spare parts (ricambi)

Angelina Jolie, e non una Pinco pallina qualsiasi,  ha rivelato di essersi sottoposta ad una doppia mastectomia per scongiurare il pericolo di ammalarsi di tumore al seno. Una decisione motivata soprattutto dal fatto di essere portatrice di un gene che l’avrebbe (tempo condizionale, sia chiaro) predisposta alla malattia.
L’attrice non è la prima ad avere compiuto un atto tanto clamoroso che ha portato alla ribalta, mai termine si adatta meglio trattandosi di un’attrice, un trend sempre più diffuso negli Stati Uniti di cui si è parlato sempre relativamente poco anche se a gennaio un’aspirante Miss America, ragazza giovanissima e bellissima, dichiarò di essere pronta a togliersi i seni per evitare un giorno di contrarre il cancro che ha colpito costantemente la sua famiglia.
Naturalmente e giustamente si è aperto un dibattito molto acceso nel mondo scientifico e non sull’importanza dei test genetici e della prevenzione nella lotta a una malattia che colpisce sempre più donne ma che, mi permetto di aggiungere, oggi, può essere monitorata con i controlli preventivi e dunque con cure immediate e mirate.
Mia madre ha avuto, come moltissime altre donne, un tumore al seno abbastanza ‘maligno’ e tuttavia dopo averlo debelltato ha vissuto per molti altri anni con una ‘semplice’ ricostruzione del seno parzialmente asportato..
Si dice che ora la Jolie voglia intervenire anche sul suo apparato riproduttivo, zac, via tutto.
Ovviamente, ma poi non è per me troppo ovvio, meglio prevenire che morire ma se per non morire ci si deve amputare pezzo dopo pezzo per diventare un assemblaggio di parti di ricambio, a me sorgono dei dubbi.

Ricordo, e farò un collegamento che potrebbe sembrare azzardato, la nostra vetrinaria l’anno scorso mi disse che avremo dovuto procedere alla sterilizzazione di Sally (la nostra cagnola) ed io le dissi di essere contraria a quel tipo di gratuita mutilazione ma lei mi sottolineò che, al contrario, l’intervento serviva soprattutto a prevenire l’insorgenza di tumori agli organi riproduttivi.

Domenica sbadatamente mi si è impigliata l’unghia dell’alluce alla grata della finestra – ero a piedi nudi – ha cominciato a sanguinare e oggi la parte è gonfia e violacea. E se dovesse insorgere una brutta infezione ed andare in cancrena prima il dito e poi il piede? Non sarà il caso di prevedere un’amputazione preventiva quantomeno del dito?
Stiamo davvero conquistando un’immortalità fasulla? e allora con due seni sterili, non più donne, l’anca in titanio, il cuore di un morto ammazzato, chi saremo diventate?

Assemblaggio di spare sparts

ps. un argomento molto serio che ho trattato superficialmente ma che chiama in causa eugenetica e bioetica e la loro ‘lecita’ applicazione.
E vi segnalo una bellss serie americana THE BIG C, la sostenibile leggerezza della malattia, che tratta in modo dissacrante, fatuo e nello stesso tempo profondo i vari passaggi di una giovane donna che condivide il lungo percorso della malattia – non privo di speranza – all’interno della propria famiglia. Amarsi ed essere amati, credo. Condivisione e reciproca generosità.

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18 thoughts on “spare parts (ricambi)

  1. crimson74 ha detto:

    La cosa ha suscitato molte perplessità: a me sulle prime è sembrata coraggiosa, ma ad esempio su Facebook alcune mie amiche l’hanno pesantemente criticato, affermando che si è trattato di un’esagerazione, e sottolineando come fai anche tu che poi c’è anche la prevenzione. Non so, io credo che ci sia stato un grande fattore psicologico, il ricordo della sofferenza di una madre persa troppo giovane e la volontà di non far provare la stessa esperienza ai figli… Certo in questo caso le possibilità (quasi 90 per cento) erano fortissime, credo abbia contato pure quello…

    • sherazade ha detto:

      cri’
      non ho FB e dunque i miei dubbi e le mie critiche son tutte mie. Sull’animo umano nessuno può intervenire ma sulla logica si può discutere. Il tumore al seno porta alla morte in rarissimi casi e la prevenzione è basilare. Angelina si farà due protesi perfette e voilà.
      Un tarlo mi rode. E , ancora, sarà una scelta ‘democratica’ o ‘élitaria’ riservata a quelle donne che se lo potranno permettere come la fecondazione assistita e altre costosissime cure?
      Non fare soffrire i propri figli? i propri cari? ma non soffriranno (non ho forse sofferto io) cmq? e l’eventualità di un tumore al fegato? ai polmoni? quelli che davvero sono mortali come pensa di affrontarli Angelina?

      sheralungavitatuttinterifinchesipuò

  2. crimson74 ha detto:

    Qui però parliamo di un’esperienza vissuta in prima persona che si unisce a una probabilità statistica: la somma dei fattori rende la scelta comprensibile anche se non condivisibile; il messaggio è sbagliato? Non avrebbe dovuto pubblicizzare, forse, oppure scegliere diversamente, puntare sul 10 per cento di probabilità che nulla succedesse. non credo sia stata una scelta facile comunque, incoraggiata dal ‘tanto c’ho tutti i soldi che voglio per farmele di plastica’… Sono scelte condivisibili o criticabili, che in ultima analisi appartengono al privato del singolo; se non altro, avendolo detto esplicitamente, ha evitato rumours e indiscrezioni e ha stimolato un dibattito.

  3. sherazade ha detto:

    crimson
    “Sull’animo umano nessuno può intervenire ma sulla logica si può discutere. ” Certamente una scelta del genere non sarà stata fatta ‘tanto per’ ma il messaggio che arriva è inquietante.

    sheràbiebtot

  4. ele ha detto:

    questa notizia mi ha colpito molto, proprio perchè mi sono sembrate delle mutilazioni compiute su organi – sinora – perfettamente sani, mutilazioni che probabilmente le ripeteranno sulle ovaie, sinora perfette. mi è sembrato uno svuotamento totale di una donna. penso che ci sia qualche altro motivo sotto. una donna così bella e così giovane, un contenitore bello e – apparentemente – perfetto, senza contenuto. e poi anche la scelta di non avere figli suoi, tutti adottati… mi sembra tutto molto contro natura. secondo me è una persona molto infelice. e forse malata. uno scienziato di cui ora non ricordo il nome ha detto – ne hanno parlato al tg delle scienze Leonardo – che lui ha vissuto felice tutta la vita perchè ha saputo solo verso gli 80 anni di portare nei geni il tumore…e di non essersi dovuto porre la questione delle eventuali mutilazioni…e tuttavia di non averlo ancora, il tumore.

  5. sherazade ha detto:

    ele

    siccome per mio difetto non seguo molto “le vite degli altri” (riferimento ad un bellss film, ho consultato il magico google e ‘La coppia Jolie-Pitt ha sei figli, tre adottati e tre biologici.’
    Resta per me valido il tuo pensiero sull’infelicità e l’esempio che hai portato per me è condivisibile.
    Piuttosto consci la serie The big C?

    sheraunabbraccioaffettuoso

  6. katherine ha detto:

    Condivido il tuo pensiero. Un mio preside diceva sempre: “Mai fasciarsi la testa prima di averla rotta!” In effetti dovremmo vivere eternamente nella paura e mutilarci pezzo per pezzo, per poi scoprire di avere una malattia che non si può prevenire o un cancro in un organo che non si può togliere. Una mia collega, dopo aver visto la madre morire di cancro, non faceva altro che controllarsi ovunque. Passava da un medico all’altro, da un’analisi all’altra…Nel giro di una notte le è venuto un ictus e se n’è andata a 53 anni. Quello non l’aveva previsto!

    kathepienadiacciacchichevuoleviveresenzapensarci

    • sherazade ha detto:

      Kath
      ma anche ‘Non chiudere la stalla quando i buoi sono scappati’, il che significa prevenzione prevenzione prevenzione che nn deve far rima con amputazione.
      Però siamo sempre lì: ognuno sia libero di scegliere in base alla propria sensibilità e alla sua storia.
      Non fare soffrire i figli? i propri cari? oh ma la sofferenza ci sarà cmq e tu ed io, e molti tra noi, lo sappiamo bene.
      Conosci questa serie televisiva che cito? Il messaggio è semplice come l’ineluttabilità della malattia: vivere curandosi, vivere e condividere i mom di speranza o di rassegnazione giorno per giorno.
      Omnia vincit amor. E’ banale ma è proprio così.

      sherancheleiunpo’darottamaremanndiciamoloalsindacoRenzi

  7. wolfghost ha detto:

    Ho già scritto su altri blog a proposito di questo argomento. Veronesi sostiene che è vero che il rischio per la Jolie è sceso dall’87 al 5%, ma che le protesi potrebbero mascherare pericolosamente l’eventuale (ed a quel punto sfortunato) insorgere di un tumore, ovvero: 5%… ma se capita sono guai seri! Invece, con controlli costanti e eventuali cure mirate, come hai scritto tu, la possibilità di guarigione è altissima, se ricordo bene attorno al 97%. Dopodiché si guarda bene dal prendere posizione sul caso specifico che, a suo dire, dipende molto dalla persona: sostanzialmente, se il rischio faceva vivere male Angelina… bé, allora si può capire. Invece capisce meno un inglese che si è fatto asportare la prostata per lo stesso motivo: mentre l’intervento al seno con susseguente ricostruzione è comunque “operativamente” semplice, l’asportazione della prostata è altra cosa e su questa ipotesi lui si schiera decisamente contro.
    Ma ogni caso è caso a sé.

    http://www.wolfghost.com

    • sherazade ha detto:

      wolf,
      intanto grazie.
      la vita e la morte sono imprevedibili Quel 5% potrebbe fare accadere qualsiasi altra cosa o aggravare un’eventualità per cui si è intervenuti così drasticamente.
      Il punto resta che se quel 5% di grande incognita è meno gravoso.. che mastectomia sia.
      Il caso del signore inglese cmq rientra in quel mio timore che ogni intervento sul proprio corpo diventi ‘routine’, e tu e tua moglie che si occupa dei nostri amici a 4 zampe lo sapete dell’asportazioni degli organi genitali femminili non tanto più a ‘sterilizzare’ ma a cura preventiva contro l’insorgenza di eventuali tumori. La mia cagnolina resta integra e se sarà la cureremo.
      L’involontaria pubblicità data dalla notorietà dell’attrice purtroppo credo faccia da apripista a tanti ipocondriaci che invece di prendere milioni di intrugli cominceranno a considerare più ‘sicura’ l’asportazione di questo o quell’organo per finire…investiti sulle strisce.

      sherazadec’estlavie

  8. giovanotta ha detto:

    non è semplice schierarsi pro o contro questa scelta, come dici tu e i tuoi amici/amiche, la cosa è molto personale.. io non so che farei se qualcuno mi diagnosticasse una probabilità all’87%.. piuttosto che subire intereventi probabilmente mi farei un controllo ogni mese (tempi della sanità permettendo…..). Onestamente non credo troppo all’ipotesi emulazione.. probabilmente quell’uomo ci stava già pensando a prescindere. Non conosco la serie Big C, mi pare i riscolti siano ottimisti, la cercherò :- )
    salutonepiovosoeunpo’uggioso

  9. sherazade ha detto:

    giovanotta
    una pro-ba.bi-li-tà dell’87% che poi non è chiaro se di tumore in generale o focalizzato al seno (credo la seconda). Ma i tumori al seno oggi sono ampiamente curabili e lo erano già – con cure assai pesanti – circa vent’anni fa. Con un buon monitoraggio qualora si presentasse il tumore ci sarebbe cmq tempo per un intervento tanto invasivo.
    MI domando se il chirurgo prima di asportare i seni abbia consigliato la signora Jolie di parlare a lungo con uno psicoterapeuta.
    Credo che al di là di tutto, protesi più che perfette, invidiabili esteticamente, non cancellino il senso di impotenza e solitudine rispetto alla paura dell’insorgenza della malattia.

    sheraquellocheledonnenondicono

  10. luigi ha detto:

    non siamo noi padroni del nostro destino, ma come nel caso della Jolie, possiamo prevenire..ma non risolvere.
    la vita va accettata cosi com’è…tanto quando è ora, non ci si può fare nulla, e io dico per fortuna
    buon weekend e buona votazione :))))

    • sherazade ha detto:

      Luigi,
      sono d’accordo con te una ‘sana’ prevenzione, attenta il più possibile tanto poi se ha da essere succede anche sulle strisce pedonali. grrrr

      sheraventoegreddodamontagna

  11. luigi ha detto:

    p.s. aò..ma nun è che se me vieni a trovà m’offendo eh???

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