Amore e libertà

“Gentile dott. Augias,
A me sembra che difendere i diritti degli animali dovrebbe consistere prima di tutto nel difendere il loro diritto alla libertà, senza la quale nessun essere vivente può essere felice. Se una persona tiene un animale per tutta la vita separato dai suoi simili, prigioniero in un appartamento dal quale esce solo legato e solo quando vuole lei; e se questa persona priva chirurgicamente quell’animale dei suoi organi riproduttivi oppure gli permette di accoppiarsi solo quando lo vuole lei, a me sembra assurdo affermare che questa persona “ama” il suo animale, e che quel povero animale (reso pazzo da una vita così innaturale) è “amico” di tale persona. Eppure i padroni di animali domestici fanno proprio questo ai loro “amati amici”.

La risposta del dottor Augias è molto ben articolata e ovviamente non vuole prendere in considerazioni le molte torture, i maltrattamenti fisici o psicologici inflitte agli animali senza ordine di grado e genere, ma si riferisce ai nostri cani, perché di cani (e forse di gatti) tratta la lettera in questione, e dunque prende in considerazione il rapporto affettivo che si è instaurato tra cane e padrone che “è così intenso da compensare con la forza delle emozioni spesso reciproche la mancanza della libertà …. Un rapporto simbiotico che si è consolidato nei secoli:
‘Guardiano dei carri, non abbaiò mai invano, ora tace, un’ombra (amica) veglia sulle sue ceneri’. (Iscrizione funeraria per un cane nell’antica Roma).”

Da parte mia mi attengo al senso della lettera e penso che eccezione fatta per quei ‘bastardi’ che prendono un animale domestico e nel migliori dei casi lo trattano con indifferenza, o come un giocattolo, arrivando al limite di abbandonarlo come oggetti dismessi.
il rapporto che si crea tra un uomo e il suo animale domestico è di simbiosi.
Non credo che la tanto decantata ‘libertà’ – oggi – molti animali saprebbero come gestirla. Lo vediamo bene quanto duro sia il reinserimento anche solo di un falchetto nato in cattività nel suo habitat naturale.
Vediamo bene quanti animali selvatici (orsi, lupi, volpi) non riescano a sopravvivere alla realtà urbana (spesso barbara) che li circonda.
Quanto alla sterilizzazione, io personalmente sono contraria ma i veterinari specificano che sia per le femmine che per i maschi è auspicabile per evitare tumori all’apparato riproduttivo. Sally non avrà mai dei cuccioli suoi perché io credo, come per i bambini abbandonati (scusate se credete il paragone ma gli occhi di un cucciolo sono tutti ugualmente dolci e amorosi) che non ci sia bisogno di mettere al mondo altri esseri sulla cui vita graverà un enorme punto interrogativo.
E se io tengo Sally al guinzaglietto è perché non conosce il pericolo e lo faccio nello stesso modo con cui tenevo per mano mio figlio piccolo.
Come me moltissime persone amano incondizionatamente il (i) loro compagni di vita. E’ un amore reciproco irrinunciabile che supera il dolore della loro morte perché, purtroppo non vivono così a lungo.
Sally è arrivata dopo tre anni dalla morte di Wendye prima ancora di Wendy ci fu Golia. La casa mi sembrava vuota, e le mie passeggiate avevano escluso totalmente il parco, del latte a volte ne facevo a meno e dunque mancavano anche le due chiacchiere in più con il vicino di casa, con la persona estranea con la quale ci si scambiava un sorriso complice, una parola gentile.

Molti tra voi sicuramente prediligono il gatto, Io per le ragioni che ho detto trovo molta più comunanza di interessi con Sally che mi porta il collarino perché vuole ‘fare il giro dell’isolato’ e mi guarda in modo tanto amoroso quando passo davanti alla sua poltrona dove dorme e magari si sveglia arriva,lei, a controllarmi, mi scodinzola: “Tutto a posto?” e se ne torna ai suoi sogni.

Per non andare fuori tema vi chiedo
“Quanto vale una libertà priva di amore?”
“ Quando noi umani ci amiamo non rinunciamo forse ad una fetta di libertà per diventare tutti – chi più chi meno – schiavi d’amore?”
collarinoME!

Sherazade  ‘schiava d’amore’ .. e..

mes amours.