Un talento ‘scandaloso’

 

Quando sarò morto a chi importerà?”, si domandava Farrok Bulshara e si rispondeva ironico: : “A me no di sicuro”. Di sè aveva detto: “Voglio essere il Rudolf Nureiev del rock’n’roll”. Invece, è diventato “solo”  Freddie Mercury, la voce potente e ricca di mille sfaccettature dei Queen, la band che negli ultimi quarant’anni è stato difficile superare per i suoi  capolavori ma soprattutto grazie al carisma del suo leader.
Il 24 novembre del 1991, Freddy Mercury moriva di polmonite, annientato dall’AIDS nel riserbo totale,
in  contrasto con la stravaganza spesso definita oltraggiosa che ‘osava’ sul palco. 
Due giorni prima di morire Freddy Mercury dichiarò alla stampa:
Desidero confermare che sono risultato positivo al virus dell’HIV e di aver contratto l’AIDS. Ho ritenuto opportuno tenere riservata questa informazione fino a questo momento al fine di proteggere la privacy di quanti mi circondano. Tuttavia è arrivato il momento che i miei amici e i miei fan in tutto il mondo conoscano la verità e spero che tutti si uniranno a me, ai dottori che mi seguono e a quelli del mondo intero nella lotta contro questa tremenda malattia 
La mia canzone preferita? “Bohemian Rhapsody”, forse.
Penso anche alla trascinante We are the champion diventata un coro da stadio e, come molte belle canzoni, abusata tanto da perdere la percezione delle note.
Altre le mie canzoni preferite:  “Somebody To Love”, “I Want To Break Free”, la lungimirante “This is the word we created”e la trascinante “Innuendo”. 
Vent’anni senza una delle voci più straordinarie e originali del rock. Freddy Mercury, eccentrico fino alla provocazione, da amare o detestare senza mezze misure e dunque per quel che mi riguarda,

Io lo amo!  VOI?