my sweetest killer

Ebbene sì, ho cresciuto un killer nella mia casa e l’ho nutrito del mio amore.
E’ il fulcro dei nostri pensieri, quelli miei e di mio figlio. Siamo persino riusciti ad utilizzare per lui il linguaggio lezioso di certi genitori rincretiniti di fronte alle mirabilie dei loro pargoli.
Nessuno tra i suoi simili, e spesso tra gli umanoidi, ne eguaglia l’intelligenza, la furbizia e quella giusta dose di ‘mignotteria’ affettuosa che ti scioglie e le concedi una passeggiata anche se ti pulsano forte le tempie e sai di avere la febbre.

Il mio killer parecchi di voi lo conosco, non ancora come killer ma come dolce cagnola di jack russel che conteneva il suo dna di cane da ‘tana’ dunque veloce e feroce nello stanare e uccidere senza sbranare dai tassi alle volpi ai….topi.

Ieri sera me ne stavo paciosa, un po’ inebetita dal cibo e dalle libagioni fuori programma ma perfettamente in sintonia con la compagnia che ogni primo maggio da anni si raduna a casa mia per fave e pecorino e molto altro.

Segiovo e non seguivo un melensissimo quanto insignificante film con Antonio Banderas improbabile filantropo quando nell’arco di cinque, secondi, forse anche tre e mezzo, la poltroncina di vimini dove il killer, ignaro e spossato dai troppi giochi e dalle troppe attenzioni, dormiva esausto viene spinta di forza ruotando su se stessa da un balzo a terra, due forti crolloni di testa a ai miei piedi si materializza un topo morto stecchito le quattro zampette rosee all’aria appiattito al pavimento.
Il mio brivido di orrore ed il mio urlo sono stati altrettanto immediati.
A meno di cinque secondi per assolvere al  ‘compito’ della Sallyina hanno corrisposto  due ore di panico mio e di mio figlio sul chi avrebbe avuto più coraggio e meno ‘schifo’ a raccogliere , e come?, la carcassa che aveva le non indifferenti misure du una grossa cavia. Un topo di fogna di cui Roma, come tutte le grandi città, è infestata. La messa in opera della linea B della metrolitana ha certamente sfrattato grandi colonie di topi ora allo sbado.
Alla fine io, ho provveduto con lo scopettone a spingere l’intruso nel raccogli mondezza del giardino, gettarlo nel cestone, chiuderlo ermeticamente con doppi nodi e mio figlio solo allora ha fatto la sua pur minima parte andando a gettare tutto nel secchione in strada.

Il dubbio a quel punto era: scegliere tra“Materiali non riciclabile”, “Alimenti o altri rifiuti organici”.
Voi che avreste fatto?
Sallybacetti

Momenti di amorosi scambi

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11 thoughts on “my sweetest killer

  1. lucianaele ha detto:

    Carinissimo il tuo racconto……
    A me è successa una cosa simile con il mio gatto: un ramarro nel cesto della biancheria da stirare………
    Buon pomeriggio,
    Luciana

    • sherazade ha detto:

      Luciana
      a me piacciono i ramarri ma il topo pur non facendomi strillare sulla sedia come un’aquila mi fa paura per le malattie che porta per un morso o semplicemente per la sua presenza in una casa.

      sheramailramarrodovèfinito?

  2. masticone ha detto:

    che belli

  3. sherazade ha detto:

    che belli chi? cosa?

    sheryncuriositassai

  4. crimson74 ha detto:

    A ‘sto punto potevi postarci la foto della ‘vittima’… 😀 Ovviamente va nell’organico… tutto ottimo materiale da concime… ;-D

  5. sherazadeherazade ha detto:

    cri’
    non mi hai convinto mejo ave lassato er topo ne l’organico.

    sherannmecefa’penza’

  6. sherazadeherazade ha detto:

    Nessun topo visibile nei paraggi e dunque ….
    Buona domenica 🙂

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