Tu chiamali se vuoi…clandestini

 

 

E’ arrivata qualche giorno fa una barca a vela, altri uomini e donne “clandestini”: il mare ha restituito tre cadaveri, un numero imprecisato di dispersi forse già fuggiti al nord oppure morti.
Oggi è arrivato uno yacht (i novelli Caronte si camuffano sotto ricche mentite spoglie) che si è incagliato al largo: tra  i tanti due donne giovanissime con i loro bambini anche loro “clandestini” tutti vivi e ricchi delle loro speranze a dispetto delle sofferenze già patite e dei racconti di chi quel viaggio lo aveva intrapreso già prima di loro.
“Clandestini” che rubano il lavoro agli italiani, “clandestini” che cadono dalle impalcature il giorno stesso che vengono assunti, “clandestini” che sudano negli alti forni piuttosto che nelle pizzerie.
“Clandestini” ovunque che ci assediano, che fanno paura anche quando si spezzano la schiena  nei campi per portarsi sotto i ponti tre arance per cena e cinque euro, si ma ‘netti’!
“Clandestini” invisibili cui lo stato italiano non riconosce loro alcun diritto formale se non la mera sopravvivenza in attesa di rimpatriarli.
“Clandestini” invisibili angeli custodi posti a fianco dei nostri genitori anziani o malati  che diversamente sarebbero relegati in lussuose quanto vi pare ma sempre “case di riposo” anonime e senza il calore di una vita vissuta nelle proprie quattro mura.
Io ne conosco molti di questi “clandestini” uomini e donne che hanno lascito nella loro terra i propri cari ed accudiscono i nostri.
In questi ultimi giorni di novembre che a Roma sono soleggiati e tiepidi come il più mite  settembre, all’interno del parco dove io porto a spasso la mia Sally, appena di lato della stradellina di ghiaietto stanno due figure: la prima seduta su una seggioletta rossa da regista e la seconda su uno sgabellino. Passando a  volte percepisco il brusio delle loro parole, oppure, come oggi, il vecchio signore è immerso nella lettura e condividono in silenzio l’ultimo sole
Oggi non ho resistito e di nascosto, a loro insaputa,  ho scattato questa fotografia.

Tu chiamali se vuoi… clandestini

 

E qui la Sally-ina nel ‘suo’ parc

 

 

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28 thoughts on “Tu chiamali se vuoi…clandestini

  1. azalearossa1958 ha detto:

    Triste sorte di chi tenta la sorte: lo fu per gli italiani in Svizzera, in Belgio, in America…. lo fu per gli inglesi in America, in Australia, in Canada… etc etc etc……..
    Ma alla fine l’integrazione arriva, per forza. È inevitabile.
    Lo dimostra quel piccolo villaggio globale che è la mia classettina. E non ti dico nelle classi della città in cui abito.
    Ci si arriva, ci si arriva… processo lento e lungo ma inesorabile.

    Azzalinatornatastancamortadaicolloquiscuola-famigliadicuidiròinseguito.
    Merita.

  2. Massenzio ha detto:

    Ma porcaccia miseria…come si fa a definire “clandestino” una persona cui affidiamo i nostri cari? ma c’è ancora un briciolo di umanità in questo nostro (nostro? a volte, fatico a riconoscermi) disgraziatissimo Paese?

    maxchestamattinacigiranoiball

  3. luigi ha detto:

    clandestino è colui che entra in itaglia per rubare, sfuggire alla giustizia del suo paese, vivere alle spalle degli altri..quello è un clandestino, e va rispedito a calci in culo a casa…
    quelli che dici tu, sono onesti lavoratori, e sta tranquilla, che nulla hanno a che spartire coi delinquenti CLANDESTINI..
    non confondiamo…la badante, sta tranquilla che non è clandestina…lo spacciatore di droga si…

  4. sherazade ha detto:

    Luigi

    “clandestino/a” la categoria è composta sopratutto da uomini e donne e bambini molto piccoli che fuggono e rischiano la morte in mare per trovare una vita migliore e qui trovano molta. troppa, cattiveria.
    E’ stato così per i nostre emigrati in Germania e negli States. Ma la loro sofferenza, la loro ghettizzazione “Accesso vietato a CANI e ITALIANI” pare nn ci abbia insegnato l’accoglienza. E, per la cronaca, a delinquere sono parecchi italiani, non ti credere. Ora nn ho tempo di sincerarmi sulle percentuali.
    Non nasconderti gli occhi quando ci fù l’ultimo censimento sai quanti hanno regolarizzato i propri lavoratori stranieri? E sai come vengono definiti questi lavoratori? “clandestini” a tutti gli effetti e fanno comodo così perchè li si FRUTTA fino all’osso, sotto ricatto di rimpatrio.

    sherabonnejournèausoleil

  5. sherazade ha detto:

    @ Max

    sususu’ anche tu con i pal che vorticano? pare sia uno sport molto comune di ‘sti tempi.

    sherasenzaibalmastranitellassai

    @Azaleuccia

    il tuo è un osservatorio ricco di speranza per le nuove generazioni.
    Il figliolo di mio fratello ha sposato una ragazza (medico) del Ghana ed ora io ho un nipotino ITALIANO UN un po’ abbronzato che spero possa essere fiero di esserlo.

    sheraconabbraccioancoratiepidodisole

  6. matemauro ha detto:

    Mah, sarà che per me è più “clandestino” uno che prende lo stipendio da deputato regionale solo perché “figlio” del “padre”… 😉

  7. sherazade ha detto:

    oh Mauro!

    quelli ‘imbucati’ clamdestinamente che ora stanno venendo tutti a galla cadranno sempre in piedi e il posteggiatore li chiamerà furbescamente “Ah dotto venga!”.

    sherynsommasperiamobene

  8. katherine ha detto:

    Come sempre non bisognerebbe generalizzare. Purtroppo c’è anche un altro problema: i giovani che vengono a scuola con i nostri ragazzi italiani e che subito si adeguano alle loro abitudini, finiscono per scontrarsi con la mentalità dei genitori, ancora chiuse all’integrazione e ne nascono guai tremendi, come l’uccisione di alcune ragazze da parte dei loro padri che non ne accettano la modernità. Insomma, i giovani si integrano subito, ma spesso sono proprio i loro genitori a non volerlo fare. Oppure ci sono quelli che continuano a perpetuare le tradizioni dei genitori senza integrarsi. Io ho in classe un marocchino che non mi rivolge mai la parola per il semplice fatto che io sia donna. Per quanto riguarda chi sfrutta i lavoratori clandestini per non pagare tasse e contributi, beh…ovviamente non ci sono parole! E’ una vergogna

  9. sherazade ha detto:

    Kath

    quello che dici è sacrosanto. Ma io parlo d’altro. Tu parli di difficoltà di integrazione da parte dei più vecchi ma questo dipende anche dal fatto che si sono lasiati dietro una cultura molto forte e qui per loro non c’ stata – diciamo – sufficiente buona volontà nell’accettarli e far loro capire anche la nostra cultura.
    Per i nati qui o arrivti molto piccoli, la scuola è stata la loro grande interprete.

    sherabuonanottedolcesignoraMaestra

  10. crimson74 ha detto:

    Ti rispondo sulla playlist: sentimentale? Mica tanto… ;-D Diciamo che come al solito è abbastanza varia… 🙂

  11. sherazade ha detto:

    cri’
    really not so ‘hard’ 😉
    in linea col tempo forse che cambia.
    Ma come si ‘postano’ i vedeo? si potra?

    sheratodayplayingFiorella

  12. crimson74 ha detto:

    Boh, ancora non c’ho pensato… ma un modo, credo ci sarà… ;-D

  13. Wolfghost ha detto:

    E’ una storia che purtroppo si ripete e si ripete ancora, cambiano solo le modalità. Sono quasi stanco perfino di parlarne.
    Ci sono diversi motivi per cui queste persone vengono viste con sospetto, sostanzialmente motivi atavici e di timore per il proprio stato economico/sociale. Mentre dei primi, come ogni paura irrazionale, bisogna solo liberarsi, sui secondi bisogna riflettere.
    Esistono italiani che vivono letteralmente di stenti ai quali lo stato rifiuta anche il seppur minimo sostegno (posso portare esempi); questi, e le persone attorno a loro, vedono poi appartamenti ad altro offerti agli immigrati. Credo che, al di là della demagogia, si possa capire lo sdegno che cio’ provoca, non è vero?
    Ovviamente il problema non è l’assistenza ai secondi, ma la mancanza d’assistenza ai primi. Lo sdegno non andrebbe diretto verso clandestini e immigrati, bensì verso uno stato che pensa solo alla “faccia”, perché fa più notizia un aiuto negato ad un immigrato che uno negato ad un italiano in difficoltà.
    Il problema non è l’immigrazione: si elimini questa cecità verso gli italiani in difficoltà e sono certo che gli immigrati saranno i benvenuti da parte di tutti… bé, razzisti esclusi, ma i razzisti veri, quelli che non rientrano nelle categorie di cui sopra, sono secondo me davvero pochi.

  14. azalearossa1958 ha detto:

    Ah ecco… pensavo di essere l’unica a non aver capito come si pubblicano i video…
    Mo’ me consolo.

    Buon weekend.

    Maquantoseibellainmezzoalifioriiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • sherazade ha detto:

      Wolfghost

      in parte concordo con la tua analisi ma non del tutto.

      Ti prego di scusarmi: Oggi è il compleanno di mia Mamma ed è a lei che voglio dedicare i miei pensieri, sulla scia dei suoi, donna di grande lungimiranza aperta ad ogni novità del mondo e della vita che amava.

      shergrazieancoraescusami

  15. sherazade ha detto:

    Azaleuccia cara

    i fiori erano di mio figlio per il mio compleanno ed io li offro – oggi – a mia mamma.
    Credo sia ancora possibile fare un link su SPLINDER

    http://sherazade2005.splinder.com/tag/la+rondine “La mia Rondine speciale”

    Perdere sopratutto la propria madre, segna un cambiamento profondo: non più figli, affrancati da ogni seppur benevola tutela, resterà per sempre un vuoto immenso. Lo è per me.

    sheraunabbraccioebuonfinesettimana

  16. crimson74 ha detto:

    Per inserire i video: nella pagina di inserimento articolo, sopra alla barra degli strumenti, ‘carica /inserisci’: la prima icona è ‘media’: da lì è possibile inserire foto, video e brani musicali, scegliendoli da computer, inserendo l’URL, o scegliendoli dalla ‘libreria’, dove comunque devono essere stati caricati prima (quest’ultima è una funzione utile se si hanno foto o altri media da inserire spesso, per non starli sempre a ricercare). Per quanto concerne l’embedding, credo sia come su Splinder: si clicca su ‘html’, e poi su ‘code’… Chiarisco che non ho provato nè l’embedding, né l’inserimento di URL; tuttavia per le immagini sono sicuro al 100% che si usi: inserisci media; teoricamente, credo sia anche possibile ‘smanettare’ per avere nella barra degli strumenti la scelta tra immagine, video o suoni, ma al momento non ho idea di come si debba procedere…

  17. luigi ha detto:

    se vengo a Roma,…il clandestino sono io:))) ahahahahah
    buona domenica.

  18. banzai43 ha detto:

    Ciao shera, come Ti trovi con nuovo provider? A Te una buona domenica,

    Chiamali come vuoi, ma dai a loro l’opportunità di vivere. Rispettali, dando loro la possibilità di sentirsi ed essere dignitosi. Non sopraffarli con la Tua pseudocultura, accompagnali verso la conoscenza che favorisce l’integrazione.
    Colpiamo, con massima durezza i delinquenti e gli sfruttatori, stranieri e italiani allo stesso modo.
    Non capiamo, noi italiani! Non capiamo, noi italiani, popolo di emigranti che nel dopoguerra, in Germania ed in Svizzera trovavamo talvolta un cartello così concepito: “Vietato l’ingresso a cani e italiano”. Noi che soffrivamo, ora non capiamo!
    Votiamoci ad uno sforzo collettivo! Non si abbia paura dello straniero, del diverso. Cerchiamo di capire.

    Un abbraccio.
    banzai43
    senzaalcunaprevenzionerazzialereligiosaodaltro.

  19. sherazade ha detto:

    Banzai,

    quoto e riconfermo il tuo/mio pensiero.
    Ma tu sai che è molto più comodo parlare per stereotipi che metterci un po’ di impegno.
    La politica non ha certo aiutato nè l’integrazione nè tnto meno a sfatare la leggenda che a delinquere sono sempre o solo gli immigrati.
    I “caporali” cosa sono se non dei veri e propri NEGRIERI? chi assume NERI in nero a due soldi e dunque non permette la competizione anche con un italiano in stato di bisogno.
    Da tenere sotto controllo sono molti datori di lavoro dalle imprese al singolo che assume un/a badante.

    sherachedespiteallsuWPsitrovassaibeninoconqulcheincertezzancora

  20. sherazade ha detto:

    Crimson

    mercie. Ho capito come mettere le foto e il video sul post ma ho visto qlc metterlo anche nelle risposte ed è questo che nn capisco non vedendo alcun bottone x l’abilitazione.
    Aria di festa nel mio mercatino rionale. Molte lamentale di poche vendite ma allegria di luci.

    sheradispettodituttoilnatalesisente

  21. sherazade ha detto:

    Luigi

    va deretrissimo QUI non passano i nordisti! Vabbè visto che siamo un po’ della stessa pasta…entri ma col passaporto di una settimana 🙂

    shery

  22. rudiae ha detto:

    quella barca a vela, così stranamente fuori luogo per un carico di disperazione (non più pescherecci, non più gommoni… sarà anche questo un segno dei tempi!?) ha segnato il destino di chi (non sapremo mai quanti) ha perso la vita nella speranza di una vita migliore. In questo paradosso è racchiusa tutta la disperazione.
    la foto che hai rubato è di una bellezza assoluta.
    la solitudine della vecchiaia è uno spauracchio per molti (…quanti suicidi meno clamorosi di quello di Magri?!?!). Ben vengano a milioni i clandestini che, aiutando l’economia dei meno fortunati, suppliscono alle carenze di una società che ha voluto essere cieca! (chiaro che se questo fosse un paee normale, loro non sarebbero clandestini… e contribuirebbero fiscalmente al risanemento!)
    un abbraccio in volo per la tua rondine…
    e un bacio a te!

  23. sherazade ha detto:

    Gabriella

    perfetto!

    “Ben vengano a milioni i clandestini che, aiutando l’economia dei meno fortunati, suppliscono alle carenze di una società che ha voluto essere cieca! (chiaro che se questo fosse un paee normale, loro non sarebbero clandestini… e contribuirebbero fiscalmente al risanemento!)”

    sheraunarondinenonfàprimaveraediohoilcuoregonfiocomeilcielodipioggia

  24. sportelloutenti ha detto:

    L’Associazione di Donne dove fa volontariato mia madre ha organizzato un paio di settimane fa un incontro con un gruppo di profughe Nigeriane che scappate dalla Libia dove lavoravano, sono state “parcheggiate” in un albergo senza la possibilità di lavorare e muoversi, E se non lavorano e non si muovono nessun permesso di soggiorno e fra poco scadono i termini per poterle “regolarizzare”.
    Assurdo. Speriamo che la loro situazione si sblocchi
    Elisa

  25. madmath ha detto:

    eccomi ..ho visto un pezzo di te ^^

  26. sherazade ha detto:

    mad

    eche abbia visto il ‘pezzo’ migliore ma è impossibile in così poco tempo.

    sherabbracietwitersolidali

  27. sherazade ha detto:

    Elisa

    purtroppo la condizione delle donne da qualsiasi parte del globo arrivino è sempre più gravosa.
    Mi unisco alla tua speranza “Che finisca presto” e la situazione si sblocchi. Sono fardelli che porteremo sulla nostra coscienza.
    shery

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