Toy boy

 

Nell’illusione di avere sdoganato il pregiudizio che soltanto gli uomini anziani, (diciamo pure della terza e quarta età, età che impallidisce nella misura in cui aumentano i capitali del vegliardo), possano con il placet del consesso sociale permettersi una giovine signora o addirittura una fanciulla dell’età della figlia minore appendendo al chiodo la loro compagna di una vita ormai cinquantenne, insomma, anche le donne, per lo più quelle conosciute che fanno parte di un certo establishment economico e/o modaiolo hanno scoperto che non vi è nulla di disdicevole accompagnarsi ad un bel giovane alla luce del sole e vieppiù al chiarore della luna rispolverando le proferte amorose ed i complimenti che il marito fedifrago aveva scordato da un pezzo ritenendo meno faticoso buttarsi ex novo in un nuovo coinvolgente, fresco amore.
Ricordo che ancora una trentina di anni fa una mia bellissima amica quarantenne, che io invidiavo ed avevo preso a modello di grande autonomia nel vedere la’more e il sesso, visse , e pose fine tra pianti e tormenti a un intensissimo amore per la sola ragione che ‘lui’ aveva 13 anni meno di lei.

Insomma va bene tutto quanto attiene alla sfera sessuale ed emotiva dell’uomo ma nel libertario e libertino 2.0 continuiamo a fare sorrisetti ammiccanti se non di commiserazione ed a mettere in discussione l’esistenza di un rapporto tra un uomo (ragazzo) più giovane ed una signora cinquantenne e più?
Noi donne per prime siamo quelle che ci lasciamo condizionare e non lasciamo spazio alla possibilità di innamorarci (ancora) di un giovane uomo nel timore di immaginarci ‘vecchie’ di fronte a un lui ancora aitante.
Già: “che ne sarà di me a settant’anni quando lui ne avrà soltanto cinquanta? Cosa avrò ancora da offrirgli?”
Per quel che mi riguarda mentre da una parte penso che la giovinezza reclami anche i suoi impulsi sessuali, dall’altra penso che si lasci soggiogare dal fascino e dalla cultura e, perché no, dallo ‘status’ di un compagno/a più adulto. Ma questo essere adulti e adulte davvero non ha limiti? Al maschile, evidentemente, no.
Nella mia scelta di vivere dopo il lontanissimo divorzio, la separazione dei sentimenti, ovvero amore, passione, condivisione ma poi ognuno a casa sua, io, tanto dura con me stessa quanto romantica per la vita degli altri prediligo il lieto fine della liturgia del sacramento ‘finchè morte non vi separi’. Avete presente il premiatissimo ‘Amour’? Non vedetelo perché è di un angosciante terrificante (è spesso la pecca di molti film d’autore). In fondo per me lo è sempre stato : ‘fino alla morte, sì, ma dell’amore.

Tutto non si può avere e la linea della vita tante volte viene spezzata e riprende e mai con la stessa velocità e intensità e potrebbe essere che oltre quell’età accettabile per i benpensanti una donna non più giovane si innamori, riamata, da un giovane molto più giovane. In fondo un approcio speculare a quello che dall’altra parte della strada vive il suo ex compagno, coetaneo, padre, o non, di figli maggiorenni. Solo che lui è un ganzo, uno che può permetterselo (raro comunque incrociare un postino, un impiegato di mezza età, uno da mille euro al mese, con la bellezza di turno) mentre lei è una donna di mezza età (magari con qualche ‘ritocchino, ma del resto il suo ex di tinge i capelli) e il suo nuovo compagno è etichettato come ‘toy boy’, un ragazzo giocattolo, il prolungamento del suo pene.
E allora nel terzo millennio nell’Europa del malcontento e del malcostume le donne o sono giovani e belle, o sono trasparenti angeli del focolare ma, anche quando il focolare è spento, se tentano di rifarsi una vita uscendo dai ranghi vengono ridicolizzate, demonizzate se non fatte fuori.
A me viene in mente il bellissimo viso, gli occhi luminosi di Dacia Maraini, seducente signora sessantenne, che fece scalpore perché per anni si accompagnò con un ‘ragazzo’ molto più giovane di lei. Oggi è sola perché di fronte alla morte non c’è differenza d’età che conti: arriva il tuo momento e via. Finito.

Il punto? Forse che le regole dell’amore non dovrebbero essere appannaggio maschile e che noi donne finte emancipate a dispetto di tutto ci lasciamo ancora condizionare dal pensiero maschile. Basterebbe tanto poco ed a Roma si userebbe una espressione troppo colorita che potrei riassumere con un : ‘Vivi e lascia vivere’.