Stay hundry, Stay foolish

Nel 2002, per curiosità, ho aperto il mio primo blog nel tentativo di condividere i miei stati d’animo, le mie ideuzze.
A quei primi passi risale l’amicizia con Katherine http://katherinem.splinder.com/ 
Nel tempo  altri blogger si sono uniti a noi e si sono persi per strada in una naturale selezione; erano persone a volte un po’ troppo smaccatamente saccenti ma stimolanti, altre giocavano su più binari e smascherate si sono eclissate. Alcuni giocatori si sono riproposti in altra veste. Un paio di care amiche hanno ceduto per stanchezza o per problemi famigliari ma continuiamo a sentirci via sms o, addirittura!, vederci.
Kathy ed io siamo migrate su Splinder per i disservizi del precedente server.

 
Io amo la blogsfera per il suo essere un’ agorà virtuale, luogo di scambio di opinioni anche conflittuali ma civili, ove perorare ad oltranza, senza cedere, i propri punti di vista. Del resto se si è tutti d’accordo (non contraddire per educazione ! ho letto in un commento) che gusto ci sarebbe?
 
Essere tolleranti non è mica poi tanto bello. Tollerare significa sentirsi superiori,  non accettare la diversità. Qui, in questi nostri spazi, abbiamo la grande opportunità di in(s)contrarci con tante persone diverse e lontanissime  e invece, anche inconsciamente, ci aspettiamo che siano speculari a noi, stesso approcio, stessa dialettica, oppure che tacciano garbatamente.
“Il tuo blog è il tuo spazio e dunque sarebbe maleducato dissentire, Così come non diresti ad una tua amica che la sua adorata cassapanca è uno schifo”(anche questo ho letto in un commento, a parte che tra ‘è uno schifo’ e ‘a me non piace’ ce ne corre).
Non credo sia così: il blog è il luogo cui affidiamo parte dei  nostri pensieri ed i pensieri non sono una cassapanca ma cassa di risonanza, di elaborazione di emozioni che maturano in noi e che liberaMENTE poniamo in rete per condividerne il senso.

Monomaniaci fastidiosi  che scadono anche nella violenza e nella volgarità verbale ci sono, ci sono i marpioni un po’ mano morta  da autobus  ma, o io sono estremamente fortunata perché me ne sono capitati/e pochi/e,  al dunque  premo il tastino che blocca e lì finisce.
L’ultimo vezzo  è aprire un blog chiuso a inviti “perché così tra noi si ragiona meglio” (altro commento).
Bene ma allora quella enorme potenzialità di confronto come avverrebbe?

 
Se a volte a me prende lo scoramento e la voglia di abbandonare il blog è per la ragione inversa, cioè perché i commenti sono pochi, brevi o gentilmente superficiali.
Forse che in autobus non vi è mai capitato il mezzo matto, il porcello,  la donna che strilla al cellulare, vi è mai successo che qualcuno vi urlasse “Ah booona”? oppure che qlc frenasse a due centimetri da voi? e allora? Non si esce più di casa?
 
Quando tutto è detto, io tiro innanzi e premo Pubblica a questo mio, un po’ logorroico, ultimo post.
Come avrei potuto fare con i 140 caratteri di twitter?
 
“Amo il mio spazio http://sherazade2005.splinder.com/ lì mi sento padrona, libera di dire senza i lacciuoli di questi dannati 140 caratteri qlc di completo”.
 

Una bella citazione di Steve Jobs riportata ovunque (ma perché bisogna morire per (non) sentirsi dire tante belle parole?)  è:
Stay hungry stay foolish
letteralmente: Siate affamati (del nuovo) e folli (qb per non osare)
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