Fantasie ero(t)iche di una nonna americana

In questo mondo immacolato, supportata da ben alt(r)o evento, voglio finalmente farvi una confessione.

In tempi lontani ho fatto anche io uno stage full immersion.  Sì, al Cremlino, presidente Nikita Krusciov. Ricordo poco o niente però.

Gli anni, quasi settanta, non hanno offuscato anzi probabilmente hanno fatto rifiorire la memoria un po’ spudorata di Mrs Mimi Alford, americana morigerata, amministratrice di una parrocchia di New York, oggi in pensione e nonna.
“..ho taciuto per mezzo secolo per non imbarazzare personaggi ancora vivi…”
Credeteci o no, fatevi due conti, ma a quanto pare questo è il nuovo protagonismo di chi con ingiustificata morbosità  fa emergere delicatissime rivelazioni personali che vanno a scoperchiare tombe e segreti di persone da lungo tempo defunte.

Mrs Mimi, dopo una gestazione di due anni ha dunque dato alla luce una sua memorietta nella quale scodella i giochini ero(t)ici – lei sempre consenziente, anzi “onorata” – con il presidente Usa, J. F. Kennedy, suo fratello e i suoi collaboratori più stretti.  Una dovizia di particolari che la signora avrebbe – forse – più pudicamente  dovuto serbare per sè  non per proteggere i morti ma piuttosto i suoi figli e i suoi nipoti perché se è vero che gli americani hanno un forte senso patriottico è altrettanto vero che sono fortemente puritani e le questioni di sesso, non come in Italia, mettono a dura prova sia i governanti che i loro ‘complici’.

Nel libro la signora rispolvera suoi atti da crocerossina come quando una sera in piscina il presidente le chiese “…perché non lo aiuti a scaricarsi?” riferito a David Powers visibilmente accigliato.  Lei acconsenti e “…il Presidente rimase a godersi lo squallore del quadretto”.
Racconta la signora, questo sì un particolare agghiacciante (sarà vero e chi lo potrebbe supportare?) che nel novembre del 1963 a ridosso della partenza per Dallas,  il Presidente Kennedy le telefonò annunciandole con tono annoiato: “Tra qualche giorno sarò a Dallas.  Quando torno ti chiamo e ci rivediamo”.
Poi è andata come è andata; mrs Mimi non ha rivisto il Presidente e a noi ha consegnato questi brutti episodi di un uomo, il più potente del mondo, assassinato il 22 novembre 1963, che irretisce con il suo fascino una giovane stagista, e ci consegna una donna-nonna che non ha saputo elaborare in solitudine uno spazio della sua vita dal quale lei per prima ne esce malamente, oggi.

Negli Usa hanno ottimi psicanalisti ma..
PECUNIA NON OLET

8 thoughts on “Fantasie ero(t)iche di una nonna americana

  1. katherine ha detto:

    Nell’era dell’apparire anche le nonne non vogliono perdere un’occasione per salire alla ribalta. Nel bene e nel male, basta che se ne parli!

  2. sherazade ha detto:

    I Will Always Love You, Whitney 🙂

  3. luigi ha detto:

    mah….

  4. romanticavany ha detto:

    Tutte le cose dette o scritte lasciano il tempo che trovano, chissà se sia vero ciò che ha scritto o solo un pò.
    Molto squallida la cosa…o molto eccitante per lei. Chissà 🙂

    1 Bacetto ♥ vany

  5. sherazade ha detto:

    Credo la prima che hai detto: squallida. Ovvero non nego che per lei signora anzianotta il ricordo di un Presidente tanto importante, e dei loro sollazzi amorosi, possa suscitare qualche brividino ma se io fossi stata al suo posto ne avrei tratto un piacere mooolto privato.

    sherabuonissimosanvalentinopiccolaVanysnuacchete

  6. gianbilico ha detto:

    Lascerei stare la nonna i piaceri si possono assaporare per ognuno anche a pietanza fredde ma piuttosto sarei interessato a sapere su lfull immersin moscovita. Ad es. quanti bambini mangiavate per pranzo, e se usavate alcaselzer per digerire. Bei tempi shery quando ancora era di moda il rutto libero 😉

    passoechiudocompagnaromanAAA 😉

  7. ioviracconto ha detto:

    Poveretti….
    🙂

  8. Massenzio ha detto:

    Ma che squallida…..ma veramente! “certa gente pagherebbe pur di vendersi”…

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