le due farfalle

Eravamo lì, noi quattro zitelle di ritorno, acide osservatrici quanto basta ma non cattive, sedute al nostro bel tavolo allegro in riva al mare, il sole ancora caldo mitigato da un vento che portava già l’odore di ‘temporali al nord’, per i nostri spaghetti alle vongole inizialmente incerti a causa di un matrimonio che avrebbe appesantito il servizio della cucina.
Ma tant’è che un posticino un po’ defilato per noi alla fine s’ è trovato.

Noi con i nostri corpi costume trasparenti e colorati e al centro della scena giovani donne e uomini vestiti in modo improbabile per un matrimonio, sì, ma in riva al mare. Dunque colorate ghirlande di carta in finto stile stile hawaiano guarnivano decoltées di abiti lunghi per lo più neri , con ‘tacco 12’ scamosciate. Pantacollat sotto scamiciati che sembravano corte camiciole da notte, insomma un’ accozzaglia disarmante.
Poi è arrivata la sposa in abito lungo con strascico e qualcuno ha sussurrato che fosse giunta a cavalcioni di una moto, il che avrebbe giustificato il disordine dell’acconciatura e il colorito del viso che tendeva al violaceo.

A quel punto le quattro pettegole finito il loro spaghetto, il bicchiere di Pinot grigio , rimandato il caffè a dopo, se ne sono tornate a stendersi sui lettini e a fare ora.
Io per prima ho abbandonato la combriccola e passando davanti al verde giardino fiorato che confinava sulla spiaggia ho visto in controluce una leggera farfalla bianca innalzarsi danzando sopra le teste e il suo sorriso emanava così tanta felicità che mi ha commosso fino alle lacrime e mi sono augurata che la sua vita potesse restare sempre così, fissata in quel momento di magia solare. Chissà.

Qualche chilometro di Aurelia, mi immetto nel ‘Sacro GRA’, esco sulla Salaria verso Roma, in pace con la vita, la macchina che andava sicura.

Freno quasi ad inchiodare perché la macchina grigia davanti a me si era bruscamente fermata davanti ad un’esilissima sagoma in controluce, hot pans rossi e reggiseno nero, lunghi capelli biondi.
Supero l’auto così lentamente da leggere strafottenza e umiliazione nei suoi occhi. ‘Questa è la mia vita’.

Piccola farfalla sulla strada, finirà inchiodata giorno dopo giorno sul sedile di una macchina, ai bordi di un prato incolto. Senza chissà.

Una farfalla è volata nel mio bicchiere di vino,
ebbra si abbandona alla sua dolce rovina,
remiga senza forze, ora sta per morire;
ecco, il mio dito la solleva via….
H.Hesse

Annunci

9 thoughts on “le due farfalle

  1. katherine ha detto:

    Ho avuto un po’ di problemi di connessione e qualche discussione con Telecom, ma finalmente pare che riesca nuovamente a navigare sul web in modo un po’ meno simile a quello di una lumaca.

    Dunque, le due farfalline…Felicità, serenità da una parte, vita incerta e umiliante dall’altra. Responsabile è sempre l’uomo, il maschio, che può donare ad una donna amore e sicurezza o metterla sulla strada tra umiliazioni e pericoli.

    Nel cielo svolazza una farfalla vera, libera e felice,anche se sa che vivrà solo pochi giorni.

    E’ strana e ingiusta la vita…
    Baci!

    • sherazade ha detto:

      Ciao Kathy
      oggi ho pensato di cercarti, telepatia.
      Ti ho pensato parlando di musica con la mia nipotina tredicenne.
      Sì, mia cara, la vita di tutti i giorni ci mostra ingiustizie difficili da digerire sopratutto quando colpiscono la parte più debole della comunità.

      sheraunbacionegrandeancheattè

  2. giovanotta ha detto:

    sempre belle le tue immagini, colpisce lo stacco tra l’allegria anche se un po’ vistosa del matrimonio in spiaggia e la poveretta si bordi del marciapiede (ah avere un bulldozer e poter sbragare la macchina che si ferma a chiedere quant’è?!!) io spero sempre che la farfalla in rosso alla fine ce la faccia a cambiar vita!
    cari saluti

  3. tonym ha detto:

    Buon inizio settimana.
    Un abbraccio
    Tony

  4. il barman del club ha detto:

    “Felice te che spargi sementi ovunque
    e sei dedito al tuo sogno di corallo
    come il pescatore che grida
    nelle risacche e lancia reti e adii
    e parte per infinite terre.
    Felice te che credi che il mondo sia immenso
    mentre è solo un salvacondotto impuro
    per la morte del giorno.”

    Alda merini

  5. luigi ha detto:

    aò…quasi quasi me vien da piagne pure a me….

  6. Francesca ha detto:

    Sì, colpisce il paragone tra i due modi di esser farfalle… l’uno naturale e breve, l’atro artificioso e dolorosamente non breve. Chissà perchè si ricorre alla metafora della farfalla per descriverle… forse per dar loro un’alone di romanticismo, di leggerezza (che non hanno!)??

    Posso aggiungere un pensiero da zitella acida??? :)… certo che quella festa di matrimonio era piuttosto “cafonal”, no? :)))

    • sherazade ha detto:

      Ciao Francesca
      sì, il matrimonio era abbastanza …disarmante. A mio avviso in un pranzo di nozze letteralmente sul mare un abito a giori, morbidi colori, pianelle basse e non predominanza di nero e di accessori scamosciati!
      Ma la sposa era radiosa e uscendo l’ho vista presa per la vita dal suo sposo volare alto: bianca e leggera come una farfalla ed allora mi son un po’ vergognata del nostro essere state così trancianti.

      L’altra fanciullina altrettanto bella e altrettanto farfalla nei suo rosso e nero, l’ho immaginata ‘impalata’ da un brutale ‘collezionista’ sul sedile dell’auto al contrario della giovane sposa nel suo letto profunato itenta all’amore.

      sheraunabbracciocarissima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...