(sembrava) un angelo caduto dal cielo

e mentre fisso  il soffitto e rimescolo pensieri, ascolto la ‘mia’ musica, quella che ormai ognuno di noi si confeziona  su misura piluccando e rubando qua e là nel web.
Ancora un modo per chiudersi in se stessi, per non sperimentare l’imprevisto di una caduta,  planando sul sicuro, anche se dritto verso quella melanconia  servita con un retro gusto amaro.
 Un angelo, un angelo senza ali, o piuttosto  con ali appesantite dalla troppa droga consumata da sempre,  a Amsterdam,  è piombato sul selciato dal terzo piano del suo albergo.
 “Bello, maledetto, romantico” come solo a un grande artista è  concesso di essere,  Chet Baker moriva nel maggio del  1988 lasciandoci in eredità le sue canzoni,  il suo superbo talento di trombettista jazz,  il ricordo in bianco e nero del suo  volto emaciato,  del ciuffo di capelli neri via via più radi che gli copriva il viso:  una falsa barriera. Non vedere le ombre che si addensavano, ancor più disperate, di quel futuro che non avrebbe conosciuto ma che lo ha consegnato alla storia, quasi per fargli un ultimo affronto.


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16 thoughts on “(sembrava) un angelo caduto dal cielo

  1. stefanover ha detto:

    @ sherazade…

    cosa mi interessa che faccia ha un ministro…???

    a me interessa quello che fa, non che faccia ha…

    essa avrà anche una faccia onesta, ma ha un diamante al dito che io ci metto 10 anni di lavoro per potermelo permettere…

    e poi non sono incaz… ma credo di AVERE IL DIRITTO DI ANDARE IN PENSIONE !!!! alla faccia di gente che ci va guadagnando in un mese quello che guadagno io in un anno e andandoci dopo 5 anni… mentre io che li mantengo (compreso i condannati in via definitiva che seggono su quegli scranni) e franceschini… devo sgobbare 42 anni…

    per me beppe grillo ha una bella faccia… franceschini, bersani, d’alema… monti e tremontio invece no ! anzi a dirla tutta han la faccia come il c… sopratutto quelli del PD !!!

    scivoliamo sul “personale”… òper non parlare dell’attualità…
    guarda che hanno aumentato la benzina…mmmmm e pure l’IVA fra un pò…
    così a notizia…

  2. azalearossa1958 ha detto:

    Triste fine che accomuna tanti artisti.
    Chissà che gli manca, chissà che vorrebbero, chissà cosa provano nelle loro teste tormentate da pensieri bui.
    Diresti che sono persone fortunate, che possono avere tutto quello che vogliono, che sono dei privilegiati… ma chissà perchè, sono spesso protagonisti di articoli di cronaca nera.

    Buongiovedìdifestasherucciabella (eancheallasally-ina♥)

  3. matemauro ha detto:

    Arrivederci, Chet… 😦

  4. sherazade ha detto:

    Stefano

    capisco la tua acrimonia e la tua violenza MA ciò non toglie che alla fine -scusami – fai un discorso demagogico.
    La Professoressa Fornero ha fatto un sua carriera superlativa a livello internazionale ed ora si trova nella condizione di fare il Ministro di questo Governo. E’ una signora di oltre sessant’anni e davvero mi sembra riduttivo guardarle un anello al dito. Non l’ho fatto io che sono donna!
    Trovo assai più ‘indecente’ che una ragazzetta di vent’anni giri con un rolex.
    Io credo, sempre con molto rispetto per te, che il ‘tuo’ Grillo (parlante) faccia anche lui pura demagogia disfattista.
    Da anni siamo con le pezze al culo ma Berlusconi e il suo Governo lo hanno negato fino a fine agosto.
    E Monti e sopratutto il Presidente Napolitano ce l’hanno detto a chiare lettere.

    Poi le tue preoccupazioni e le tue ansie, i tuoi scazzi sono assolutamente consivisibili ma lo sono maggiormente se fatti con rigore e, almeno qui, tra noi, dandoci delle prospettive.

    sheraunabbraccioalcaroBanjolino

    ps. Avere dei gioielli di famiglia (io ne ho e ne ho anche scritto si Splinder raccontando la loro storia) non puo’ essere un metro di (s)valutazione. E anche soprattutto nelle famiglie contadine le più povere l’oro era un bene su cui investire.
    L’Orologio del proprio padre, i regali fatti agli annniversari alle proprie mogli e madri.
    Lascia stare l’anello della Ministra e sii più generoso.

  5. sherazade ha detto:

    Azaleuccia

    Stefano ha fatto virare bruscamente l’oggetto del mio post che voleva ‘volutamente’ alleggerire facendoci volare alto mentre Chet ha creduto di volare basso! ecco servito un calamboure 😉
    Perchè dici? una grande insoddisfazione interiore, un vuoto incolmabile. Certo la droga e l’acool non hanno aiutato se nn ad esprimersi al max in quel suo suono meraviglioso e dolente. Cosi è 😦

    shery-inabbuonagiornatina

  6. sherazade ha detto:

    Mauro

    piace anche attè vero?

    sheràlaprochiane

  7. sherazade ha detto:

    psssssssss Maurooooooooooo

    ma io il video da QUI nn son capace! Dicame Maestro, please.

    shery

  8. matemauro ha detto:

    Shery…. you’ve got mail! 😉

  9. Massenzio ha detto:

    Io devo grata riconoscenza a mio padre che, da appassionato di jazz, mi ha fatto sbattere il muso su tutti questi “brutti ceffi”. Infatti un paio di vecchi padelloni in vinile me li tenfo, doppiamente, cari. Chet è esattamente come lo racconti tu, la sua musica è pregna di quel vizio di vivere che tu hai inquadrato come in una fotografia in bianco e nero, in cui quello che conta è la scala di grigi che riempiono la gamma tra l’inizio della sua carriera ed il nero assoluto dell’ultimo tragico volo.

  10. crimson74 ha detto:

    Ciao, scusa se non ti rispondo, ma le ‘conversazioni su blog’ non sono il mio forte… preferisco venire qui e magari lasciare qualche feedback su ciò che dici da me, perché sinceramente di tempo per i botta-e-risposta ne ho poco… In tutti i casi i tuoi commenti e le tue impressioni sono sempre graditi!! 🙂

  11. sherazade ha detto:

    cri’

    tu mi lusinghi ma rimane il fatto che anche se ticchettando sui tasti fà piacere scambiarsi due ideuzze che già son tanto carenti ‘de visu’.

    sherynquietaunpo’persuanatura

  12. sherazade ha detto:

    Max

    evviva tuo padre e la sua controcultura a favore dei “brutti ceffi” 😉

    sheratempigramiperlafamedilibriecdtuttiadietaperilfuturo

  13. katherine ha detto:

    “Egli vivrà nella sua musica per tutti quelli che vorranno ascoltarla e capirla”
    La musica può rendere immortali…è un peccato che a Chet Baker non sia bastata e che abbia dovuto ricorrere a quei sogni artificiali che lo hanno portato alla morte.

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