una donna come tante

Lei è Piccolina, morbidosa nel suo piumino;  non più fanciulla.
Lui è alto, bruno, benfatto, esuberante e giovane.
Non passano inosservati sul lungomare di Fregane quando scendono dalla moto ringhiosa.
Lei si toglie il casco scrollando i capelli.
Lui si passa la mano a pettine tra i ricci appiattiti sulla fronte.
Lei ombrosa con l’espressione corrucciata per il sole tagliente, fuori stagione.
Lui che aggiunge luce alla luce, raggiante come sempre quanto se la ‘tira’ dietro sulla moto e nel viaggio riesce ad accarezzarle la gamba urlando quel “Tutto bene?” che a lei arriva con i vortici dell’aria e le scompigliano i capelli raccolti dietro la nuca.
Lui sorride: “Tutto bene?” quando seduti al tavolino di fronte al mare le prende la mano e se la posa sulla guancia, stringe gli occhi a fessura conscio di avere rubato la marmellata.
Lei aggrotta le sopraciglia appena disegnate perché queste affettuosità tra la gente la straniscono. Prova a ritrarsi immaginando sguardi puntuti aghi di spillo.
Lui che ripete: “Tutto bene?” e l’interrogativo le giunge con un brivido di piacere quando allungandosi oltre il tavolino le posa un piccolo bacio nell’incavo del collo.
“Tutto bene?” mentre lui, grande. la racchiude, sbilanciandola, tra le sue braccia, bozzolo di farfalla il mento sulle ginocchia, sul divano fiorito, intenta a seguire i titoli di coda del dvd di “Blade runner”.
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“Rachel era speciale, non aveva data di termine. Non sapevo quanto saremmo stati insieme..ma chi è che lo sa?”
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Lui la stringe sicuro “Tutto bene, tutto bene mia contorta signora!” e non vi è interrogativo nella sua voce ma una reiterata certezza.
Lei slega le gambe, stende le braccia, la sua dolcezza si scioglie e lo inonda di piccoli, intesi, luminosissimi, baci. E’ ormai sera

“Do androids dream of electric sheeps?”

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