Quanto sei bella Roma

Camminare fa bene, bisogna camminare possibimente e a (s)passo spedito almeno venti minuti al giorno.
E nonostante il giardino, che viene utilizzato come agorà partecipativa anche se le grate la dividono dai suoi estimatori, la sera dopo cena con Sally, accompagnandoci reciprocamente facciamo il giro ‘corto’ che significa i due blocchi a quadrilatero dei palazzi.
Ieri sera passando per viale Jomio accanto ad un saracinesca, quella del negozio di calzature, non raccapricciate!, c’era una chiazza scura, bitorzoluta, maleodorante: un vomito enorme.
Stamattina sul presto facendo lo stezzo giro, completamente dimentica ho lasciato che Sally si fermasse a dororare insistentemente. E’ uscito il titolare del negozio e mi ha detto:
‘Certo sta odorando quel disastro che ho trovato io stamattina. Quando ho dovuto pulire mi sono sentito morire dal disgusto’.
‘Infatti – ho detto io – l’ ho visto era intorno a mezzanotte.’
‘C’era lo spazzino all’angolo – continua il negoziante – gli ho chiesto cortesemente se poteva pulire lui con la pala. Mi ha risposto che non era di sua competenza: lui doveva solo spazzare (spazzino no?)?
‘ Già – rincaro io – nella nostra piccola strada, l’altra sera è stato mi figlio che munito di guanti e sacchetto è andato a raccogliere da un angolo siringhe usate e una scatoletta con ancora delle anfetamine. La mattina dopo è andato per buttare il tutto nell’ apposito contenitore davanti alla ‘nostra’ farmacia e naturalmente era stracolmo. Allora entra il farmacia col sacchettino e chiede al farmacista se può lasciare a lui visto che di farmaci e siringhe si tratta.
La risposta è stata: “No, io non sono tenuto a ritirare questo materiale ed è l’Ama che deve passare a svuotare il contenitore” ‘.
Al giovane titolare del negozio intanto si era unita la madre e mentre Sally da damina indifferente aspettata noi tre ci siamo messi a fare due conti concludendo che oramai nessuno si sente più responsabile di niente ma che in compenso i soldi che si sborsano per specifici servizi sono sempre in aumento.
Ad esempio il servizio dell’Ama (raccolta rifiuti comunale) al negoziante costa mediamente 2mila euro l’anno a fronte del ritiro di contenitori di cartone e materiale in carta tutto riciclabile. Il marciapiede davanti e oltre le due vetrine lo pulisce direttamente mentre lo spazzino resta là come un pupazzetto dei Play mobile con la scopetta di saggina in mano e si guarda intorno. I cassonetti sono stracomi.

Questo è solo un piccolo episodio, un pezzetto di conversazione tra persone dello stesso quadrilatero di un quartire e riferito a un singolo problema. Ma ci sarebbe molto altro, sui trasporti, sulla percorribilità delle strade disastrate, sull’incuria di un quartiere che anno dopo anno si impoverisce (come gli altri del resto) cadendo letteralmente a pezzi

Pensieri di un altro secolo

Se volete c’è una convinzione più di fondo che mi porto dentro da lungo, assai lungo tempo: che noi ci trasformiamo con gli altri, gli altri  sono diversi, e sparsi e in cerca. Tutti siamo sparsi.  La liberazione la si costruisce insieme.

Se mi permettete uno scherzo, a me piacerebbe molto, e da tempo, andare in convento.  Ma poi è successo che non ci sono andato. Perché sono stato trascinato nelle città, nel tempo delle metropoli.

E lì si è in tanti, di tanti luoghi e di tanti colori.

E la libertà si costruisce là dentro persino il pensiero della solitudine.

Ce l’ha insegnato il vecchio Marx che bisognava costruire nel gorgo.

E lui di comunismo un po’ se ne intendeva.

Pietro Ingrao – 29.o9.90


«Rosie Passeralla, 5 anni [di] Philadelphia. Raccoglie qui da due anni. Whites Bog, Browns Mills, N.J. 28 sett. 1910».
Insieme alla piccola Rosie, moltissimi italiani di ogni età si trasferivano dalle loro residenze nelle grandi città del Nord-Est per raggiungere i campi del New Jersey, della Pennsylvania e di altri stati orientali durante la stagione del raccolto.