overdose d’amore

Ci sarà bene una ragione se la Sally-ina si fregia del titolo di ‘stambecco delle poltrone’.
Tre poltrone per l’esattezza sulle quali si fionda senza più pudore prendendo la rincorsa.

La prima è una signora bergere rosa che si trova nella mia camera da letto e dove lei prende posto quando io sono al computer. Mi guarda, si gratta, scende e risale, mi incita al gioco e buon per me se dorme.


 

Poi c’è la poltroncina verde e piatta a forma di rovesciata, senza braccioli, che sta in ingresso di fronte al telefono anche se il telefono è un cordless ed in teoria per parlare si potrebbe stare ovunque nella casa. Ma questa poltroncina ha per me un forte valore affettivo perché faceva parte del mio ufficio e me la sono portata via insieme ad un paio di altri mobili quando, lo racconta la Storia, la sede del vecchio Pci è diventata troppo ingombrante (e vuota) per il Pds, il nuovo che avanza(va).
Per Sally è un’ottima postazione per avere sotto controllo sia il soggiorno che la cucina e nello stesso tempo allungare l’orecchio al via vai dei condomini. Lì dorme quando resta sola: di vedetta.


 

Poi c’è la snella poltrona rossa che mi ero comprata all’Ikea, braccioli larghi in legno e schienale leggermente reclinato perfetto per guardare la televisione senza stare sul divano che invece mi tieneva dritta come impalata e quindi finivo sempre per arrotolarmi nelle posizioni più scomode dalle quali poi mi scioglievo dolorante.
Poi è arrivata questa piccola peste e da subito ha deciso che dall’ora di cena in poi la mia poltrona è  sua (santa) sede!
Dove credete che io sia state relegata quando mi appresto a vedere, prendiamo a caso, Desperate, o CSI o..o.. poche cose ma quelle due orette se ne vanno, me tapina, sul divano con dei cuscini messi a bracciolo e naturalmente le gambe nelle solite strane posizioni che certamente non giovano alla mia schiena bizzosa.
Lo stambecco alla fine della sua giornata dorme, piccola piccola, quasi un batuffolo bianco perché il musetto è nascosto dalla parte opposta alla mia.
Poi succede che, come una bimba che si sveglia nel sonno e improvvisamente cerca la sua mamma, la Piccolina anche lei si risvegli e per assicurarsi della mia presenza in un precario equilibrio volga indietro la testa e mi guardi assonnata, interrogativa e carica d’amore. Io le sussurro: “Fai la ninna..ninna..bella..” lei si rassicura e riprende il suo sonno mentre io resto sera dopo sera, a distanza di più di un anno, intenerita e grata, l'animo gonfio di tenerezza, per questa overdose d’amore.

I figli (cagnole annesse) so' piezz' e core!