Sit tibi terra levis

 

Il 20 giugno del 2004 moriva, improvvisamente per un aneurisma all’aorta il mio carissimo amico Tom Benetollo, aveva poco più di cinquant’anni. Una bimba dai capelli del colore delle spighe del grano di giugno. Arrivava, Tom,  dalla segreteria regionale della FGCI del Veneto e successivamente trasferitosi  a Roma  fu responsabile della sezione Pace dell’ufficio Esteri del Pci. Lasciò il Partito per iscriversi all’Arci nell’1987 e ne divenne Presidente indiscusso dal ’95. Una persona bellissima, capacità di analisi unita a profonda sensibilità d’animo, altruista all’eccesso, sempre in prima file per i diritti di tutti  e soprattutto ‘lottò’ per la pace. Ci eravamo visti il  sabato mattina a una riunione ed ero stata proprio io ad insistere perchè era importante che ci fosse; scappò via quasi subito: la domenica doveva partire per una delle sue ‘missioni’ che lo portavano indifferentemente dal Social Forum di Porto Alegre ad uno sperduto angolo del mondo perché lui non trascurava mai niente e nessuno: per piccolo che fosse il problema o il puntolino sul mappamondo lui e l’Arci se ne facevano carico. Morì un anno giusto dopo mia mamma ed io ho percepito il saluto dei Compagni con lo stesso strazio,  amplificato, il cuore piccolo piccolo,   perché in quell’estremo saluto  a Tom, guardando intorno i volti rigati dalle lacrime e segnati dal dolore,  ero tornata indietro  e rivivevo e sentivo lo stesso calore e lo stesso  affetto che avevano sostenuto me e la mia famiglia. Eravamo (ancora) tutti una grande famiglia che si stringeva per farsi forza.

 

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19 thoughts on “Sit tibi terra levis

  1. KatherineM ha detto:

    Il dolore è sempre quello di allora, unito alla nostalgia e a quelle "farfalle nello stomaco" che sempre si sentono quando si pensa ad una persona che ci manca tanto. Si dice che sono sempre i migliori quelli che se ne vanno, ma io non ho mai capito il perchè. Abbiamo tanto bisogno di persone così, perchè devono sempre andarsene così presto?

  2. sherazade2005 ha detto:

    Kath cara

    salvo persone come ia mia mamma e il tuo papà che la loro vita, nei buoni e nei momenti travagliati, hanno vissuto a lungo, altri – i migliori – la offrono al mondo  oltre i limiti e con così tanto dispendio di energie da, appunto, morire sul campo. Non posso impedirmi di fare un parallelo con  il mancamento su quel palco a Padova che portò Enrico Berlinguer alla morte.
    Mia nonna piemontese diceva, tu lo dirai meglio di me in dialetto: "L'erba grama non muore mai" .

    sherabuonanotteconungrandeabbraccio 

  3. Simonedejenet ha detto:
  4. Masso57 ha detto:

    Ciao Shera!

    “He was a dreamer, dreamer for every man”: è tenero, il ricordo che regali di lui.

  5. Lindadicielo ha detto:

    Mi pare che a Palazzo Valentini gli abbiano dedicato una sala pubblica. Non ti riporterà il tuo amico, ma almeno la consolazione di un nome che non si perderà, quella sì. Un bacio, carissima.

  6. luigi7 ha detto:

    non riusciamo mai a spiegarci il perchè della dipartita delle persone a noi care, specie se giovani….ma non dipende da noi, e possiamo solo accettare gl ieventi, credendo che dopo la vita, esista un  mondo mogliore per tutti…

  7. sherazade2005 ha detto:

    Certo Luigi,

    un mondo migliore che certe, queste, persone  senza troppi do ut des si sono guadagnate in terra.

    sherynognistagioneunaffanno

  8. sherazade2005 ha detto:

     Masso, grazie

    Linda,
    è vero, hai ragione ma io aggiungerei che anche la persona la meno nota 'vive' se ha saputo lasciare tante piccole 'mollichelle' che (ri)conducono a lei.
    Pensa, io ricordo il mio benzinaio, un semplice benzinaio morto di tumore con il quale quando facevo benzina parlavo e scoprimmo di amare roma e sopratutto  il suoi alberi;  il profumo dei tigli in fiore di anno in anno sempre meno intenso. Viale Adriatico e il lungo viale di tigli che fioriscono legano il mio pensiero a lui: il 'mio' benzinaio.

    sherabbraccidauncentroarsocomeaferragosto

  9. sherazade2005 ha detto:

    Gemisto

    guarda non so cosa  mi trattenga dal cancellare il video che ritengo inopportuno e assai poco (se non per nulla) sensibile e rispettoso per i miei sentimenti e per la persona di Tom Benetollo.

    se poi vi sia un nesso nascosto ugualmente non è accettabile (per me).

    sherazadecerte notti a taluninonportanoconsiglio

  10. Kaliparthena ha detto:

    In dialetto mantovano si dice "l'erba catia la mor mai". Forse se ne vanno davvero prima i migliori, ma più probabilmente si tratta di una nostra percezione: la prematura scomparsa di una persona di grande umanità lascia un vuoto pesante.

  11. sherazade2005 ha detto:

    kali cara

    è proprio così anzi, credo che nella vita a segnarci e dunque a farci crescere siano i dolori e il bagaglio emotivo e culturale che sappiamo 'carpire' a chi lo possiede naturalmente.

    sherabuonlavoroetantotantoperte 

  12. sherazade ha detto:

    L’ha ribloggato su sherazade2011e ha commentato:

    Nel giugno del 2011 così ricordavo il mio amico Tom Benetollo.
    Benetollo chi? potrei sentirmi dire e me ne farei una ragione perchè in un servizio dell’altra settimana a soli 30 anni dalla scomparsa di un leader storico della politica italiana, Enrico Belinguer, più di uno intervistato bel oltre i trent’ammi ha dichiaro di non sapere CHI fosse.
    Questa è l?italia d’oggi. L’Italia del renzismo, altra faccia, ma sempre di facciata che continua a fare carta straccia della dignità di tutti noi.
    Sono Pessimista? Non desidero che di essere sbugiardata.

    Tom ti voglio bene e ci manchi, mancano uomini della tua rettitudine e del tuo coraggio.

  13. Laura ha detto:

    Che bel post Shera, perche’ sono sempre quelli buoni che se ne vanno, un bacione cara, buon weekend, ❤

  14. sherazade ha detto:

    Laura nooo ok! Facciamo gli scongiuri. Fammi le foto pls

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