Memento mori ovvero Hai da morì

 

“Sono più le cose che ci spaventano di quelle che ci minacciano effettivamente, e spesso soffriamo più per le nostre paure che per la realtà.”
Lucio Anneo Seneca, Lettere a Lucilio

Sally inutile dirlo è lei

SallyPalletta

E da qualche mese le è cresciuto sul piedino anteriore dx una piccola escrescenza che io avrei definito un ‘porretto’ ormai grande come una lentichietta.
Telefono alla sua vetrinaria che offre il servizio a domicilio – stesso prezzo e fattura– con il vantaggio che Sally non si agita e sta tranquilla.
Bene questa dolce signora il cui difetto concreto è di essere molto ciarliera e dunque dopo la visita, il caffe di rito, e quattro chiacchiere io mi invento che devo ‘proprio lasciarla perché….’, ha lo studio e l’ambulatorio un po’ fuori Roma la qual cosa fino ad ora era irrilevante.

Il porretto è a mio avviso da levare e chiedo alle mie amiche del parco il nome di un bravo vetrinario in zona nostra per una prima visita.

Ieri ci passo per prendere appuntamento parlo con una giovane assistente che da una prima occhiata a Sally, le lascio il numero di telefono per un appuntamento.
La telefonata arriva dopo poco.
Rispiego al vetrinario nel dettaglio la situazione, e senza avere ancora visitato la mia belva mi espone la procedura:

“Bisognerà sicuramente sedare il cane, procedere alla rimozione dell’escrescenza, poi mandarla al laboratorio per un esame istologico e se questo fosse positivo sarà necessario asportare alla cagnetta due dita”
Silenzio e panico mio poi però siccome a volte divento un po’ aggressiva:

“Senta, dottore, ma perché lei deve essere così pessimista, non ha neppure un’idea di cosa si tratta e lo saprà solo dopo l’esame istiologico, ma perché questo allarmismo gratuito”?

“Lo faccio per serietà professionale e poi perché se non fosse niente lei sarebbe molto più contenta”.

Decidiamo comunque l’appuntamento per oggi (poi l’operazione la farà la nostra vetrinaria).
Naturalmente passo la notte insonne con l’incubo di Sally senza due dita…mi sveglio due volte con la nausea.

Finalmente la visita.
Il verdetto: una piccola verruca facilmente asportabile in anestesia locale, visto che la cagnola è di buon carattere. Ci sarà un esame istologico di routine.

Puntigliosa come solo io so essere, ritorno sull’ allarmismo del giorno prima e lui ribadisce:

“Vede adesso lei com’è contenta? Io preferisco prospettare il peggio per potermi rimangiare tutto.”

“Punti di vista, caro, dottore. Io penso che sia meglio non fasciarsi la testa prima di essersela rotta, proprio come dicevano i nostri nonni. Insomma la mia è una visione del bicchiere (di buon rosso) mezzo pieno”.

Ma insomma voi cosa ne pensate? E’ giusta, questo atteggiamento? Più che di correttezza professionale non si tratta d mancanza di (iniziale) sensibilità? Anche se l’impressione di oggi non è stata di una persona rozza ma, addirittura, gentile.

“Non stare in ansia per l’avvenire, perché vi arriverai, se dovrai, portando in te la stessa ragione di cui ti avvali ora per il presente.”
Marco Aurelio

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19 thoughts on “Memento mori ovvero Hai da morì

  1. cordialdo ha detto:

    Credo che quel veterinario non sia stato affatto professionale prevedendo, ancor prima di vedere la cagnetta, le procedure da adottare. Secondo me, hai fatto benissimo a farle togliere la verruca alla tua veterinaria. Meglio una veterinaria ciarliera che un veterinario pataccaro!

    • sherazade ha detto:

      Osv
      ecco la pensi esattamente come me, grazie.
      L’assurdo della situazione è che poi mi sono trovata davanti ad un giovane uomo niente affatto sgradevole che si è rapportato bene a Sally con professionalità gentile, Mah!

      sherachequestanotteanziadessodormiràsonnisereni

  2. Nicola Losito ha detto:

    Preferisco il bicchiere mezzo pieno, decisamente.
    Nicola

  3. crimson74 ha detto:

    Guarda, con tutto quello che si sente in giro oggi, a partire dal menefreghismo dei medici che dovrebbero curare i bipedi, preferisco chi, con professionalità, prospetti anche il peggio; lo preferisco a chi magari ti avrebbe detto: non è niente, non si preoccupi per poi magari dirti era più grave del previsto, dovremo amputare.

    • sherazade ha detto:

      cri’
      nel nostro caso che mi significa fare una diagnosi catastrofista al telefono? Tanto che oggi, piedino (zampetta) alla mano ha capovolto la sua pseudo diagnosi? E cmq su un cane, su un gatto o un qualsiasi animale di compagnia molti di noi investono un amore pari, se non maggiore (la solitudine è una brutta bestia a volte) a quello di una persona cara dunque perchè questa brutalità?
      In ogni evenienza c’è modo e modo di essere sinceri.

      sheralloratantisalutiebuonanotte

  4. sportelloutenti ha detto:

    Puoi anche prospettare il peggio, ma c’è modo e modo, e poi per telefono!!!! Insomma secondo me è da macellai comportarsi così, come all’opposto non sopporto quei medici che per tranquillizzare genitori ansioni prospettano false speranze stile “vedrà signora che andrà tutto bene…”
    La verità sta sempre nel mezzo.
    Elisa

    • sherazade ha detto:

      Elisa,
      la verità ma il punto è che si fa l’esame istologico proprio per avere una conferma di un eventuale sospetto.
      Insomma se ti vine un ascesso non è detto che devi levare il o i denti. Si aspetta l’effetto dell’antibiotico.
      E poi intanto si fa una visita.

      sheradaunacapitalecaldafosafuoristagione

  5. luigi ha detto:

    mi pare una cosa assurda: io ti dico che puoi morire, poi se campi, sei felice…che boiata..dimmi la verità e non se ne parla piu no? poi io la accetto o no, ma è un problema mio
    che cazzaro…:))))

    • sherazade ha detto:

      ciao luigggi
      questo sì che è dire pane al pane 😉
      Ciao e non far troppi festeggiamenti nel giorno dei ‘santissimi’: tu sei escluso.

      sherahahahdajechenunèvero

  6. lucianaele ha detto:

    Io sono per il bicchiere mezzo pieno.
    La vita è già tanto complicata!
    Senza perdere mai di vista la realà…….
    Comincio ad augurarti un buon fine settimana.
    Il mio è dedicato alla visita dei cimiteri.
    Un abbraccio,
    Luciana

    • sherazade ha detto:

      ECCOMI Luciana,
      più veloce della luce.
      Il bicchiere mezzo pieno, guardare “Il lato positivo” (vergolettato perchè è un bel film di fine 2012) è stato per me un percorso che ho fatto passo passo perchè di mia natura sono drammatica e pessimista. Riesco ad essere felice e contemporaneamente infelice pensando che quella felicità non potrebbe durare!
      Sono già stata al cimitero del Verano dove riposano le ceneri di mia madre: ci vado ogni tanto perchè ci sono i suoi fiori, l’oleandro da curare.


      sheraunabbracciopienodisolefrizzantino

  7. wolfghost ha detto:

    Bellissimi gli aforismi, soprattutto il primo che, inutile dire, è proprio vero 🙂 Il problema però è che molti di noi non sono capaci di muoversi “a freddo”, ovvero se non sono spinti dall’onda emotiva della paura. Nel caso di Sally, se tu fossi stata tranquilla, avresti potuto prendertela con calma, sottovalutare la cosa fin dall’inizio e magari aspettare per la visita la prima occasione “normale”, una visita per vaccinazione ad esempio… e potrebbe essere stata troppo tardi poiché poteva essere qualunque cosa. Quindi, è assolutamente vero che 9 volte su 10 (ma forse anche di più) ci preoccupiamo inutilmente, ma… il rischio di ricadere nell’1 su 10 esiste e ciò ci spaventa. Bisognerebbe avere la capacità di muoversi a freddo: qualcosa non va, ci si muove, subito, per capire cos’è, senza bisogno di essere spinti dalla paura per farlo. Ma ripete: molti di noi non sono in grado di farlo.
    In quanto ai medici, ricordo un racconto di un mio collega: negli Stati Uniti per lavoro, accusò mal di fegato e andò al pronto soccorso. Dopo una prima visita, lo mandarono a fare un accertamento (non ricordo se una risonanza, una TAC o cosa) e sulla richiesta scrissero “probabile cancro al fegato”. Inutile dire che così non era e nel giro di qualche giorno tutto si risolse. Il mio collega torno dagli stessi medici a chiedere spiegazioni sul loro allarmismo e loro risposero “Noi vogliamo abituare i nostri pazienti all’uso della parola cancro, così da non averne paura” 😮
    Bé… che dire? Io sono per una misura equilibrata, la classica via di mezzo: non sottovalutare, con il rischio che il paziente non si sottoponga ad ulteriori controlli, ma nemmeno eccessivo allarmismo.
    Contento che per Sally si sia risolto tutto 🙂

    Ah… purtroppo non c’è verso di far aggiornare il mio blog automaticamente. Ho cercato se c’era modo di mettere qualche comando nell’HTML del blog, ma non esiste. Pare sia un problema del server della piattaforma 😦

    http://www.wolfghost.com

  8. sherazade ha detto:

    Wolf
    più che un muoversi a freddo è un farlo in termini peventivi cosa che anche per noi ‘umani’ deve diventare un mantra martellaqnte ‘prevenzione, prevenzione’.
    Venticinque anni fa in USA, New York per un dolore al ginocchio, e successivi contrilli medici, a mio fratello venne diagnosticato un possibile mieloma e gli dissero brutalmente : ‘Lei valuti essendo italiano se vuole tornare dalla sua famiglia perchè le cure saranno cmq dolorose e lunghe.” Mio fratello è stato amputato sopra il ginocchio dopo molte dolorosissimi tentativi, incluso il totale ricambio del sangue con quella pratica che passa sotto il nome di Esxtracorporea.
    Ma lui è una persona coraggiosa ed ha sempre visto(ed insieme beviamo) quel bel bicchiere mezzo pieno con sua moglie che ha conosciuto in ospedale e le signorinella che da quell’amore sono nate.

    Nel caso di Sally, ora, apparentemente p una cosa semplicissima, certo però fare una diagnosi così traumatica al telefono e per sentito dire …c’è voluto coraggio.
    Le vaccinazioni sono in calendario per il 3 dicembre ma io ho referito non aspettare ancora. Così agirei per me, mio figlio o solleciterei una persona (anche solo conoscente) a farlo.

    sheranientepaurasifaquelchesideveprestoèmeglio

    ps Hai visto ‘Il lato positivo’ sono certo piacerebbe mooolto alla signora Wolf 🙂 cercalo e…fidati

  9. Antonio ha detto:

    Cosi’, se ti avesse chiesto 500 euri per l’operazione della picciridda, avresti pagato semza fiatare…marketing si chiama.

  10. il barman del club ha detto:

    è come se andassimo a farci togliere un calletto e il podologo ci dicesse subito,: “aspetti che vediamo se c’è anche un tumore, così tanto per gradire”. Con gli animali poi c’è chi non ha per niente tatto pensando che siano dei semplici peluche, senza conosce lo smisurato amore di chi lo ha cresciuto come se fosse un figlio. Io sono completamente d’accordo con te… e mi raccomando, visto che abiti in una zona dove c’è del vino buono, “il bicchiere”, sempre mezzo pieno… ciao!

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