lungimiranza statica

Discorso alla nazione  del Presidente degli Stati uniti d’America John F. Kennedy (28 ottobre 1962)
“Che tipo di pace cerchiamo?
Sto parlando di una pace vera.  Il tipo di pace che rende la vita sulla terra degna di essere vissuta.  Non solamente la pace del nostro tempo, ma la pace in tutti i tempi.  I nostri problemi vengono creati dall’uomo, perciò possono essere risolti dall’uomo.  Perché in ultima analisi,  il legame fondamentale che unisce tutti noi é che abitiamo tutti su questo piccolo pianeta. Respiriamo tutti la stessa aria.   Abbiamo tutti a cuore il futuro dei nostri figli. E siamo tutti solo di passaggio…”
Era il 1962, cinquant’anni, o meglio cinquant’anni e qualche mese,  e mi sono ritrovata a collegare questo discorso alla nazione del Presidente Kennedy, ucciso l’anno successivo, il 22 novembre (lascio alla Storia ogni giudizio, più approfondito, positivo o negativo che sia )  a quello del giuramento di due giorni fa  per il secondo mandato dell’ultimo (last but not least)  Presidente degli Stati Uniti d’America,  Hussein Barak Obama. La stessa lungimiranza e sopratutto, nel segno dei tempi,  l’attenzione ai diritti inalienabili da estendere a tutti. Un cammnino ancora lungo da compiere a ‘maniche rimboccate’.
“Ciò che ci unisce come nazione non è il colore della nostra pelle né l’origine dei nostri nomi, ma che tutti gli uomini sono creati uguali e hanno diritti inalienabili: Il nostro lavoro non sarà completo finche i nostri fratelli e le nostre sorelle gay non saranno trattati come chiunque altro in base alla legge”.
In base alla legge!  E, qui, da noi, in Italia? sconfortante.
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4 thoughts on “lungimiranza statica

  1. ele ha detto:

    beh mi sembra che in 50 anni non siano riusciti i buoni propositi del primo…anzi l’hanno proprio tolto di mezzo, ammazzato, ad evitare che li perseguisse…e ieri un amico mi informava giustappunto che siamo appena entrati in guerra contro il mali..

    • sherazade ha detto:

      Ele, se è per questo la famiglia Kennedy di morti ‘ammazzati’ ne conta ben due John e Robert, il loro fratello Ted, seppure malato e in carrozzella ha fortemente patrocinato l’elezione di Barak Obama, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha magnanimamente definito ‘abbronzato’
      Quanto ai rpoponimenti di grande respiro anche “I have a dream” di ML King ancora non si è avverat nella sua pienezza ma è in movimento.
      Poi ci sono i lacci e lacciuoli della politica che stringono e dai quali bisogna districarsi. Ho fiducia in Barak Obama anche a dispetto di questa nuova guerra ‘in difesa’ delle popolazioni del Mali.
      Non vi vive di parole ma le parole possono uccidere ed io nel mio ragionamento volutamente rattrappito non ho menziononato il discorso di una neo candidata alla lista Monti, VALENTINA VEZZALI:
      “Penso che la natura di un uomo sia di stare con una donna…I nostri figli hanno bisogno di un punto di riferimento SANO sotto un profilo etico e morale e questo è la famiglia composta da UOMO e DONNA”
      Ecco, questo è il nostro Paese, un paese dove i ‘diversi’ p per colore, religione, s3ssualità, salute sono ancora fortemente stigmativvati.
      Ecco la differenza che sta anche solo nelle parolee, ripeto, fossero anche soltanto parole possono lenire, fare sperare o ferire a morte.

      sheradigranfrettaxchèbisognalavorare,grazie

  2. sportelloutenti ha detto:

    Se non altro adesso Obama non ha la pressione dell’essere rieletto ed ha quindi più possibilità di azione. Speriamo bene. Sui nostri politici attuali stenderei una “trapunta” pietosa
    Elisa

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