Pensieri a ruota libera

Oggi, era l’ora di pranzo che pranzo non è, diciamo piuttosto un momento di svago all’aria ancora tiepida e lucente che questo settembre regala a noi romani.
La città non è dinuovo caotica, poche auto, meno frenesia in giro, e se i nostri rappresentanti politici anziché arrivare in Parlamento su auto dai vetri oscurati e occhiali griffati ancor più scuri, camminassero a piedi per le strade adiacenti si renderebbero subito conto senza troppi numeri che le orbite vuote di sei negozi su dieci, in pieno centro, denunciano una crisi irreversibile, il tracollo economico della città eterna.
Ho incontrato un vecchio amico americano de Roma che avevo perso di vista da anni. No, a me del libro faccia non me ne frega niente e chi c’è c’è nella mia vita e non credo proprio a ritrovamenti pilotati, a coup de théatre alla Raffaella Carrà.
Però quest’amico mi ha fatto molto piacere ritrovarlo tant’è che si siamo scambiati i numeri di cellulare e ci siamo ripromessi di riallacciare i ricordi di quando eravamo due scapestrati senza famiglia al seguito e vedevamo sorgere l’alba, il cielo tingersi di rosa e bianco e infine l’azzurro incredibilmente vivido del cielo che si intravedeva netto attraverso i grattacieli di Manhattan, Twin towers incluse. Due folli imbacuccati ma col tettuccio della sua Mustang abbassato anche in pieno inverno.
New York è unica anche perché io continuo a vederla con lo sguardo entusiasta di quella ‘piemontesina bella’ ventenne che atterrava dall’Italia-Italietta che cominciava a fare capolino nei film di Alberto Sordi.
E se a bruciapelo qualcuno mi chiedesse:
“…ma tu dove vorresti vivere?”
ancor più, oggi, guardando al disastro morale e politico del mio povero Paese non avrei esitazioni:
“New York, senza ombra di dubbio”.
Eppure adesso che ho oltrepassato, la metà del mio cammino , e me lo auguro perché non voglio proprio morire centenaria, ho dei ripensamenti sentimentali e so per certo che vorrò morire a Roma e ci tengo che le mie ceneri riposino nel nostro tempietto al cimitero del Verano, proprio accanto a mia mamma che fu la sola grande ragione per la quale, potendo, non mi stabilii oltre oceano.
Non sono pensieri tristi e non è mia intenzione rattristarvi.
Certamente bisogna guardare avanti ma poi, un po’ più avanti c’è anche lei.
Lei chi? My mama, of course,  ed è un bellissimo appuntamento   in qualunque modo lo si veda.

Tutti questo nasce  da un imprevedibile, inaspettato,  incontro che ha innescato non solo questi ma tanti pensieri e la prospettiva di un buon bicchiere di rosso. Salut!  e

Buon fine settimana!

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Ford Mustang
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15 thoughts on “Pensieri a ruota libera

  1. LuceOmbrA ha detto:

    Uno splendido fine settimana a te ^____^

  2. Francesca ha detto:

    Ci sono incontri che sanno regalarti la retrospettiva della tua vita, che è anche proiezione futura, però .
    Io non mi sento rattristata dalle parole di questo bel post, anzi!
    Noi siamo quel che siamo stati… chi non ha passato (o lo rinnega) non ha futuro, lo si sa. Quindi ogni tanto fa bene guardare indietro, tenendo un piede ben piantato nel presente e uno proiettato nel futuro.
    Io non sono mai stata a NY (io non sono stata in “troppissimi” posti d’altronde)…. mi piacerebbe visitarla.

    • sherazade ha detto:

      Francesca
      queste tue parole sono proprio quelle che vorrei il mio Partito avesse bene a mente. ‘Yes we can’ non fa parte della nostra cultura. Mai scimmiottare.

      sherakisskisses

  3. katherine ha detto:

    Non c’è niente da fare: le radici sono radici e sono troppo radicate in noi per potercene andare lontano senza più pensarci.
    Incontrare un vecchio amico è sempre un fatto emozionante che ha il potere di portarci indietro nel tempo, generando gioia ma anche tanta nostalgia.
    Un abbraccio e buona domenica.

    katheacuimancatantoilsuopapà.

  4. Rosita ha detto:

    Dove vorresti vivere? oddio, credo che sia davvero una domanda molto difficile…mi sono appena trasferita all’estero e al momento mi verrebbe da rispondere “dove mi danno da mangiare!”

    …ma riflettendoci più a fondo, mi rendo conto che questa non è casa mia…forse neanche l’italia lo è più… come si può chiamare “casa” un paese che ti ha buttato fuori a calci?

    “casa” tutto sommato sono le persone…

    Grazie per essere passata dal mio blog!
    Un saluto e buon inizio di settimana!

    • sherazade ha detto:

      Rosita,
      casa sono le persone, è vero ed è per questo che parafrasando un pensiero di Cesare Pavese :La luna e i falò, è qui a Roma, accanto a mia mamma che vorrò morire.
      Ma leggendoti spero col cuore che questo nostro Paese possa presto riaccogliere quanti come te l’anno dovuto lasciare. E ti auguro di trovare qui o dove credi la tua possibilità di vivere con amore.

      sherazade

  5. giovanotta ha detto:

    oh finalmente qualcosa su cui non concordo con te ;- )) io non vivrei mai a NY, dove peraltro non sono mai stata ma mi bastano tutti i film che ci hanno propinato sulla Grande Mela, gli Usa e l’American way of life : una settimana o due per turismo volentieri, ma ho l’impressione che se noi abbiamo i nostri problemi, loro pure ne hanno parecchi…Però si sa che ciò che si è vissuto a 20 anni è bello a prescindere ;-)..
    abbraccio!
    (p.s. a me non dispiacerebbe vivere fino a 100 anni se non fosse che temo di ritrovarci ancora Berlusconi che detta legge..)

    ps. mio figlio dice che B. come il povero Mandela è già morto e imbalsamato Però Mandela è un grande lui (B.) un gran fjo de ‘na…… -bippppp –

    • sherazade ha detto:

      Giovanotta,

      una cosa che io sconsiglio sempre è pensare di stare un paio di settimane o anche un mese in un paese e poi decidere su questo e su quello.
      Io ho vissuto negli ‘States’ quattro anni, ho finito là l’università e due anni ci ho lavorato ho apprezzato l’organizzazione e la competenza dei docenti e conosciuto coetanei molto meno superficiali e ignoranti di come vengono ancora oggi mediamente raccontati. Lavorare era assai più ‘democratico’ nei rapporti che ancora oggi in Italia. I comunisti erano off limits, meglio glissare sulla politica, ma rientrata in Italia, alla Fiat di via Bissolati, livello di quadro superiore, venni chiamata in presidenza dove mi fu ‘consigliato’ di non tenere in vista l’Unità in ufficio.
      l’anno era il 1983!
      Credimi, un Paese che varrebbe la pena di conoscere bene e direttamente. New York una città affascinante.
      Le brutture, poi, sono ovunque.

      sherachissamaisenoicelacaviamosonomoltoscoraggiata

      • giovanotta ha detto:

        ops.. ma l’ultima frase su Mandela l’hai aggiunta tu per sbaglio? 😉
        non insisto sugli States, come si dice non si discute sui gusti.. e però già il fatto che fino ad una certa data nel formulario per il visto di entrata ti chiedessero se eri iscritta/o a un partito o un sindacato (ovviamente di sinistra) mi fece imbufalire.. alla faccia della democrazia pensai! … poi come dici tu le brutture sono ovunque.. che dici, un trasferimento nei paesi scandinavi? ;- )
        unsalutonesonoscoraggiatanch’io

  6. wolfghost ha detto:

    Bé, intanto vorrei avere la tua stessa certezza a riguardo degli… appunamenti futuri 😀 Sul resto, non credo che Roma se la passi peggio di molte altre città italiane, Genova inclusa. E sull’espatrio… non sono mai stato un esterofilo e ci sono cose (o meglio persone) che ci inchiodano qua… per il momento. Però non escludo che un domani le cose possano cambiare.
    In quanto alle ceneri… sai che un po’ ho cambiato idea? Scrissi tempo fa’ un post sul fatto che le mie le volevo disperse per non obbligare i miei cari (fondamentalmente mia moglie) ad andare in un posto dove comunque “io” non ci sarei. Ma… da non molto mi sono accorto che in fondo avere un posto dove andare a parlare i propri cari che non ci sono più, ha una sua importanza. Perfino il viaggio ce l’ha. Forse se quel posto non ci fosse o fosse molto vicino, tipo in casa, non sarebbe la stessa cosa…
    Un abbraccio! 🙂

    http://www.wolfghost.com

    • sherazade ha detto:

      wolf
      non mi sono spiegata : io non ho certezze ma penso soltanto che il valore delle nostre (buone) azioni possa essere un buon inizio per il nulla.
      In America io mi ci sono trovata per il matrimonio di mia madre con un cittadino americano. Quel Paese a vent’anni mi ha affascinata, lì ho anche avuto i primi amori e il primo grande amore eppure, quando mi sono chiesta ‘E domani?’ nonostante i molti lati positivi, avendo mia madre divorziato ed essendo tutti (i pochi) miei cari in Italia sono tornata.
      Sono d’accordo, ma solo da poco, sulla necessità di un luogo ove potersi raccogliere, dialogare, con i propri cari. A m,ia madre che andava a trovare i suoi cari dicevo che mai e poi mai se lo doveva aspettare da me.
      Oggi sono come lei: cambio i fiori, poto il grande oleandro, pulisco la grande lapide che li racchiude.

      sheradaichepoituttoavveràconaturalezza 😉

  7. luigi ha detto:

    io vorrei viver nel Nord Europa, poco importa dove, mi piace troppo..
    anch’io ho passato la metà (e da mò..), ma vorrei morire qui, in Padania :)))))))) la mia adorata terra…

  8. sherazade ha detto:

    Lu’
    noi nasciamo nella terradi Cesare Pavese, ricordi La luna e i falò ‘e per morire avrai sempre un pezzo di terra lungo quanto è lunga una donna’ o all’incirca.

    sherasolezanzareeunpo’dimagone

  9. sherazade ha detto:

    Acc. Giovanotta

    il ps su Mandela era il ps alla mia prima risposta attè, come abbia potuto inserirti nel tuo…misteri ! nn saprei davvero.
    Non vorrei dire ma noi abbiamo avuto tutto l’ultimo ventennio politico incentrato sull’ ODIO verso i comunisti 😉
    Credimi gli States vanno vissuti prima di potersi fare un’idea.
    Un mare può essere bello, un paesaggio indimenticabile ma per giudicare un Paese devi farne parte.
    sherahhahhhilCaimanonellarealtàhachiusodageco

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