Emozioni (tu chiamale se vuoi..)

 

“E stringere le mani per fermare 
qualcosa che 
e' dentro me” 

 

Due ore di orologio per dimenticare e dimenticarsi del mondo fluttuando in un universo-culla, rifugio prenatale.
Immerso, in acqua di mare a 34 gradi, il corpo  cede fiducioso all’ abbraccio luminoso della cromoterapia, arcobaleno guizzante anche sott’acqua, mentre la musica lo consegna sognante ai suoni che sembrano venire da lontano.
Completamente abbandonato, yellow submarine di mille colori,  fluttua  libero da gravità fino alla cascatella, passaggio obbligato per ritornare momentaneamente alla gelida realtà di mille gocce veloci, pronto al viaggio successivo.
Un’ora di massaggio totale. I muscoli riprendono tono, si ricompattano,  in contrasto con la lievità della mente che permane.

Avvolta in morbide tele candide, indietro nella storia dei temp(l)i cercando di mantenere quel senso di estraneità e nello stesso tempo si complicità col mio corpo, assaporo, gatta sorniona, una macedonia fresca, delicata e croccante,  risvegliando l’unico senso ancora sopito,  il gusto!
Fuori, lungo il corridoio che mi riporta alla camera, rubo tutto lo spettacolo del mare in un timido mezzogiorno di primavera con, sullo sfondo, Procida e il Vesuvio fumoso.

 

“Che anno è.. che giorno è 
questo è il tempo di vivere con te"

 

 La sera arriva con il suo viaggio nel piacere dei sensi seduta alla tavola del ristorante dove complici assaporiamo il primo sorso di vino.
Una perla rubino che si attarda sul labbro inferiore viene raccolta con la punta della lingua… che buon sapore.
Germogli di desiderio. 

“Il paradiso
tu vivrai 
se tu scopri 
quel che hai”

 

Primavera. Nonostante tutto è Primavera.