Decresciamo felicemente

Ho visto la fotografia di un pallone rudimentale fatto di stracci intrecciati strettamente tra loro.
Mi sono tornate alla mente vecchie fotografie in bianco e nero dell’Italia dei primi anni cinquanta.
Questo pallone qui era stretto con orgoglio da un ragazzinetto, gambette esili, mal vestito di un oggi così lontano dall’immagine ‘griffata’ dell’opulenza di quello stile di vita che in mo(n)di diversi ci siamo assoggettati a rincorrere.
Ho ripensato ai molti ragionamenti che in primis l’economista Serge Latouche porta avanti da anni sulla fine delle risorse e sulla necessità di reinventare un mondo diverso partendo da una ‘decrescita felice’.

Già, basta  la forma di un pallone rudimentale per fare due più due, guardare a questo Natale che si sta avvicinando timidamente vergognoso perché sarà molto più povero per molti, troppi, di noi.
Lo sarà per molti bambini o giovinetti che si aspettano l’i-pad o l’i-qualchecosa e molti genitori non saranno in grado di dire loro, di spiegare loro che, forse, qualcosa deve cambiare, cambiare in meglio e che questa Natale, soprattutto, sarà il passaggio obbligato verso un futuro migliore.

19 thoughts on “Decresciamo felicemente

  1. sportelloutenti ha detto:

    Io capisco che il consumismo becero ha rovinato il mondo distruggendo risorse insostituibili, numero uno l’ambiente inquinandolo e che non bisogna sprecare, buttare via, ecc… (le varie “erre”) ma mi mette una tristezza tutto questo. Penso che i miei nipoti avranno meno di quello che ho io perchè io ho sprecato quello che sarebbe toccato a loro e mi viene male. 😦
    Ormai quando vedo o sento parlare di Latouche alla tele cambio canale.
    Elisa

  2. sherazade ha detto:

    cara Elisa,
    premetto che provengo da una famiglia della buona borghesia torinese per spiegare meglio che la morigeratezza era uno stile di vita e quando io ero piccola, piccolissima, la televisione era un ‘lusso’ in bianco e nero, come avere una macchina e fare le vacanze in paese sconociuti oggi sovraffollati.
    Il week end stava nel mondo delle nuvole, era impensabile, la domenica c’erano il Valentino e il lago di Avigliana. Che dire del cappuccino e cornetto diventati un ‘must’ del mordi e fuggi? Le paste si compravano la domenica e i giochi si ricevevano a Natale e al compleanno. Le prime feste di noi ragazzi si facevano rigorosamente a casa e non al pub o in discoteca. Non esisteva la dieta mediterranea e si doveva mangiare di tutto ecco, in questo caso sì, senza essere “schizzinosi”. Ristorante? La pizza?
    Se io oggi ho dei problemi non sono stati certo dovuti a queste restrizioni nè credo che mio figlio cresciuto con maggiore morigeratezza di altri suoi coetanei mi rinfacci questo tipo di educazione.
    Per me si tratta di fare semplicemente un passo indietro, di adattarci a nuovi (o vecchi) ritmi.
    Con consapevolezza. Le colpe ci sono e sono politiche ed economiche.

    sherachecolazionelasifàinsiemeacasanchemezz’oraprima 🙂

  3. ideeintavola ha detto:

    Sarebbe bello se i bambini di oggi potessero riscoprire il piacere di giocare tutti insieme con giochi semplici e magri anche fai da te, piuttoste che fossilizzarsi davanti ad un console!!!Baci, Sonia

    • sherazade ha detto:

      Quello che tu farai con i tuoi figli, cara Sonia, insegnando a godere del cibo fatto con le loro mani, elaborato con gusto servito con eleganza che batte tutti i record dei più forchettati restaurants 😉
      Non è un caso che la cosiddetta cucina povera sia tanto gustosa e tanto amata.

      sheraquestaserainvoltiniaòcurryeprovolahahammmete

  4. katherine ha detto:

    Io sono sicura che i bambini di una volta fossero più felici…Io ero sicuramente una bambina felice e sapevo apprezzare quel poco che avevo. Forse un ritorno alla semplicità, ai giochi di gruppo, al dialogo, all’aiutarsi reciprocamente non sarà un male per i tanti giovani troppo annoiati e stanchi di tutto del nostro presente. Però questa consapevolezza dello stare tornando indietro è sicuramente triste, perchè per il futuro bisognerebbe sempre poter guardare avanti. Non ci resta che sperare che questa crisi non duri troppo a lungo e non lasci troppi feriti sul campo.

    • sherazade ha detto:

      Kathy, eccoti mentre rispondevo a Sonia!
      per me non è un tornare indietro ma ridimensionare la ‘grandeur’ che molti paesi inclusa l’Italia non potevano permettersi.
      Noi dobbiamo programmare e lasciare un futuro per i nostri figli e possiamo farlo soltanto se sapremo modificare tanti nostri comportamenti. Reindirizzare l’economia, non cancellare i diritti, e se questo implica il ritorno a qualche ‘vecchio’, piccolo sacrificio, per me, ben venga.
      Un grande esempio che mi ha colpito è stato il viaggio vacanziero di tuo figlio in bicicletta, un bellss esempio di ‘decrescita felice’, di arricchimento, una scelta culturale non una privazione.

      sheramentrefuorituonatuttaforza

  5. sherazade ha detto:

    Sonia,
    tutto quello che noi facciamo con amore, io credo venga recepito dai nostri figli con uguale sentimento. Forse poi faranno altro ma resterà dentro come loro bagaglio personale.

    sheramannaggiaquistadiluviandooo

  6. elisa ha detto:

    lui ha ragione… il consumismo porta solo alla sfruttamento di persone che lavorano a pochi soldi e quindi senza tutele e diritti. Lo vediamo anche da noi, si sono perse diritti sindacali acquistati in anni e anni di lotta. I lavoratori sono una fascia fortunata, perchè lavorano e basta in una società che produce sempre più disoccupati.
    E’ una società povera e frustrata quella che ci si pone oggi.
    Si desidera quello che non si può avere e si fanno debiti per averlo comunque., invece di tornare a vivere a tasso materiale zero.
    Poche cose sono necessarie tutto il resto è spirito… e riciclare e reinventare e coltivare e barattare…
    I negozi dell’usato fanno infatti affari d’oro

  7. giovanotta ha detto:

    bravissima Shera!! sono una sostenitrice della decrescita (più o meno felice..) per la semplice ragione che non possiamo più ignorare la realtà dei fatti, e cioè che stiamo consumando molto PIU’ di quello che possiamo permetterci! e che continuando di questo passo la Terra è destinata ad esaurirsi, con tanti tanti problemi (che in parte vediamo già)per i figli, i nipoti ecc.
    Ti segnalo questi documentari che sta dando RAI5 “La terra vista dal cielo” (a destra del video le altre puntate), ciao!

    • sherazade ha detto:

      Giovanotta, grazie dell’informazione.
      Io credo che negli anni si sia acquistata anche una maggiore consapevolezza verso il vivente. Avere messo al bando le pellicce non è un tornare indietro ma un passo avanti culturale. Cos’ come potere ritornare a concepire l’agricoltura come un bene rinnovabile e non da spolpare con culture intensive. Tanti, troppi sono i piccoli gesti che renderebbero ìgiustizia’ all’universo e a noi maggiore stabilità senza che questi (gesti) debbano essere vissuti come regressione al passato, anzi proietterebbero i nostri figli e i nostri nipoti in un futuro più sicuro.

      sheravantituttalevandoqualcosa

  8. luigi ha detto:

    scordatelo…piuttosto i genitori mangeranno pane e cipolla, ma l’i-phone 5 col cavolo che non glielo comprano…
    viziati, ignoranti e prepotenti..ecco cosa abbiamo tirato su oggi
    e questi sarebbero il futuro del paese???
    rimpiango i miei tempi, dove sì, i miei, mi facevano 1 regalo 1..ma per me era sempre il piu bello..anche se magari costava poco perchè non potevano spendere..
    altri tempi? forse…ma io li rimpiango

    • sherazade ha detto:

      Luigi,
      non tutti i giovani sono come dici tu tutti ‘griggati’ e affamati di lusso. Credo i tuoi figli non lo sia, nè lo è il mio o moltissimi altri. Io non rimpiango i bei tempi andati nel loro insieme. Credo che dovremmo riappropriarci di un po’ di quel rigore 🙂

      sherasususuch’oracestannopureliColdplay

  9. sherazade ha detto:

    una bella canzone dei Coldplay, forse un po’ scorata nelle immagini ma anche in tema.

  10. giovanotta ha detto:

    e sì, vagamente triste.. però carino l’elefante che ritrova gli amici 😉
    buona domenica

  11. banzai43 ha detto:

    Evviva Latouche.
    Io facevo più di un pallone al giorno con la carta di scarto, perché poco resistevano. Era carta, bagnata. di una tipografia sottocasa. Gli stracci erano quasi una ricchezza. Mamma sapeva bene come usarli meglio che prenderli a calci.
    Non ricordo se ero un bimbo felice. Certamente mi sono divertito, ho sudato, ho litigato, ho fatto impazzire il sacerdote che, all’oratorio, tentava di contenere tanti gattini semirandagi, ho avuto i primi amori e le prime delusioni. Ho vissuto!
    I problemi in famiglia erano tanti ed eravamo abbastanza poveri. Per mio padre, a fine guerra, disegnatore grafico, non c’era molto lavoro e mia madre, dopo aver fatto la tranviera, riempiva di inchiostro i refill delle prime penne biro (rassomiglivano proprio alle penne; le bic sono venute più tardi).
    Ora sono un arrabbiato, più calmo, ma arrabbiato, contro la corruzione, il malaffare, la stupidità, la diseducazione … eccetera, ecc, ecc.
    Milano, 2 dicembre.
    Primo freddo.
    Buona domenica e buon inizio settimana.
    banzai43

    • sherazade ha detto:

      e in tutte queste calme arrabbiature che più ossimoro non si puo’, come te, forse non so (ma il fatto è che non ce lo domandavamo) se ero felice. Certamente l’aria era un’altra cneh per una piccola cittadina abituata ai giardinetti. Mi chiamavano Pumin perchè come una meletta vevo le guancette sempre arrossate dal freddo e dall’entusiasmo. Non è altrettanto gustoso ticchettare sulla tastiera, ‘messaggiare’ col cellulare 😉

      sheraciaoBanzaitrapioggiaelamedisole

  12. sporchibanchieri ha detto:

    Touché! Grandissimo pensatore. La scarsezza economica genera la ricchezza di idee.
    Un saluto

    • sherazadesherazade ha detto:

      banchieri
      grazie di essere arrivato a leggere tant indietro 🙂
      Sono anch’io convinta che maggire morigeratezza non potrebbe che giovare a tutti noi a vantaggi di una maggiore sensibilità di azioni e di pensiero.
      sherazadeàlaprochaine

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