all I need is love

Divento così di cattivo umore e triste aprendosi la home page di La Repubblica che l’ ho modificata con quella indolore di Google search.

Forse l’ultima notizia positiva è l’elezione del mio sindaco ma anche qui…eletto , sì, con una maggioranza fortiddima ma del voto totale di soltanto il 40% dei cittadini. Un sindaco quasi ad personam. Abbiamo (intendo il Pd) anche vinto in tutti i municipi e questo, mentre da una parte è una bella cosa dall’ altra – ora – impone rigore e capacità dei nostri mini sindaci di gestire la città dando un bel cambio di marcia.

Oggi mi sono svegliata per la prima volta verso le sei con gli uccellini che cinguettavano. A dire il vero risultava una melodia di toni a formare un sottiler discorso musicale. La luce filtrava dalle persiane ed ho capito che sarebbe stata una giornata di sole. Poi ha suonato la sveglia ma prima ancora ho avuto le mie leccatine di buongiorno di Sally che non appena percepisce un mio movimento, come i bambini,  si sente autorizzata a energici saluti.

Petulante come i bambini perché lei a tutti gli effetti è una piccola bimba al mio fianco,  insostituibile con il suo carattere volitivo e dolce che riesce sempre a convincermi (parlo al singolare ma anche il mio ‘bambino’ è suo succube ne più ne meno) a lasciare perdere quel che faccio per giocare o uscire perchè il giardino non fà testo è solo un prolungamento della portafinestra.

Lei, oggi, è titolare a pieno diritto di quell’ amore che da sempre nella nostra famiglia è stato destinato ai nostri compagni a quattro zampe. La loro presenza è stata indispensabile alla crescita di mio figlio nell’educarlo alla delicatezza e al rispetto, alla capacità di rapportarsi con un mondo altro.
Più che Sally, e Wendy , prima ancora di loro c’è stato Golia che ha asciugato le mie lacrime, tante, della separazione. Un rituale che esplodeva la sera non appena ero sicura che il bambino non mi sentisse. Piangevo, la testa appoggiata al bracciolo di un alto divano e Golia con il suo naso mi girava il viso e guardandomi mi asciugava le lacrime.
Golia era un levriero afgano gigantesco, nato lo stesso anno di Luca e quando Luca ha smesso di gattonare il suo primo appoggio è stato il collare di Golia ed erano buffi e teneri da vedere, entrambi sbilenchi, il bambino incerto, le gambe arcuate dal pannolone e il grande cane compreso nel suo ruolo di accompagnatore.

Non so perché questi pensieri oggi, anzi sì, il desiderio di un bel ricordo che mi rassereni mentre fuori l’aria è tersa come cristallo e mi separa da tutto quello che vi è altrove e che per un giorno  non voglio sentire né sapere.

All I need is love.

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2 thoughts on “all I need is love

  1. giorgioealessio ha detto:

    Non metterò “mi piace” perché ho letto qui sotto che preferisci un commento, allora eccolo: Che bello, mi hai fatto inumidire gli occhi… è vero, i cani sono amore puro, con peli, occhioni umidi e naso bagnato! E creano tanti ricordi piacevoli, grazie che mi ci hai fatto ripensare 🙂 Alessio

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