“Io sono Giulietta e.. prova a resistermi”..

E’ vero, è sotto gli occhi di tutti,  che da sempre e con una sempre nuova feroce recrudescenza,  noi donne veniamo  discriminate in ogni campo come persone, come lavoratrici, come cittadine.

Inutile scomodare percentuali e numeri a sei zero che continuano ad aumentare ovunque.  Siamo oggetto di violenza fisiche e psicologiche ad opera della società e, troppo spesso,  del nostro stesso nucleo famigliare.

Nel lavoro siamo messe con le spalle al muro costrette a scegliere tra famiglia e lavoro specie se questo tende a sconfinare in ambiti maschili per definizione che diventano percorsi a tripli ostacoli,  senza contare i sensi di colpa verso i figli e verso tutti in genere.  E quando si riesce  a conciliare questi due mondi e nello stesso tempo si arriva a  infrangere quel maledetto tetto di cristallo, si è additate come ‘bestie rare’.  Last but not least ne sa qualcosa  Marissa Mayer che in questa primavera fu nominata, prima donna  nella maschilista  Silicon Valley, al vertice di Yahoo.  Marissa  di anni ne aveva appena 37 e per di più era al sesto mese di gravidanza!

Quanto alle forti percentuali del lungo elenco di violenze subite dalle donne e che avvengono spesso nell’ambito domestico, in Italia, è ancora forte il retro pensiero che “se mi picchia, poverino!, è perché mi ama” ma poi  a suon di botte e lavaggio del cervello alla fine, tumefatta e indolenzita, la stessa donna raramente andrà a sporgere denuncia ma  ammetterà, invece,  che “se mi picchia è  ha ragione, è colpa mia”.  Ma, attenti, se la violenza avviene in luoghi pubblici, c’è chi sosterrà che la vittama proprio vittima non era perchè scollacciata, ammiccante o semplicemente perchè non si va in giro a tarda ora, col buio.

Viviamo in un mondo ignorante e feroce verso ogni forma di diversità e lì è solo questione di esserci nel momento sbagliato che tu sia donna o gay, o nero.

Sorvolando il mare magnum dell’ (dis)informazione, dei media, della pubblicità:  la postina grassoccia e golosa ha la dentiera ballerina, la liceale un ‘fastidioso prurito nelle parti intime’,  la cinquantenne teme di entrare in ascensore per via del cattivo odore dovuto a una precoce incontinenza,  l’avvenente presentatrice soffre di perenni ‘inestetici’ gonfiori di pancia  mentre l’anziana diva  argina la carenza di calcio con – bip -. Corpi di donna immondi sempre da detergere.

Ma che donne son mai queste e dove sono gli uomini?

Gli uomini quelli ‘veri’ stanno scegliendo una nuova macchina sul cui cofano è sdraiata una finta panterona volgarmente ammiccante, e se non è una macchina è un aperitivo, un profumo o… dove la donna è l’optional, il premio o il tramite per l’appagamento di un desiderio altro.

L’uomo non puzza non emana cattivi odori, tuttalpiù salta atleticamente uno steccato, si riappropria dell’udito, è un giovane atleta che ‘soffia’ la merendina ad una fanciullina un po’ svampita.

L’ultimo  ennesimo manifesto a cura del Ministero delle pari opportunità recita: “La violenza sulle donne è ignoranza, è follia. Aiutateci a fermarla”.

‘Aiutateci’?

Le donne già lo fanno unendo le loro forze  ma voi come le state aiutando?  Dove sono l’educazione al rispetto, le pari opportunità (mentre si ripropone la gabbia delle quote rosa),  gli asili nido, gli aiuti alle donne in difficoltà, l’assistenza agli anziani di cui  le donne multytasking si fanno carico?

Si fa presto a stampare dei manifesti ‘a cura del ministero’.

Il Ministero stanzi  fondi,  ponga effettivamente in essere quegli strumenti che permettano alle donne di avere ‘pari opportunità’,   educhi  fattivamente al rispetto piuttosto che chiedere un generico aiuto.