Cari amici vi scrivo

 

Cari tutti,
vi scrivo da Gaza,
e mi domando, vi chiedo…e spero che dall’Italia si faccia qualcosa di pubblico di diffuso per alzare l’attenzione, per denunciare, pre raccontare questi ultimi 5 giorni iniziati con la rottura della calma da parte di Israele e l’omicidio mirato (!) di un resistente, in realtà con il proposito di scatenare però quello che sembra continuare come un massacro indistinto e continuo.

Ormai i civili feriti sono certamente la maggioranza, non basta evitare le zone ” a rischio” nella striscia, come pure si fa, cadono dal cielo colpendo donne anziani e bambini e non solo feriscono ma li uccidono.

Vi invito a leggere la cronologia, e vittime (almeno 23 a quest’ora, e le modalità  su  occupiedpalestine dove trovate l’ora per ora.

Vi dico solo che al  dipartimento di cura intensiva del maggiore ospedale ieri mi hanno detto:

“non abbiamo nessun ricoverato,perchè li uccidono o sono feriti non moribondi”.
Ma come li uccidono?  Il direttore del dipartimento di pronto soccorso, dove arrivano le vittime di Gaza city,  ha visto più di una vittima decapitata dall’arma usata, come dire non più amputazioni degli  arti ma hanno regolato ad alto il tiro. o si tratta di un nuovo modello di arma?

Fatto sta che su 6 vittime, al funerale che ho visto passare, solo una aveva il viso scoperto, segno che le altre lo avevano devastato. lo stesso funerale, sabato, che qualche kilometro più in là hanno attaccato da terra.

Tutti noi non smettiamo di parlare quando sentiamo uno scoppio, ma se ci guardiamo in faccia ci diamo il numero per la giornata.
Oggi sembrava (fino a poco fa) più tranquillo in città, non avevamo sentito nulla, ma solo perchè stavano”lavorando” nella zona al nord ed il vento non portava il suono.

Che sia o no l’inizio di un nuovo attacco più intenso francamente non fa alcuna differenza: con costanza ed al ritmo di 5-10 al giorno i feriti e con il favore dell’effetto della preoccupazione spalmato sul tempo lungo, possono uccidere 150-300 persone al mese  cosi nessuno si alerta?
e mirare anche male magari ed uccidere bambini e civili?
e fare rientrare questo nella “politica” che dal almeno un mese o più consiste in attacchi quotidiani ai palestinesi di west bank e israele ai loro mezzi di sostegno, alle loro case…e ora di morti a gaza.

possiamo capire forse  che Israele sta cambiando strategia e riducendo il suo danno di immagine scegliendo questa strada dell’attacco quotidiano con diversa intensità e per ragioni che si cura di differenziare e creare ad hoc?
E che per gaza, piuttosto che un attacco come nel 2008 che provocherebbe reazioni e costerebbe di più, la adatta , solo con effetti ancor più mortali?
ma che NON c’è differenza?

Iella iella compagne/i ed amici della Palestina…ognuno nel suo, insieme e fuori dai circoli ristretti facciamo qualcosa? e iella iella arabi e palestinesi in Italia a quando prendere voce?

e magari facciamo sapere anche qui se si riesce a fare emergere questo dramma, ed  a presentare il quadro completo, non solo abbattimenti di case, ma di persone,  non solo espropri di terre e raccolti,  ma di vita quotidiana, non solo,  non solo…e dovunque mai cosi uniformente come in questo momento.. a ciascun palestinese il suo attacco, prevaricazione, usurpazione, danno permanente..cosi che si senta il sostegno e si lavori per la strada del dialogo anche interno che sembra la scelta ed è forse comunque la necessità?

salamat form Gaza

Nota – Conosco personalmente l’autrice di questa lettera che e’  profrofessoressa genetista di Genova e fa studi sull’associazione tra inquinamento da bombe e malformazioni congenite. (a noi l’amianto da industria  a loro l’industria delle bombe.

 

 

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18 thoughts on “Cari amici vi scrivo

  1. intesomale ha detto:

    ok, appena ho un minuto apro il dashboard e ti linko il blog: la gente ragionevole su questo tema si conta sulle dita di una mano.

  2. katherine ha detto:

    Che dire, l’articolo si commenta da solo. Guccini, nella sua “Auschwitz” si chiedeva quando “la belva umana” si sarebbe fermata. Sono passati parecchi anni, ma la belva umana non ha smesso di uccidere con ferocia. La storia non ha insegnato niente.

    • sherazade ha detto:

      kATHY cara,

      la Storia insegnerebbe sono gli uomini a non volere imparare o a dmenticare le lezioni(e tu ne sai qlc più di noi.

      sheracasaxchènonostanteilcambiod’orarioètuttobuiogià

  3. banzai43 ha detto:

    Le belve talvolta sono stanche d’uccidere. L’Uomo no!

    Buona domenica a Te, cara shera, anche se mi tradisci con uno pseudo “Che”.

    banzai43

  4. sherazade ha detto:

    Banzai
    mi permettetti 😉
    e apprezzo il riferimento al Che di Steven Soderbergh che però nulla ha aggiunto al mio sogno sempreverde per il bel Benicio.

    sheraxfortunavolteabbiamoqualchedivergenzasulbello

  5. luigi ha detto:

    per par condicio però bisognerebbe pubblicare una lettera magari di una madre che ha perso il figlio dilaniato da una bomba di un kamkaze palestinese mentre era in discoteca

    • intesomale ha detto:

      di quelle son pieni i giornali a ovest di Gaza ogni giorno che passa, non incominciamo con la retorica da due soldi. Sai benissimo che il 90% della stampa americana e americanoide è a favore di Israele in modo acritico, fino a giustificare atti guerra scellerati come quelli degli ultimi anni. Hai detto la banalità del giorno e hai vinto il premio “mammifero qualunque 2012”. Se sherazade vuole dire quello che pensa, perché dovrebbe essere obbligata alla parcondicio? Cheppalle, ma pubblicala tu, invece di fare la paternale, e verrò a leggerla.

      intesomaleavoltesincazza (in onore dell’autrice del blog)

      • sherazade ha detto:

        Intesomale

        Luigi è un caro amico con cui spesso dissento e la sua non voleva di certo essere una paternale ed io nella mia risposta a lui ho chiarito.
        Qui, per fortuna non siamo in televisione e non vi è obbligo di par condicio perchè, appunto, ognuno è libero di esprimere la sua opinione anche se divergente (“Non condivido le tue idee, ma mi batterò fino alla morte affinché tu possa esprimerle,”Voltaire).
        sherassaigentilexl’aiutomadavverononeranecessario 😉

        ps. faccio mio il tuo ragionamento (ripulito un po’ dall’aggressività)

    • sherazade ha detto:

      Luigi,
      il dolore non si misura a seconda della latitudine o dell’appartenenza anche se poi la Storia sarà chiamata a fare dei distinguo. Ma già tu un distinguo lo fai rispetto alla lettera che io ho pubblicato arrivata da una persona a me vicina che parla di condizioni di vita (e di morte) assai diverse: non di giovani morti in una DISCOTECA ma giovani inermi uccisi nei campi, attraverso il filo spinato: non ci sono che macerie e tuguri in Palestina e men che mai l’ombra di una discoteca.
      Una guerra che nessuno capisce perchè vada avanti ma che pare non debba finire mai.
      Oggi, ad esempio, rientra a Roma la salma di un nostro soldato ucciso in Afganistan e questo a me sembra, nella scala dei ‘dolori’ un dolore ancora più ingiusto perchè la domanda che molti ci poniamo è “Che ci stiamo a fare ancora noi in Afganistan?” in un ‘peace keeping’ che le popolazioni locali (o una parte di esse) rifiutano).

      sherabellagiornataparearriveremoa23gradiaggiciaoLu’

  6. banzai43 ha detto:

    Con rispetto ed educazione verso il pensiero di tutti.
    Discettere chiamando in causa gli attributi maschili non rafforza le proprie ragioni, fà un po’ di folclore, sciocco per come la vedo io, ma passabile ché non genera male particolare.
    Perché invece, dare valore diverso all’atto tremendo che stronca vite. Vite giovani o meno giovani. Vite che qualcuno ha deciso di spezzare e che qualcuno spezza. E nelle singole case tanta gente, di cui rifiuto di conoscere nazionalità, colore, religione etc. etc. piangerà, soffrirà, sentirà in sé il vuoto assoluto dell’assenza.
    E ancora riteniamo possibile dichiararci gli animali adatti a reggere le sorti di questo povero pianeta? Pianeta che riusciremo prima o poi (forse prima che poi) a distruggere definitivamente e con lui noi stessi.
    Che fine ingloriosa per una presunta civiltà!

    Con affetto per il genere umano e poca speranza.

    banzai43

    • sherazade ha detto:

      Caro Banzai
      il dibattito si fece acceso con il discorso di insediamento di Luciano Violante a Presidente della Camera.
      Io mi allineai e lo faccio ancora tra coloro che ritengono che (l’ho ribadito qui) il singolo dolore per una singola vita non possa essere definito per priorità. Sacrosanto il diritto privato di piangere ognuno per i propri morti.Ritengo, al contrario, che non tutti i morti siano uguali rispetto alla Storia. Non sono per il revisionismo storico.
      A giorni, il 31 marzo, compirà 97 anni Pietro Ingrao. Ti/vi allego il suo intervento “L’Italia ripudia la guerra” http://www.didaweb.net/fuoriregistro/leggi.php?a=7123
      perchè lui è stato il mio Maestro e se di questi Maestri ve ne fossero di più forse le guerre non finirebbero tutte ma sarebbe possibile in tante parti del mondo ristabilire una Pace desiderata dalle popolazioni stremate e sulle quali il potere e-co-no-mico della guerra infinita genera ricchezza partendo dai produttori di armi a finire con i governi che si appaltano la ricostruzione e, come fà anche l’Italia, fanno azione di ‘peace keeping’ lasciando al suolo i propri soldati.
      Certo sono sconclusionata e mi perdonerete.

      sheratroppopocospazioperuntuttotantoserio

  7. luigi ha detto:

    @intesomale
    hai proprio inteso male…peccato

    @shera
    la mia non è una difesa per nessuno, ci mancherebbe, e sono assolutamente dalla parte di quelle povere persone che ingiustamente muoiono. e sarebbe ora di finirla.
    ma sarebbe anche ora di finirla dall’altra parte, tutto qui.
    questa è una guerra che si trascina da troppo tempo, non porta vincitori ma solo sconfitti.
    peccato che al mondo intero interessi nulla.
    possiamo avere anche idee diverse, e le abbiamo, ma mancherà mai quel rispetto che tra persone civili esiste..
    grazie

    • sherazade ha detto:

      possiamo avere anche idee diverse, e le abbiamo, ma “NON” mancherà mai quel rispetto che tra persone civili esiste..
      Correggo il tuo refuso 🙂 e mi permetto di aggiungre, caro conterraneo Luigi, che da parte mia c’è anche simpatia e apprezzamento su molti tuoi pensieri e richiami culturali.

      sheramaifarsicondizionaredaunpensieroanuco.

  8. giovanotta ha detto:

    vago senso di impotenza..

    • sherazade ha detto:

      Giovanotta
      per non è ‘vago’ ma essendo stati in quei luoghi due anni fa questi accadimenti sono un pugno diretto allo stomaco.
      E’ difficile immaginare se non lo si prova dell’ odore della morte, del sangue secco sui muri fatiscenti, delle persone mutilate da questo infinito conflitto. E’ difficile esserci anche se ‘di passaggio’ e non piangere e vergognarsi come genere umano nel rendersi conto che tutta la sbandierata superiorità che ci distinguerebbe dagli animali non esiste.

      sherabuonagiornataechelaPacenonsiasoloparolapoliticallycorrectmadiventipraticaovunque

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