‘…lacrime nella pioggia…’

‘Once upon a time’ gli uomini (e le donne) nel tentativo di salvarsi correvano verso la terra ferma, nelle grotte, nelle foreste, poi si costruirono dei rifugi, poi ..poi…
La terra di oggi trema mentre valanghe di acqua, detriti e fango si riversano nelle case, tracimano alberi, esseri umani e tanti animali cui nessuno fa cenno come se non fossero anche loro in grande sofferenza, spesso impastoiati e impossibilita a tentare una fuga, oppure allo sbando in spazi inimmaginabili per loro costretti in stabulari, in gabbiette 4×4.  Finalmente liberi,  liberi di morire senza che la loro morte produca ‘richezza’, un passivo invisibile rispetto al capannone che crolla.
E a dispetto di tutto ciò nulla viene fatto seriamente,  definitivamente,  da chi sarebbe preposto a tutelare la salute del pianeta,  di noi tutti esseri viventi.
Restano le lacrime, lacrime nella pioggia.

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8 thoughts on “‘…lacrime nella pioggia…’

  1. luigi ha detto:

    anch’io ho visto in questo lercio paese cose che voi umani……
    ed è per questo che se avessi 20 anni sgamerei di corsa…:))

    • sherazade ha detto:

      Luigi,
      lo ricordi che Blade runner è ambientato nel 2014? abbiamo il ‘web’ (come ci si riempie bene la bocca!) ma il futuro che ci si presenta è apocalittico.
      sheraquantoacosevisteancheleiabuonpuntoahinoi

      • luigi ha detto:

        ed è per questo che continuo a dire a mia figlia di andarsene all’estero..perlo contro i miei interessi, ma le voglio troppo bene per vederla marcire qui

  2. katherine ha detto:

    Insomma, da che mondo è mondo è sempre piovuto, ricordo da piccola settimane intere di pioggia, eppure non c’era un’alluvione ogni volta. Ce n’era stata una a Firenze, ricordo, ma poi basta. Ora succedono catastrofi ad ogni temporale…sarà cambiato il tempo, ma soprattutto non si puliscono più gli argini dei fiumi e dei torrenti, si costruisce dove non si dovrebbe, si disbosca senza ritegno. Insomma, ci stiamo veramente autodistruggendo, e pensare che abbiamo macchinari molto più potenti di una volta che pulirebbero i greti dei fiumi molto meglio di quanto si faceva a mano, e tanta gente senza lavoro che lavorerebbe volentieri per mantenere il mondo più pulito e meno pericoloso. Dove andremo a finire?

  3. sportelloutenti ha detto:

    Se in Italia si facesse una seria politica di salvaguardia del territorio, si darebbe lavoro a tante persone che oggi sono precarie e disoccupate e si spenderebbe meno e meglio che a mettere pezze ai danni successivi alle alluvioni….che poi le vite perse, quelle chi le ripaga?
    Elisa

  4. sherazade ha detto:

    Elisa, infatti.
    Ma sembra che a dispetto dei fatti e dei numeri vantaggiosi (tanti posti di lavoro, molte meno morti e anche risorse meglio distribuite) ci sia più guadagno a ‘metterci delle pezze’.
    La mia famiglia ha un casale sopra Orvieto. Una piccola frazione. Otto tra loro hanno perso il lavoro mentre i loro datori hanno perso tutto perchè Orvieto scalo è stato devastato dal fiume Paglia.
    Ci sono tanti modi di morire anche da vivi.

    sheraintantopensiomoalterzopoloMontezemoloproMontiacc…

  5. banzai43 ha detto:

    Tempi tristissimi. Orribili. Bagnati.
    Amabilissima ed amatissima shera cerchiamo di resistere ed operare per IL cambiamento e non per UN QUALCHE cambiamento, quale che sia.
    Buona settimana.
    banzai43

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