A Gino

Un amico che manca all’Antologia di Spoon River

Quando muore.  sì,  muore  una persona molto cara, preziosa perché con lei se ne perde lo stampo, ci si interroga, noi suoi amici, smarriti guardando gli uni negli occhi dell’altro, cercando una risposta nelle lacrime anche se lo strazio doloroso del ‘male incurabile’ che ha creduto di avere il sopravvento, dopo tanto infierire, invece, ha segnato una liberazione.
Perché si vive tanto tenacemente? Perché Gino ha lottato con tanto accanimento quando da subito – eppure sono passati tre lunghi anni – apertamente, gli furono diagnosticati ‘pochi mesi di vita’?
Perché anche di fronte alla morte annunciata, alle sofferenza messe in conto che rilasciano dolore e vita col contagocce, una persona coraggiosa tenta il tutto per tutto?
Io, per quel che ho conosciuto Gino, non credo vi fosse paura per sé ma piuttosto coraggio e senso di responsabilità, il non lasciare nulla di intentato per i suoi due ragazzi, per Carla, senza la cui forza d’animo, la sua grinta di una leonessa amorosa e attenta a che tutto, in quel microcosmo di vita, continuasse nella speranza.
Se ne è andata una bella persona, una persona rara e a me non interessa ricordare ‘chi’ fosse con il bilancino, quanto piuttosto tenere per me, ben stretto il suo esempio di come e quale sia e debba essere la strada da percorrere per essere, in questo mondo contorto ed equivoco, persone oneste in tutto e verso tutti.
Ciao Gino. Chissà…