre.

Il cielo cade – Negli anni della seconda guerra mondiale, due sorelline orfane vivono un’infanzia felice presso una villa toscana, insieme agli zii ebrei tedeschi, Katchen e Wilhelm, lo zio cugino di Albert Einstein, che le hanno prese in custodia. Nell’estate del 1944 arriva nella villa l’’esercito nazista e i soldati trucidano tutta la famiglia lasciando loro vive perché ‘non ebree’.

La vita è bella – Orefice Guido, cameriere e poi libraio nell’Italia del ventennio, ha sposato una maestrina ricca, ed è ebreo. Esattamente come il suo vecchio zio, e come Orefice Giosué, il suo bambino. Come tutti gli ebrei, i tre sono stati caricati su un camion, poi su un treno, e portati in un campo di concentramento.

La chiave di Sara – Julia Jarmond, giornalista americana che vive in Francia da 20 anni, indaga sul doloroso episodio del rastrellamento nazista del Vel d’Hiv a Parigi. Il soggetto di un possibile articolo giornalistico diventa per Julia qualcosa di più personale, fino a svelare un mistero familiare

il diario di Anna Frank – Ecco un  film a cartoni animati giapponese che in un modo diverso, al passo con i tempi, con i nuovi linguaggi, risulta essere strumento efficacissimo nell’  avvicinnare le nuove generazioni ormai lontane anni luce, addirittura di un altro millennio: i millenials,  a ricordare l’orrore dell’Olocausto o Shoah nel lessico biblico di distruzione.

30 thoughts on “il cinema e l’Olocausto – storie di bambini

  1. sherazade ha detto:

    ps.
    Il termine olocausto, che deriva dal greco e successivamente dal latino, traduce anche un termine biblico legato alla sfera dei sacrifici cruenti e animali. Con tale termine si traduce in lingua greca il sacrificio ebraico detto ‘olah, ossia innalzamento, un sacrificio che viene “tutto bruciato”. Il fumo che sale “è odore gradito al Signore”.

    Da qualche decennio – per lo più nei paesi di tradizione non anglosassone – è invalso l’uso di utilizzare un termine ebraico, ritenuto più pertinente.
    Il termine Shoah che veicola, nel lessico biblico, diversi significati legati all’idea di distruzione

    sherabuonavisioneachivorrà

  2. sportelloutenti ha detto:

    Anche il filme di Luis Malle mi aveva emozionato tantissimo “Au revoir les enfants”.
    Ricordiamoci che nei campi di concentramento sono morti anche oppositori politici, omosessuali, zingari, e persone invalide con handicap fisici-
    Un orrore terribile
    Elisa

    • sherazade ha detto:

      vero Eli,
      anche il film che hai citato di Malle, ma come ho detto il cinema è stato molto sensibile ed i film da ricordare sono tantissimi, per fortuna. Io ho voluto apposta segnalarne solo cinque per non sovraccaricarvi di…lavoro. Poi interrogo

      sheracioEliebuonadomenica

    • sherazade ha detto:

      Elisa
      ecco che adesso su La7 sei stata accontentata:lo stanno mettendo in onga.

      sheraciaoebuonafaticosasettimana

  3. Francesca ha detto:

    Io credo che mi rivedrò “Il pianista” come sempre… ma aggiungo anche “Il cielo cade”, mi incuriosisce molto. Poi sai cosa, nonostante anni di studi di storia – io poi sono specializzata sulla storia del nazionalsocialismo, per cui queste tematiche le ho affrontate parecchio – non si può fare a meno di vedere queste vicende sotto più punti di vista. Il cinema è un grande alleato per la storia… e aiuta tutti a ricordare. Grazie dei consigli 🙂

  4. sherazade ha detto:

    Franci,
    su Il cielo cade io scrissi un post del libro (ma dove sarà sparito?) perchè la piccola Polly del film si chiama Lorenza Mazzetti ed io per strane vicende della vita tanto imprevedibile sono un po’ la sua ‘nipotina’.
    La loro mamma morì di parto e il padre, amico fraterno di mio nonno, chiesa a mia nonna che aveva appena partorito mia mamma se poteva tenere le bambine per un po’. Quel po’ furono quasi sei anni quando il padre morì e loro vennero affidate agli zii:…
    Ci sono molti film che non ho elencato. Train de vie sul quale ci fu un forte dibattito che lo mise in contrapposizione con La vita è bella (io optai per Train de vie) e poi c’è il bellss

    The reader

    sherahilcinemachepassione

  5. Elisabetta Lelli ha detto:

    Mi ricorderò sempre anche di questo:

    “Abbiamo imparato a vivere senza legna, senza patate, senza abiti decenti, senza le voci dei bambini. Ma nessuno può vivere senza un futuro.”
    (From “Jakob il bugiardo” di P. Kassovitz).

    Abbiamo la speranza, il letto caldo, gli occhi sui figli che si sposeranno tra i fiori… Abbiamo tutto, ora.
    ‘Notte, Shera. Grazie anche per quanto scrivi sull’etimo di olocausto.
    E.

  6. katherine ha detto:

    In tema di film sulla memoria, per caso hai visto Anita B? E’ uscito soltanto il 16 gennaio nelle sale cinematografiche. E’ stato proposto alle scuole con un prezzo speciale ( 2, 50) euro, purchè si vada in tanti. I miei colleghi hanno deciso di portare parecchie classi, dalla prima alla terza, ma poi qualcuno ha letto il libro da cui è tratto “Quanta stella c’è nel cielo” che parla di una ragazza sopravvissuta ai campi di concentramento e finita a casa di una zia, dove c’è anche uno zio che la violenta ripetutamente, la mette incinta, vorrebbe farla abortire ecc… Insomma, pare che il film sia più soft, ma comunque potrebbe avere scene decisamente troppo forti per una prima media. Tu ne hai sentito parlare?

    • sherazade ha detto:

      Kathy cara,
      e mi è sfuggito il film che tu citi a anch’io credo che sia un poco ‘troppo’ rispetto all’evento che si vuole fare conoscere a dei ragazzi così giovani che dovrebbero essere concentrati in quel senso.

      So che sta uscendo in questi giorni il documentario restaurato che inorridì A. Hitchock “Maestro del brivido” per orribili scene della vita reale, filmate nel campo di concentramento di Bergen-Belsen

      http://www.cineblog.it/post/363125/memory-of-the-camps-restaurato-il-documentario-di-hitchcock-sui-lager-nazisti

      So anche che sta per uscire un film sugli articoli controversi e la sua nposizione rispetto al processo Eichmann di cui lei fu reporter ‘Annah Arendt e la banalità del male’ della regista
      Margarethe Von Trotta per la Giornata della Memoria.

      Mi è sfuggito il film che tu citi a anch’io credo che sia un poco ‘troppo’ rispetto all’evento che si vuole fare conoscere a dei ragazzi così giovani che dovrebbero essere concentrati in quel senso.

      sheranelfredodeiricordinellasperanzadelorovalore

  7. Eleonora ha detto:

    Escluso il cartone questi films li ho visti tutti..non hai citato La scelta di Sophie..

  8. sabato83 ha detto:

    La vita è bella, che film straordinario!

    Detto questo, io consiglio a TUTTI, di andare almeno una volta nella propria vista ai campi di concentramento di Auschwitz-Birkenau. Solo arrivati li, si riesce ad immaginare minimamente cosa sia stato.

  9. sherazade ha detto:

    Sabato
    pensare che ci è andato anche Gianfranco Fini!.
    No, voglio dire che hai ragione: esseri lì è un’ulteriore sferzata che supera l’immaginario più doloroso. Come poter asserire che ‘i campi di sterminio sono stati un’invezione di propaganda’?

    sherapernondimeticarenonfaredimenticare

  10. cat ha detto:

    Hard to look back sometimes, but sometimes it’s important to do so … in order to learn … Love.

  11. luigi ha detto:

    io vidi SHINDLER LIST…
    e mi piacque molto

  12. sherazade ha detto:

    A Roma piove ed è tutto così triste.

    sheralacittàddolorata

  13. Andrea Magliano ha detto:

    E’ importante tenere in vita il ricordo di simili tragedie. Occorre non dimenticare e soprattutto cercare di non ripetere pagine così brutte nel nostro cammino. Mi ispira molto il film ‘Il bambino con il pigiama a righe’ che purtroppo non ho ancora avuto modo di vedere, ma cercherò di recuperare al più presto.
    Post molto interessante Sherazade 🙂

    • sherazade ha detto:

      grazie Andrea,
      Il bambino col pigiama a righe ho visto che è intero su youtube, è struggente ‘vedere’ le atrocità che perdono di senso e diventano tanto ‘ridicole’ e incomprensibili nei ragionamenti infantili.
      Hai visto l’altra sera La chiave di Sara?.

      sheraciaograziebuonacena 😉

      • Andrea Magliano ha detto:

        Allora cercherò di recuperarlo anche su Youtube il prima possibile. Grazie mille per la dritta 🙂 Per ‘La chiave di Sara’, purtroppo no, la televisione è spesso spenta in casa mia, con il rischio (per l’appunto) di perdermi anche cose buone.
        Atebuonacenacarissimasherazade 🙂

  14. giselzitrone ha detto:

    Ein guter Film liebe sherazade,ja das Leben kann schon mach es mal grausam sein,aber es ist wichtig das man die Erinnerung am Leben hält.Liebe Grüße und einen schönen Abend.Liebe Grüße Gislinde

  15. sherazade ha detto:

    L’ha ripubblicato su sherazade2011e ha commentato:

    Tra tutte le tante commemorazioni l’unica a cui veramente tengo è Il giorno della Memoria perché gli anni passano e per logica naturale quei pochi sopravvissuti se ne stanno andando e ancor più noi abbiamo il dovere di trasmettere la Storia.

    Una testimone se ne è andata quest’anno Lorenza, Lori Mazzetti, figura eclettica di donna anche pittrice e scrittrice autrice de Il cielo cade (delicatamente autobiografico, edito dalla Sellerio) da cui è tratto il film.

    Io sono stata per Lori la sua nipotina perché quando lei e la sua gemella Paola nacquero la mamma mori di pàrto proprio nei giorni della nascita della mia zia Mussi. I miei nonni e soprattutto mia nonna accolsero la richiesta del loro papà di accudire le bambine finché non si fosse sistemato … e fu così che crebbero fino agli 8 anni con la mia mamma e le mie zie! Il seguito lo scoprirete leggendo il libro o guardando il film!

    Non permettiamo a vecchi e nuovi negazionisti di infangare la Storia .
    Teniamoci strettestrettissimi ❤🌹

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