Pioggia

Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur ?  (Paul Vervaine)

 Sta piovendo forte a Roma, e tuona in lontananza. Improvvisamente è caduto quel velo di spensieratezza che a forza, davvero a forza, alcuni di noi, ma neppure troppi,  siamo riusciti a ritagliarci.

Piove e  non dovrò innaffiare il mio pratino assetato e questo à postivo ma occorrerà tutta la mia forza per impedire alla belvetta di uscire e rientrare lasciado pedatine come priciole di Pollicino.

Piove mentre dopo 17 giorni di silenzio (il suo ma non dei suoi  ‘fedelissimi’) Silvio Berlusconi lancia anatemi sul Presidente Napolitano  e come luigi xv avverte : ‘ apres moi le deluge’ (ovvero il voto) dimentcando forse che ci fu anche un altro diluvio che spa(e)zzò  via tutta l’umanità canaglia.

Piove in questo mio Paese che è il solo al  mondo dove un cittadino, che ha rubato ai suoi stessi concittadini,  riconosciuto colpevole di una grossa frode fiscale , condannato in forma definitiva, insiste nel parlare di complotti e  si permette di essere indignato.

Piove ed io di domando e mi rispondo,  se è vero che,  come recita la saggezza popolare  ‘Tutti i nodi vengono al pettine’ non è, di conseguenza, logico, che il suddetto si rtrovi al capolinea con una sequela di processi, vecch i enuovi che si protraggono da anni? Lascia orbi di sé, dice, nove milioni di onesti cittadini che lo hanno votato; e con questo? Condannato è e rimane se vogliamo rispettare la legge.  ‘Ma così si crea un vuoto di rappresentaza’. Già allora perché si è smantellato il fascismo? O il nazismo? e della loro rappresentanza?

Piove, anzi  adesso  grandina,  i nostri governanti  nelle isolette ‘cool’ del sud Italia  passano le loro vacanze ‘low profile’, a Vulcano piuttosto che a Panarea o a  Capri: hanno brigato tutto l’anno e continueranno a farlo per carpire la cordata giusta per non cadere dalla poltrona. Raro che cadono in un burrone: vengono sempre ripescati, scarpe sfondate, avanzi putridi del mare malato della nostra politica.

Piovono anche i disaccupati di settembre:350mila in più. Ma il Pil sale anche se non capiscono come i consumi continuino a calare e le spiagge intorno a Roma siano nuovamente  invase  da ‘fagottari’ anni ’50.Dismesse le mete esotiche vuoi per le guerre insensate e fratricide laggiù, non vuoi per mancanza di …liquidità.

Piove, però , e  Roma ne aveva bsogno. Desolatamente abbandonata  alla canicola del giorno, nei vicoli sovrasta l’odore di muffa e sulle piazze al crepuscolo sale l’odore aspro delle pipì dei cani, carcerati con  i loro padroni,  lo stesso guinzaglio, appaiono e subito scompaiono tra l’alba e il tramonto.

Piove e la prima pioggia di metà agosto è il primo segnale che l’estate ci lascia. Non c’è l’euforia  della ripresa.  Molti negozi hanno barcollato fino alle ferie per non riaprire affatto.  Gli occhiali da sole non nasconderanno più le orbite vuote delle saracinesche abbassate.

Buuu i cori razzisti dei laziali allo stadio. Per fortuna io ho le grida, a volte fastidiose, del pestifero Mohamed segno che un’integrazione silenziosa (si fa per dire) nei quartieri avviene  e questo, almeno, è un lato positivo di guardare avanti.

Resta la mia convinzione che la più parte di noi è migliore della classe politica che si ritrova, purtroppo non capisco attraverso quali meccanismo si possa procedere ad un cambiamento.

Piove ancora, speravo che smettesse prima e liberavi dei miei vaniloqui (ma poi perché? Il blog questo è per me: (s)ragionamento condiviso, se volete).

Agosto a Roma, Viale Adriatico (il padrone è entrato un attimo al supermercato)