‘…lacrime nella pioggia…’

‘Once upon a time’ gli uomini (e le donne) nel tentativo di salvarsi correvano verso la terra ferma, nelle grotte, nelle foreste, poi si costruirono dei rifugi, poi ..poi…
La terra di oggi trema mentre valanghe di acqua, detriti e fango si riversano nelle case, tracimano alberi, esseri umani e tanti animali cui nessuno fa cenno come se non fossero anche loro in grande sofferenza, spesso impastoiati e impossibilita a tentare una fuga, oppure allo sbando in spazi inimmaginabili per loro costretti in stabulari, in gabbiette 4×4.  Finalmente liberi,  liberi di morire senza che la loro morte produca ‘richezza’, un passivo invisibile rispetto al capannone che crolla.
E a dispetto di tutto ciò nulla viene fatto seriamente,  definitivamente,  da chi sarebbe preposto a tutelare la salute del pianeta,  di noi tutti esseri viventi.
Restano le lacrime, lacrime nella pioggia.