working on a dream

Il clima si fa teso nell’incertezza.
L’America va alle urne con due candidati che a sondaggi alterni sono più o meno alla pari e dunque l’esito è, potrebbe ribaltarsi, a favore dell’uno o dell’altro.
L’uno è l’attuale Presidente Barak Obama, l’altro il ricco magnate nell’ordine dei 300milioni di $, Mitt Romney.

Ricordo l’ansia e le aspettative che noi italiani ‘di sinistra’ riversammo sulla figura di Obama quattro anni fa.
Dopo l’era dei due Bush finalmente guardavamo ad un Presidente di sinistra. Ci prendevamo una rivincita morale nell’Italia berlusconiana. Obama non ha mantenuto tutte l sue promesse ma certamente in politica estera è stato un grande mediatore. Ha preso un Paese piegato da una crisi economica che si è riverberata su tutto il mondo eppure ha difeso l’istruzione pubblica, l’ambiente, la sua riforma sanitaria (stenuamente ostacolata dai repubblicani) si basa su sacrosanti criteri di giustizia sociale. Non è un caso (mal gliene incorse) che Romney abbia detto sprezzatamente che il 40% della popolazione americana è costituita da parassiti.

Avendo vissuto e studiato negli Stati Uniti, a New York, e anche dalle sensazioni che ho riportato negli anni successivi, io credo che oggi il popolo americano sia anagraficamente cambiato, si sia sensilizzato oltre alle apparenze al ‘bene comune’ e che dunque sia più vicino alle posizioni di Barak Obama che ha vinto il primo mandato a dispetto della sua razza: in parte nero e in parte bianco con il problema, quindi, di farsi accettare dai neri e dai bianchi,

Credo che una seconda chance gli sia dovuta perché a parere dei più, anche e soprattutto dei disillusi, degli scontenti, le idee e le politiche di Romney porterebbero l’America indietro di cent’anni.

Ed io mi fermo qui, non ho pretese di politologa. Amo l’America, è un bellissimo paese. Non posso non tornarci e provare ogni volta il batticuore vedendola avvicinarsi nell’atterraggio. I suoi scrittori, la sua musica, sono legati agli anni della mia formazione. In Italia c’erano i cantautori, l’inossidabile ‘molleggiato’ Celentano, io scoprivo la musica di Patti Smith e di Dylan e di quel grande istrione, bellissimo,  Bruce Springsteen “The boss”,  sdraiata sull’erba di Central park, cantavo con loro e inseguivo con lo sguardo i minuscoli scoiattolini grigi che saltavano di ramo in ramo. Il mio primo amore….omissis…eppure eccomi qui.

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15 thoughts on “working on a dream

  1. crimson74 ha detto:

    Obama è sostanzialmente cascato male, costretto a rimettere insieme i cocci lasciati dal predecessore. Ha posto fine alla guerra in Irak, avviato il disimpegno in Afghanistan, salvato l’industria dell’auto, messo in moto una riforma sanitaria come prima non era mai accaduto. Poi certo purtroppo gli americani sono anche quelli che stanno sotto il portico col fucile spianato in attesa che si riaffaccino gli inglesi… Ogni popolo ha il suo meglio e il suo peggio…

    • sherazade ha detto:

      ‘Ogni popolo…’ e speriamo che noi ce la caviamo 😉
      certo a pochi mesi dalle elezioni ancora a discutere su quale legge elettorale tra lotte intestine e non che a dirla in sintonia fanno attorcigliare le budella.

      sheragraziemolte

  2. sportelloutenti ha detto:

    Non è facile fare il Presidente in epoca di crisi….vedi da noi che per trovare un Presidente del Consiglio degno di questo compito fra poco ci tocca importarlo dalla Germania.
    Io quattro anni fa avrei votato Hillary Clinton e sono della stessa opinione; sarebbe stata più all’altezza della situazione, forse perchè con più mestiere. Ci restai male quando a vincere le primarie fu Obama, e non mi interessava la storia del “primo uomo di colore, ecc….” Ma certamente meglio lui di un Romney miliardario e integralista mormone.
    Avendo un nipote che adesso vive e studia in America spero di poterci andare una volta per tutte
    Elisa

    • sherazade ha detto:

      Elisa,
      poca differenza nell’immaginario collettivo americano che proiettava sulla donna e sul nero il cambiamento. Personalmente Hillary rappresentava la continuità con il marito e – a posteriori – la politica di questi 4 anni non mi è parsa incisiva. Negli anni ha perso mordente.
      Dove studia e vive tuo nipote? e cmq ovunque un viaggio e un soggiorno (non mordi e fuggi) in America è una esperienza importante.
      sheralloraspettiamoirisultati

      • sportelloutenti ha detto:

        Visto che Obama ha vinto!!!!
        Mio nipote studia a Baltimora Facoltà di Chimica. Sta facendo il PhD. Studia e fa l’assistente al suo docente. Non ha un secondo libero ma è molto contento
        Elisa

        • sherazade ha detto:

          Eli
          quello che all’america davvero all’America non fa difetto è il livello dell’insegnamento e se un giovane è motivato ha ‘pane per i suoi denti’.

          sheraObamahavintoeorasperiamobenexnoi

  3. vanessa ha detto:

    È uno dei migliori singoli estratti dall’omonimo album (Working on a Dream). Questo brano, che parla di qualcuno che “lavora su un sogno”, è stato dedicato da Bruce alla vittoria alle presenziali americane di Barack Obama ecco il testo tradotto.
    Là fuori le notti sono lunghe, i giorni solitari:
    penso a te e lavoro su un sogno,
    lavoro su un sogno.
    Le carte che ho calato sono per una mano pesante, mia cara;
    ho raddrizzato la schiena e lavoro su un sogno,
    lavoro su un sogno.
    Lavoro su un sogno
    anche se a volte sembra così lontano,
    lavoro su un sogno
    e so che sarà mio, un giorno.
    La pioggia cade, sollevo il martello:
    le mie mani si sono indurite a forza di lavorare su un sogno,
    a forza di lavorare su un sogno.
    Lavoro su un sogno
    anche se i problemi mi suggerirebbero di restare coi piedi per terra,
    lavoro su un sogno
    perché il nostro amore scaccerà via ogni problema.
    Lavoro su un sogno
    anche se sembra così lontano,
    lavoro su un sogno
    perché il nostro amore lo farà avverare, un giorno.
    Il sole sorge, salgo la scala,
    un nuovo giorno è arrivato e io lavoro su un sogno,
    lavoro su un sogno.
    Lavoro su un sogno
    anche se sembra così lontano,
    lavoro su un sogno
    perché il nostro amore lo farà avverare, un giorno.

    Io faccio il tifo per Obama.
    Dolcissimi sogni cara Sherina…1 bacio a te, buonanotte a tutti quelli che passano di qui.
    ♥ vany

  4. katherine ha detto:

    Penso anch’io che Obama sia da preferire a Romney. E’ un essere umano e da lui ci si aspettavano miracoli, è ovvio che non sia riuscito a compierli, ma ha sicuramente lavorato bene e merita una seconda chance. Speriamo e stiamo a vedere come andrà.

  5. elisa ha detto:

    tifo Obama forever… ma scusa posso permettermi una domanda?

    Sei stata in America e sei tornata?!!! Non sarai mica matta!!!

    Io non vedo l’ora di emigrare. Mi sono innamorata di MIAMI e non posso dire di conoscere l’America, ho visto solo due, tre posti, tra cui KEY WEST!! Ma insomma… come si fa a non amare l’America…

    • sherazade ha detto:

      Elisa ci ho vissuto 4 anni, mi sono laureata al City college di NY, ho lavorato come hostess per l’AA american airlines, poi mia mamma ha divorziato è tornata in Italia con il mio fratellino appena nato ed io dovendo scegliere ho scelto. Non sono una mammona ma la mia famiglia è molto per me. Lì avrei dovuto essere io la capostipite di un nuovo nucleo. Non ce l’ho fatta.

      sheramericanaquantobastalloratornataoggipartirsarebbemejo

  6. Ci voleva proprio Obama per rischiare di farsi raggiungere da un figuro come Romney… Sembra quasi il Prodi del 2006…
    Baci, tuo
    Cosimo

  7. luigi ha detto:

    sei stata accontentata..ha rivinto Obama, alleluja, alleluja
    però stavolta sia dia da fare sul serio, anche perchè, se siamo in crisi noi, il tutto è partito dal suo Paese, ok?
    meno parole e piu fatti.

    • sherazade ha detto:

      lu’
      non riesco a capire se dici sul serio o scherzi. cmq se Atene piange, Sparta non ride.
      Anche laggiu’ non se la passano affatto bene e quel che Obama ha potuto fare almeno è stato fatto onestamente. Sappiamo noi che cos’è onestà e correttezza politica? Siamo nella cacca anche per la rete di clienterismo partitico, per uberie politiche colossali. L’onestà non ci metterebbe in pari ma darebbe senso agli sfozi pesantissimi dei più onesti.

      sherazadebuonWEitaliano

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